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giovedì 2 aprile 2015

News: in arrivo 'Carry On', da Rainbow Rowell!


La calma non è qualcosa che mi contraddistingue. E' facile che io mi lasci andare alla gioia del momento, ed è una gioia isterica, non ragionevole. Che poi, se è gioia deve essere fino in fondo, no?!
Okay.
Carry On uscirà il 6 Ottobre 2015 e il libro è già su goodreads e un sacco di lettrici stanno già iniziando a dare di matto come sto facendo io e WOW, sono grata al mondo intero per avermi regalato un risveglio/inizio vacanze pasquali così piacevole!
Questa era la notizia.
Il contorno, invece:
Allora. Quanti di voi ricordano Rainbow Rowell? In Italia è conosciuta per Eleanor and Park -cioè, Per una volta nella vita edito da Piemme-, ma io la ricordo per un altro dei suoi libri, uno dei più belli, divertenti, semplici e romantici che io abbia mai letto.
Fangirl, si, su cui avevo scler- ehm, che avevo recensito qui. Se non l'avete ancora letto, sarei proprio curiosa di sapere che cosa vi stia fermando!
Ma se l'avete letto... avete presente Carry On? 
Andavo davvero pazza per gli stralci dalla propria fan fiction che Cath, da leale e animatissima fangirl qual è, condivideva ad alta voce e nella sua mente o ovunque fosse, permettendoci di leggere le sue creazioni ed affezionarci a personaggi "irreali al quadrato", ma che erano talmente concreti e presenti per lei da diventarlo, ben presto, anche per noi.
E quindi?, direte voi.
Tempo fa, parlando con l'autrice su twitter avevo scoperto che la Rowell aveva intenzione di scrivere davvero un libro su Simon e Baz, e alla notizia avevo letteralmente perso la testa perché non avrebbe potuto darmi qualcosa migliore di quella a cui aggrapparmi nel triste momento in cui avevo finito il libro e mi sentivo svuotata nel più devastante dei modi.
(si, guardate il tweet accanto, è la prova! muahahah! giusto un anno e un mese fa!)
Perciò ripeto:
in pratica, abbiamo un countdown!
Carry On uscirà il 6 Ottobre 2015 e il libro è già su goodreads e un sacco di lettrici stanno già iniziando a dare di matto come sto facendo io e WOW, sono grata al mondo intero per avermi regalato un risveglio/inizio vacanze pasquali così piacevole!

Per rinfrescarvi la memoria (dal prologo di Fangirl):

La serie di Simon Snow
Da Encyclowikia, l'enciclopedia della gente

Questo articolo riguarda una serie di libri per ragazzi. Per gli altri utenti, cliccare Simon Snow (disambiguazione).

Simon Snow è una serie di sette libri fantasy scritta dalla filologa inglese Gemma T. Leslie. I libri raccontano la storia di Simon Snow, un undicenne orfano dal Lancashire che è stato reclutato per frequentare la Scuola di Magia di Watford al fine di diventare un mago. Crescendo, Simon si unisce a un gruppo di maghi - i Mage - che combattono contro Insidious Humdrum, un essere malvagio che sta cercando di eliminare il mondo magico.

Dalla pubblicazione di Simon Snow e l'Erede dei Mage nel 2001, i libri sono stati tradotti in 53 lingue e, fino all'Agosto 2011, hanno venduto più di 380 milioni di copie.

Leslie è stata criticata per la violenza della serie e per aver creato un eroe che a volte è egoista e ha un cattivo carattere. Una scena di esorcismo nel quarto libro, Simon Snow e le Quattro Selkie, ha fomentato boicottaggi fra il gruppo Cristiano Americano nel 2008. Ma i libri sono ampiamente considerati dei classici moderni, e nel 2010, la rivista Time ha chiamato Simon "il più grande personaggio bambino della letteratura dopo Huckleberry Finn."

Un ottavo libro, l'ultimo della serie, uscirà il 1° Maggio 2012.

