domenica 23 dicembre 2012

Recensione Proibito di Tabitha Suzuma.

I titoli fra cui dovevo scegliere erano tre. I consigli su facebook non sono mancati -a proposito, GRAZIE- e la scelta è ricaduta su Proibito. E meno male... Tutti ne parlavano così bene che mi sono decisa a metterlo nella mia wishlist. Finito in un giorno, Proibito di Tabitha Suzuma mi ha devastata, letteralmente.


Proibito
Tabitha Suzuma
Mondadori
353 pagine
25 Gennaio 2011
16,00€
Voto: 5 Stelle!

Fuori, nel mondo, Lochan non si è mai sentito a suo agio. Gli altri sono tutti estranei, alieni… Solo a casa riesce ad essere se stesso. Maya ha sedici anni, è una ragazza sensibile, delicata e molto più matura di quello che la sua età richiederebbe. Lochan e Maya sono fratelli, e hanno altri tre fratellini da accudire: Kit, Tiffin e Willa sono la loro ragione di vita e la loro preoccupazione più grande, da quando il padre li ha abbandonati per una nuova famiglia e la madre ha iniziato a bere, si è trovata un altro uomo e a casa non c’è mai. I giorni passano e solo una cosa ha senso: essere vicini, insieme, legati, forti contro tutto e tutti. Per Maya, Lochan è il migliore amico. Per Lochan, Maya è l’unica confidente. Finché la complicità li trascina in un vortice di sentimenti, verso l’irreparabile. Qualcosa di terribile e meraviglioso allo stesso tempo, inaspettato ma in qualche modo anche così naturale. Qualcosa che, ancor prima di iniziare, è già condannato.

                                         La mia Recensione.

La trama è stata la cosa che più mi ha colpito, durante le mie piccole ricerche sui pareri riguardo il libro. Sono un tipo che non ha troppo spesso pregiudizi sui libri... ma l'incesto? Insomma, è il primo dettaglio che si coglie nell'immediato. Mi disorientava e al tempo stesso mi rendeva ancora più curiosa di leggere. Perciò mi sono imposta di non farmi ulteriori domande perchè avrei via via trovato le risposte. E' ho iniziato il romanzo -che titolo più azzeccato di Proibito non poteva avere!

Lochan ha diciotto anni, è all'ultimo anno di liceo ed ha ottimi voti nello scritto. Però ha un problema. Non riesce a parlare con i suoi coetanei, a trovare un amico o una ragazza, cose normalissime per uno della sua età. Sa bene cosa gli altri pensano di lui, ma da quando hanno smesso di riderglielo in faccia, si convince di dover continuare a tollerare la scuola in vista della traguardo del diploma. A casa, invece, riesce a respirare. Nonostante la piccola Willa e Tiffin facciano spesso i capricci e Kit sia in piena crisi adolescenziale, le mure domestiche sono il suo rifugio sicuro, la sua famiglia l'unica ancora di salvezza. Oltre a Maya, la sorella di poco più di un anno più piccola. Maya è più estroversa e positiva di lui, ma sa perfettamente quanto questa costituisca solo una facciata. Integrarsi e fare del suo meglio, a casa e a scuola, è ciò che sa di dover fare. C'è quando Lochan ha bisogno di lei e lui c'è quando è Maya a cercare aiuto. Ed entrambi si fanno forza a vicenda, tirando su i fratelli più piccoli e mal sopportando la strafottenza di una madre che, separata dal marito che è andato via con la nuova moglie anni addietro, non riesce ad ammettere di avere problemi di alcool e pensa a sperperare il poco denaro che guadagna per inseguire la bellezza ormai persa da tempo uscendo con gli uomini.