La serie
Simon Snow e l'Erede dei Mage, 2001
Simon Snow e il Secondo Serpente, 2003
Simon Snow e la Terza Porta, 2004
Simon Snow e le Quattro Selkie, 2007
Simon Snow e le Cinque Lame, 2008
Simon Snow e le Sei Lepri Bianche, 2009
Simon Snow e la Settima Quercia, 2010
Simon Snow e l'Ottava Danza, pubblicazione prevista il 1° Maggio 2012

e, magari, spolverare qualcuna delle scene più belle fra Simon e Baz:
“Let me help you,” Simon said.Baz held his head perfectly still. Then he nodded, gently thudding his forehead against Simon’s.“I notice,” Simon said, letting his mouth drift forward. He thought of everything that had passed over the other boy’s lips. Blood and bile and curses.But Baz’s mouth was soft now, and he tasted of apples.And Simon didn’t care for the moment that he was changing everything. -da Carry On, Simon, fanfic di Cath.
ovvero:
"Lascia che ti aiuti," disse Simon.Baz mantenne il capo perfettamente immobile. Poi annuì, poggiando delicatamente la fronte contro quella di Simon."Ti avviso," disse Simon, lasciando che le sue labbra venissero trasportate in avanti. Pensò a tutte le cose mai passate fra le labbra dell'altro. Sangue e bile e maledizioni.Ma ora la bocca di Baz era morbida, e sapeva di mele.E per il momento a Simon non importava che lui stesso stesse cambiando ogni cosa. -da Carry On, Simon, fanfic di Cath.
Carry On, come la maggior parte delle fan fiction, vira un po' dall'originale e gira intorno alla coppia Simon-Baz, modi che non vedo l'ora di scoprire...!
Ditemi che la notizia vi entusiasma tanto quanto me, sono così felice che potrei ballare sul divano non che non lo stia già facendo, coff coff!!

martedì 24 marzo 2015

In My Mailbox #14

In My Mailbox è una rubrica a cadenza settimanale creata da Kristi del blog The Story Siren, nella quale vi dirò quali sono i libri che ho trovato nella mia cassetta delle lettere, che siano questi comprarti o regalati o ricevuti da case editrici, ebook e cartacei.

Era un po' che non scrivevo post per questa rubrica, ma dato che i corrieri hanno deciso di portarmi (finalmente) gli arretrati, direi di potermi vantare un po', no?! Eheh,
No, okay, seriamente, vi faccio vedere quel che che mi è arrivato in questi giorni. Non è molto, ma si tratta di due libri che aspettavo con ansia, e sono solo due dei tanti che attendo (im)pazientemente -però i problemi del centro postale del mio paesino non si sono ancora risolti, e il dio dei libri sa quanto io aspetti la manna dal cielo da mesi ormai.

Cartacei

Come vedrete chiaramente dalla foto qua sopra, si tratta di Il primo bacio a Parigi di Stephanie Parkin e NightWalkers - I figli del tramonto di Davide Roma.
E' vero, è vero, il primo l'avevo già letto in inglese e adesso posso abbracciare tanto la copia italiana quanto quella in brossura inglese autografata e con la dedica muahahhahah, ma ci tenevo molto ad averle entrambe, e grazie alla mia recensione sono stata premiata. Anna and the French Kiss è una di quelle rare storie d'amore che non cadono negli stereotipi, ma ci camminano sopra. La Perkins sa come usare i topoi narrativi del genere romance, la cosa diventa evidente dopo un paio di capitoli, e la storia è talmente densa di emozioni, così sfaccettata e complicata e dolcissima che non si può non cadere nella trappola. Anna è la perfetta, spumeggiante, sfacciata, fragile protagonista femminile alle prese con la vita, l'amicizia, l'amore e gli ostacoli della crescita, tutti in una volta; e poi c'è Etienne -e il suo nome è tutto, particolare, malizioso, sincero e perso come un adolescente qualsiasi. Ma ci sono anche tutti gli altri, che non cadono mai sullo sfondo, che la Perkins non perde di vista nemmeno per sbaglio. Un libro che vale davvero la pena leggere.
Per quel che riguardo NightWlakers... non ho ancora avuto il piacere di leggerlo per via di letture urgenti/scuola, ma è il primo della lista per il periodo-calmo che spero sia dietro l'angolo. Se l'avete letto, non ditemi nulla... magari giusto se vi è piaciuto o no. Anzi no!! Niente influenze negativo-positive! Ssssssssh!!

Ebook
La cosa non finisce qui! Sto leggendo due libri, uno inglese e uno italiano, in ebook, che spero di poter finire presto per condividere il mio parere con voi... e quali sono i titoli?
Half Wild e Raccontami di un giorno perfetto vi dicono qualcosa...?

sabato 21 febbraio 2015

Talking about TSA + recensione Welcome to Shadowhunters Academy!

Parliamo ancora della Clare -perché le fa sempre tante cose e non si può non parlare di lei, specialmente con me che sono una sua grande fan.
Le serie scritte da questa donna sono davvero taaaaante. Abbiamo TMI, The Mortal Instuments, ambientata nel 2008, primissima saga da sei libri che hanno regalato all'autrice la meritata fama. A questa si è intrecciata TID, The Infernal Devices, ambientata nel 1872 -e c'è un ordine preciso che va teoricamente rispettato per leggere queste due serie, ormai lo conosciamo, no?
Sono invece ancora in arrivo TDA, The Dark Artifices, sequel temporalmente parlando di TMI (è ambientata a Los Angeles, 5 anni dopo i fatti di CoHF); TLH, The Last Hours, sequel temporale di TID la cui location rimane Londra, ma con un salto di generazione che ci porta al 1903; e TWP, The Wicked Power, con protagonisti i più piccoli dei Blackthorn che compaiono in TDA.

Per non enumerare, ancora, tutti gli altri progetti di Cassie! Come TST, The Secret Treason, futura graphic novel sul circolo; o Il Codex, il Codice degli Shadowhunters con tutto ciò che c'è da sapere sul loro mondo; e Le Cronache di Magnus Bane, la raccolta di dieci, meravigliose short stories con cui abbiamo potuto conoscere meglio lo stregone più amato della narrativa fantasy degli ultimi anni. Aggiungiamoci anche Magisterium, in concomitanza con la Black...
Insomma, Cassie è instancabile.
Così tanto che, qui sotto, vi presento il suo ennesimo progetto, Tales from Shadowhunters Academy, TSA.
Ebbene, come vedrete nelle trame che ho tradotto per voi qui sotto, i racconti stavolta vertono sul personaggio di Simon. E chi ha letto CoHF sa perché. Riaprono i battenti dell'Accademia per Shadowhunters di Idris, luogo in cui per secoli i giovani Nephilim sono stati istruiti all'adempimento del loro ruolo, e Simon sarà uno degli aspiranti mondani che studieranno per diventare un Cacciatore. Ma non il solo. Sono tanti, nel presente così come nel passato, coloro che hanno frequentato l'Accademia, e la Clare, insieme ai suoi collaboratori, ce ne presenta un paio... davvero interessanti!

La bella notizia è che presto le novelle arriveranno anche da noi, tradotte dalla Mondadori ormai fedelissima alla Clare (e al suo successo!). Così come per le Cronache, anche i Racconti avranno un loro libro-contenitore alla fine, probabilmente italianizzato anch'esso in contemporanea con la futura uscita inglese.

domenica 8 febbraio 2015

Cover news: The Copper Gauntlet, Magisterium 2.0!

CHE QUALCUNO MI AIUTI!
Stavo tranquillamente girando per tumblr come faccio sempre e all'improvviso
l'ho vista.
L'ho vista.
E' bella, bellissima, splendida, incantevole e sto per piangere e ho bisogno di questo, questo
*farfuglia e balbetta e scuote la testa e si morde per sbaglio la lingua*
*impreca*
*prende grossi respiri e cerca di calmarsi*
L'ha postata cinque giorni fa, mentre io sudavo sui libri e avevo incubi sulle interrogazioni, non mi sorprende che sia in un così mostruoso ritardo, MA
ve la faccio vedere, così capite da voi.
Cioè *è senza parole*


Non è pazzesca? Mi piace da morire!!
Per chi non lo sapesse, The Copper Gauntlet è il titolo del secondo volume della serie Magisterium, scritta da Cassandra Clare e Holly Black, una saga paranormal fantasy (in stile potteriano, per dare qualche indicazione) formata da cinque libri. L'anno scorso è uscito il primo, The Iron Trial, in Italia L'anno di ferro (mia recensione quiiii), e ricordo chiaramente di averlo amato alla follia. Ma proprio alla follia, nel senso che ho dato di matto per settimane. E adesso aspetto con indescrivibile impazienza questo romanzo, non vedo l'ora di metterci le mani sopra!
Se non lo conoscete ancora, date un'occhiata alla trama!
Quando raggiunge la grotta in cima al ghiacciaio, Alastair capisce subito che il Nemico l'ha preceduto. Sua moglie Sarah è stata uccisa, come gli altri maghi lì rifugiati. Solo il debole vagito di un neonato lo rincuora: suo figlio Callum, seminascosto accanto al cadavere della madre, è ancora vivo. Ma quando Alastair lo prende fra le braccia, le terribili parole incise nel ghiaccio da Sarah prima di morire lo fanno inorridire... Dodici anni dopo, quando Call viene ammesso al Magisterium, la prestigiosa accademia riservata ai ragazzi dotati di talento magico, suo padre è contrario: sin dalla più tenera età ha insegnato al figlio a diffidare della magia. E ora Rufus, il magister più anziano della scuola, lo ha ammesso all'Anno di Ferro, il primo del Magisterium. Call non può sottrarsi al suo destino. La magia scorre, in certe famiglie. Ma sul destino di Call incombe fin dalla nascita l'artiglio del Nemico.