Lochan soffre perchè sa che il suo problema non coinvolge solo lui. Sente che la sua famiglia si vergogna di lui, proprio quelle persone che per lui sono il centro di tutto. Ma più di tutto, non riesce a fare a meno di sentirsi responsabile per come la sua famiglia ha iniziato a sfaldarsi, lasciando cadere giù un mattone dopo l'altro. E mentre i suoi problemi nel relazionarsi con gli altri sono visibili a tutti, Maya deve tenere dentro di se la consapevolezza di star mettendo su una recita fatta di maschere che nascondono ciò che è davvero al resto del mondo, eccetto a Lochan. Lei è l'unica a cui possa appoggiarsi, e quella consapevolezza si trasforma in qualcosa di più, che pian piano farà cambiare la natura del loro legame, fino al dolcissimo momento in cui entrambi, in preda alla frustrazione, alla confusione e al sentimento più complicato che possa esistere, capiscono di non poter più lasciare quella consapevolezza rinchiusa in un angolo del loro essere.
La risposta è semplice: perché per me Lochan non è mai stato un vero fratello. Né un fratello minore fastidioso, né un fratello maggiore prepotente. Io e lui ci siamo sempre considerati sullo stesso piano. Siamo migliori amici da quando eravamo piccoli. Abbiamo condiviso per tutta la vita un legame più stretto dell’amicizia. Insieme, abbiamo allevato Kit, Tiffin e Willa. Abbiamo pianto e ci siamo consolati a vicenda. Ci siamo visti l’un l’altra nei momenti più vulnerabili. Abbiamo condiviso un peso che non è possibile spiegare al mondo esterno. Siamo stati presenti l’uno per l’altra; come amici, come compagni. Ci siamo sempre amati e ora vogliamo poterci amare anche in modo fisico.
Ma Proibito non è solo questo. Ci sono i bambini, che cominciano a capire che la madre è troppo assente, fanno domande a cui né Maya né Lochan riescono a rispondere. C'è Willa in cerca di attenzioni, Tiffin arrabbiato per l'assenza sempre più marcata della madre, Kit che provoca e cammina su una brutta strada, la madre totalmente assente e i suoi problemi di alcool, i soldi spesi solo per se stessa. La scuola, gli esami, i compiti, la casa, le bollette da pagare e il costante terrore che qualcuno scopra la loro condizione, contatti i servizi sociali e li divida. Poi, quando le cose sembrano andare finalmente per il meglio, accade il peggio e tutto comincia a precipitare e mi è sembrato di precipitare anch'io.


Concordo con chi ha avuto modo di leggere il libro prima di me, quando dicono che Proibito è una delle letture migliori mai affrontate. Mi sono sentita attratta da questo già col primo capitolo, e più andavo avanti più mi rendevo conto che sarei rimasta col fiato sospeso fino all'ultima parola. Il doppio pov è stato indispensabile, sono piuttosto sicura che altrimenti il romanzo avrebbe perso molto. Affrontando una tematica così inusuale e intensa, conoscere i pensieri di Maya e Lochan, sapere di poterli ritrovare, alternatamente, in ogni capitolo, era come una fresca boccata d'ossigeno. La paura li avvicina e li allontana, il timore di non farcela, di essere scoperti, aleggia sempre nell'aria ed è un monito impossibile da ignorare. E' la cruda realtà della situazione che mi ha più scossa, portandomi alle lacrime.

Il romanzo è un susseguirsi di dolce tristezza e struggente malinconia, una di quelle storie che ti fa venire le lacrime agli occhi perchè è così dolorosa e genuina e intensa e vera, significativa, da sembrare reale. Non come potrebbe esserlo un romanzo scritto bene, piuttosto come la cronaca della vita vera di una famiglia i cui pezzi sono tenuti uniti solo dall'amore e dai sacrifici di chi, alla sua età, dovrebbe conoscere solo la spensieratezza e l'ebrezza delle nuove esperienze. Era arrabbiata e frustrata, rassegnata e in lacrime il più delle volte, addolcita e speranzosa in altre.

C'è tanto del mondo reale che schiantarmici contro è stato anche un pò doloroso. Leggere tende sempre ad estraniarmi dal resto nel mondo, ma quando quello mi viene incontro in modo tanto brusco, perfettamente ricostruito in ogni suo dettaglio, ha lo stesso effetto di un secchio d'acqua gelida rovesciata addosso. La paura, la rabbia, la sensazione d'impotenza e timore di non essere all'altezza, di vivere affrontando un ostacolo dietro l'altro. Quando emozioni così mi avvincono e mi vibrano dentro, è impossibile non lasciarmi andare, annientata, fra le braccia di questa trama meravigliosa e travolgente. E' un urlo silenzioso fatto di lacrime invisibili, rancore e terrore disegnati nell'anima e non sul viso. E' una storia che tratta di temi forti, analizzando la psiche umana con una meticolosità tale da rendere il tutto autentico e profondo in ogni descrizione, che disorienta e poi annienta, che rapisce e poi distruggeUn amore talmente disgustoso e proibito, da non essere neppure contemplato in una conversazione sugli amori impossibili.

Ero un pò stordita, eppure travolta da quell'improvviso, ma non inaspettato, assalto di sentimenti. La situazione era sbagliata nel modo più ovvio, ma il mio cuoricino innamorato non ha smesso di palpitare furioso e, benchè quel momento così forte e struggente mi inondasse di una voglia matta di emettere sospiri estasiati, dentro di me ero tutta confusione e tristezza e frustrazione, con una gran voglia di piangere. Mi confondeva ancora di più il fatto che non mi sentissi disgustata dal loro amore, ma totalmente invasa dalla loro pena, dal loro dolore, dall'impossibilità di andare davvero avanti. D'altra parte, pur essendo deliziata da un'amore tanto profondo e tenero, come potevo dimenticare che Lochan e Maya erano fratello e sorella? La parola incesto era una luce a neon nella mia testa, non voleva proprio saperne di andarsene. E potevo biasimarla? Ad un certo punto, poi, ho persino pensato che non sarei più riuscita a continuare. Vorrei poter giudicare questo romanzo con almeno un pizzico di oggettività, ma mi ha rapito talmente tanto che anche solo parlarne e riprendere ogni emozione provata fa male tanto quanto averla sperimentata la prima volta, ad ogni capitolo.