I titoli dei restanti libri saranno The Cosmos Blade, probabilmente uscente nel 2016, The Golden Boy (2017) e The Enemy of Death (2018).

Okay, no, torniamo alla cover, okay? Mi piace da morire. Adoro il fatto che sia stato nettamente mantenuto lo stile della prima e adoro i colori caldi dominanti del disegno e adoro che si stia lentamente evolvendo seguendo la storia e ADORO che non ci siano solo Aaron e Call e Tamara, ma anche Havoc (il lupo sulla sinistra) e Jasper (il ragazzo sulla destra) e ADORO ANCORA DI PIU' che Call sia al centro! Può significare tante cose, e non riesco proprio ad aspettare oltre per scoprirle!
Voi che ne pensate? L'avevate già vista o siete ritardatari come me?

martedì 3 febbraio 2015

Recensione Il primo bacio a Parigi di Stephanie Perkins!

Vi ripropongo la mia recensione di questo splendido romance in occasione dell'uscita italiana del libro!

Passerò l'intera giornata a sognarti al mio fianco, pensa Bliss, immersa nelle emozioni che Anna and the french kiss - Il primo bacio a Parigi di Stephanie Perkins le ha dato, ricordando la perfezione di Etienne St. Clair.
Ho amato alla follia questo libro, perché nella sua semplicità e dolcezza mi ha colpita, travolta e abbagliata completamente, e adesso sto qui con i cuoricini volanti attorno alla testa e un sorriso sognante rivolto al ragazzo che ha conquistato il mio cuore. Cercatevi un altro Valentino, Etienne è mio!

Anna and the French kiss - Il primo bacio a Parigi
Stephanie Perkins
DeAgostini 
400 pagine
Uscito oggi 3 Febbraio 2015 in Italia
14,90€
Acquista qui: cartaceo

Anna è impaziente di iniziare il suo ultimo anno ad Atlanta, dove ha un buon lavoro, una migliore amica leale, e una cotta per un ragazzo sul punto di diventare qualcosa di più. È per questo che lei è meno che entusiasta di essere spedita in un collegio a Parigi -fino a quando non incontra Étienne St. Clair. Abbigliamento elegante, affascinante, bello, Étienne ha tutto... compresa una ragazza seria.
Ma nella Città delle Luci, i desideri hanno la possibilità di avverarsi. Potrà un anno di romantici quasi-incidenti terminare con il tanto-atteso bacio alla francese?


Desideravo leggere questo libro da quando mi ci sono scontrata per caso, su un blog di cui non ricordo il nome. Tutte le volte che lo sentivo nominare o ne leggevo il nome, mi ripetevo devo leggere, l'ho scritto in wl e non posso non farlo, la curiosità mi sta mangiando viiivaaa. E dopo che una carissima amica, molto insistentemente, mi ha ordinato minacciato costretto consigliato di leggerlo, mi sono decisa. Ho messo da parte le altre letture e ho iniziato questo benedetto Anna and the French kiss. Con un nome così, un po' strano da dare ad un libro, eppure simpatico e intrigante, non poteva non attirare l'attenzione della sottoscritta. E poi, andiamo, è San Valentino! La feste degli innamorati! Il mio onomastico! Non è che la cosa mi entusiasmi, anzi, sono troppo cinica per una festa simile, però l'atmosfera influenza anche me, che sotto sotto sono una romanticona, e questa era sicuramente la lettura perfetta per trattenere e stringere a me l'euforia dell'amourrrr. La Perkins, per fortuna, mi ha mandato una protagonista così... così timida, divertente, critica e di un drammatico da dare alla testa(!!) che non potevo resisterle! E questo fin da subito, dal primo rigo della prima pagina del primo capitolo! Nonostante stia andando in Francia, Anna non sa nulla su di essa. Nulla. A parte qualche inutile nozione generale studiata o sentita chissà dove, il nuovo percorso che sta per intraprendere sembra portare ad un vicolo cieco. Tutta colpa del padre, famosissimo scrittore di deprimenti bestseller diventati film, che l'ha iscritta in un collegio americano in Francia. Per un anno. Da sola. Con la scusa che questa rappresenterà per lei un'esperienza importante. E nel momento in cui si ritroverà nella camera vuota del dormitorio in cui vivrà, l'unica cosa in grado di soffocare il panico che affiora in lei è l'interruzione da parte di una ragazza, Meredith, la simpatica vicina di stanza con anelli su tutte le dita, e lo scontro con Etienne St. Clair, il Bellissimo Ragazzo del Corridoio che strega il suo cuore fin dal primo sguardo color nocciola -peccato che sia già impegnato, argh! Meredith farà conoscere ad Anna Rashmi e Josh -altra coppia!-, permettendole di instaurare degli pseudo legami in un luogo in cui non vorrebbe nemmeno rimanere. Da quel momento, Anna imparerà a conoscere la Francia e a rivedere la sua posizione in merito a quest'opportunità, ma soprattutto dovrà vedersela con i morsi della gelosia, dei sensi di colpa e dell'amore, che non le daranno tregua nel bene e nel male.

Anna mi è piaciuta immediatamente, fin dalla prima risata che ha suscitato in me. Nonostante la condizione impostale dal padre non le vada proprio giù, non passa tutto il suo tempo a lamentarsene o a deprimersi. Si alza ogni giorno parlando con chi le rivolge l'attenzione e navigando nei suoi pensieri, fra la nostalgia di casa e l'iniziare a conoscere la cerchia di compagni che l'hanno accolta con sé. Ci vuole un po' perché leghino davvero, e l'impalpabile diffidenza dei primi giorni via via si assottiglia sempre di più fino a sparire. L'ironia che la contraddistingue è frizzante e spassosa, smorza la lieve rassegnazione con cui si abbandona alla nuova routine francese senza celare la malinconia e le incertezze che ogni tanto bussano alla sua porta. Nei suoi momenti di maggior ilarità appare risoluta e un tantino melodrammatica, che è sicuramente il tratto del suo carattere che ho preferito di più. A volte era così assurda! Con le sue frasi piene di congiunzioni, parole dette di fretta o rinchiuse a forza nella sua testa, Anna è un vero peperino, dolcissima e irresistibile, titubante e determinata, strana ma divertente, e conoscere la storia con lei è sta un piacere per me -e il mio cervello e il mio cuoricino, che non la smetteva proprio di far comunella con quello di Anna e partire al galoppo. Sarà per questo che il meraviglioso Etienne le scocca più di un'occhiata furtiva? Al posto suo mi sarei liquefatta sul terreno. St. Clair è perfettamente consapevole degli sguardi delle altre ragazze su di lui, ma è incredibile il modo in cui nemmeno ci fa caso, mostrandosi gentile e neutrale con tutti, tranne che con i suoi amici. Non è il tipo di ragazzo che definiresti arrogante o vanitoso per questo, piuttosto indifferentemente conscio di sé, carismatico, educatissimo; e ancora, tremendamente tenero e giocoso, simpatico e ammiccante, intenso e accorto. La mia infatuazione per lui è stata immediata, si che ne sentivo parlare ininterrottamente da giorni vero, Frannie?!?!.
E insieme... o buon dio dei libri, cosa sono questi due insieme! Ridono e parlano e si guardano e imparano a conoscersi e sono così adorabili e appassionanti e perfetti che l'euforia ha letteralmente mandato in tilt qualsiasi mia parvenza di calma e compostezza! Imprecavo, invocavo e speravo e sospiravo, piangevo e sorridevo come un'idiota! Si affezionano l'un l'altra nonostante Etienne abbia la ragazza e Meredith abbia un'evidente cotta per lui -cose che, potrete immaginare, dovrebbero renderlo off-limits per Anna. Quando lui mostra i primi segni di gelosia, quasi non stavo più nella pelle mentre di nuovo l'euforia totale annebbiava ogni altro pensiero!
Per cena, avrei programmato un incontro con il distributore automatico del dormitorio. Non è ben fornito, ma posso far funzionare la cosa. 
"Questo è ciò che pensavo," dice St. Clair quando non rispondo. Scuote la testa. Tra i suoi capelli scuri e disordinati ci sono alcuni riccioli oggi. E 'abbastanza mozzafiato, davvero. Se ci fosse un concorso olimpico di capelli, St. Clair vincerebbe totalmente, a mani basse. Dieci-punti-oh. Medaglia d'oro.