A dire il vero, sento ancora tutte queste sensazioni addosso, è una di quelle storie che si adagiano come un velo opaco sulla mia mente e mi impedisce di dirigere i pensieri su qualcos'altro, di concedermi un'altra lettura o concentrarmi su azioni che richiedano una certa attenzione. Intorpidita e totalmente avvinta dall'incantesimo che Lochie e Maya hanno gettato su di me, ecco come mi sento. Quando proprio non ce la facevo più, quando le lacrime mi offuscavano la vista e mi sembrava facesse troppo male, pensavo "ti prego, fa che non siano veramente fratelli, così possono stare insieme, ti prego ti prego...". Scritto divinamente, con uno stile fluido e intenso, l'autrice ha dato vita ad un intreccio e una narrazione tanto impeccabili e perfetti quanto difficili da accettare se non col cuore spezzato, lasciandolo nudo ed esposto, vulnerabile sotto una pioggia di lacrime. Proibito mi ha afferrata e stretta forte a sé con quella tenera e dolorosa consapevolezza che, conscio delle mie speranze che tutto potesse andare per il meglio, alla fine non avrebbe potuto accontentarmi.

10 commenti:

  1. Bellissima recensione.
    Proibito è davvero un libro speciale

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  2. Non è un libro facile, ma ti entra davvero nel cuore.

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    1. Non potevi scegliere parole migliore per descriverlo.

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  3. questo libro riceve grandi consensi e meravigliose recensioni da ogni dove, eppure non riesco proprio a cominciarlo e purtroppo devo ammettere che è proprio la questione dell'incesto che mi blocca, chiamatami pure bigotta ma è un ostacolo che purtroppo non riesco a superare!1

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    1. Posso capire. La questione, però, fin'ora non mi aveva proprio bloccata, solo... era perplessa. Pensa un pò... è uscito quasi due anni fa e io non l'avevo ancora letto! Perciò mi sono semplicemente buttata, senza più pensare alla trama. E, Lara, ti consiglio davvero di fare la stessa cosa. Proibito è uno di quei libri che, leggendo, ti viene da pensare "oddio, è troppo intenso"... ma in senso buono. Mi ha totalmente spiazzata :)

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  4. Era nella mia wishlist nel 2012 e lo è ancora nel 2013. Quello che mi blocca è la drammaticità del tema e della storia in sé. Insomma, ho paura del dolore e della pena che potrei provare per Lochan e Maya! Non riesco proprio a convincermi. C'è questo ostacolo che temo e che non riesco proprio a superare...

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  5. Io l'ho letto ieri tutto d'un fiato ! Cercavo un libro con cui distrarmi in attesa di un intervento chirurgico che oggi doveva affrontare mio padre ( grazie a Dio è andato benissimo !) , e poichè spesso comincio a leggere un libro senza avere alcuna idea di cosa parli nello specifico , perchè sono una di quelle che la trama me la devo godere appieno !!! Così, ieri mattina ho iniziato a leggere e quando ieri sera ho finito , mi sono resa conto che ,per quanto io mi ritenga una lettrice attenta , fino ad ora mi era sfuggito il libro più bello , particolare e disperatamente triste su cui io abbia mai messo gli occhi !!!!
    Ho pianto fino a notte inoltrata !!!! Stupendo ....stupendo ...stupendo !!!!

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  6. L'ho appena finito e davvero non so come riprendere fiato.. Ho iniziato a vagare tra i vari blog per cercare di riprendermi ed effettivamente constatare di non essere l'unica ad esser stata colpita allo stomaco da questo libro mi fa sentire un po meglio. Ho letto la tua recensione e mi ci sono ritrovata in pieno. Arrivata alle ultime pagine ho dovuto rileggere le stesse due righe più volte perché non riuscivo a credere ai miei occhi. Per la serie Woah.. I didn't see that coming! Non sono una fan del genere, eppure mi sono ritrovata a piangere senza sosta... Questo libro resterà nel mio cuore per sempre.

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  7. Strano che nessuno ricordi gli antefatti reali, poco poetici, di questa vicenda letteraria. Si tratta di un fatto avvenuto nella Germania degli anni '70/'80. Un giudice tutelare aveva imposto ad una ragazza, incinta del fratello, di abortire. Ci fu un'aspra polemica in proposito sui giornali tedeschi, dove fu peraltro descritto il quadro familiare, come poi fu riprodotto dalla Suzuma. Non si seppe in seguito più nulla.

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