Scrollo le spalle. "E' stata solo una settimana. Non è un grosso problema."

"Sorvoliamo i fatti ancora una volta", dice Josh. "Questo è il tuo primo week-end lontano da casa?" 

"Sì." 

"Il tuo primo fine settimana senza la supervisione dei tuoi genitori?" 

"Sì." 

"Il tuo primo fine settimana senza la supervisione dei tuoi genitori a Parigi? E lo vuoi trascorrere nella tua camera da letto? Da sola?" Lui e Rashmi si scambiano sguardi impietositi. Guardo St. Clair in cerca d'aiuto, ma lo trovo che mi fissa con la testa inclinata di lato. 

"Cosa?" chiedo, irritata. "Minestra sul mento? Fagioli verdi tra i denti?" 

St. Clair sorride a se stesso. "Mi piace la tua striscia," dice infine. Si sporge e la tocca con leggerezza. "Hai dei capelli perfetti."
L'atmosfera magica di Parigi rende il legame fra loro qualcosa di altrettanto incredibile e magnetico, come se ad un certo punto non se ne potesse più fare a meno. C'è qualcosa in loro -forse l'educata dolcezza ed esuberanza di Etienne o l'ironia e la riservatezza di Anna- che incastra perfettamente le loro essenze e li fa brillare come le ammalianti luci della città. I brevi ma intensi momenti che passano insieme, sorridendosi e guardandosi, coscienti che qualcosa nella loro già meravigliosa amicizia sta cambiando -o che forse è sempre stato così-, hanno un solo problema. Il fantasma incombente di Ellie, la ragazza di St. Clair, che proprio non riuscivo a sopportare, finché non l'ho incontrata. A quel punto la odiavo irrimediabilmente. Etienne scherza con Anna, flirta con lei, e la loro intesa è palpabile e profonda, motivo per cui più di una volta avrei voluto strozzarlo, troppo frustrata per capire le sue motivazioni. Insomma, è ovvio che Anna ti piace, e che tu piaci a lei. Ergo, molla Ellie! Mi piace moltissimo il modo in cui l'autrice contrappone la fugacità degli istanti che condividono, piccole perle incorruttibili ed emozionanti, con la calma e il disincanto con cui Etienne affronta la faccenda. E' come se lui tentasse di tener separate le due cose, anche se pian piano si accorge di non potersi più permettere di farlo, e allo stesso tempo, per entrambe, maturasse una certa incertezza che porta poi allo scoperto i suoi sentimenti. Lentamente, ho avuto modo di scoprire un altro lato di Etienne, più sensibile e insicuro, così delicato e commovente da spezzare il cuore e contemporaneamente farlo battere più veloce. La difficile situazione familiare che si ritrova ad affrontare lo avvicinerà ad Anna molto più che come amico, e più quest'affinità si faceva evidente, più il modo in cui continuavano a nasconderla, con frustrante dolcezza, mi faceva uscire fuori di testa.
Fa un passo sulla stella rame-bronzo dopo di me e chiude gli occhi. Capisco che deve star esprimendo un desiderio su sua madre, e mi sento in colpa per non aver pensato anch'io a lei. I miei pensieri sono solo per St. Clair.
Perché è impegnato? Le cose sarebbero state diverse se l'avessi incontrato prima di Ellie? Le cose sarebbero differente se sua madre non fosse malata?

Ha detto che sono bellissima, ma non so se stava flirtando, il suo modo di essere amico-con-tutti, o se ciò veniva da un qualche luogo più personale. Vedo lo stesso St. Clair con cui tutti hanno a che fare? No. Non penso sia così. Ma potrei sbagliarmi sulla nostra amicizia per qualcosa di più, perché io voglio che sia qualcosa di più.

lunedì 22 dicembre 2014

Recensione The Retribution of Mara Dyer di Michelle Hodkin.

Non ci sono spoiler per quasi tutta la recensione, e quelli presenti sono stati nascosti.
FINITO. Gente, sono in vacanza da oggi, preparatevi ai post di fine anno. YUPPI. Vacanze di Natale! Evviva! Peccato debba comunque studiare un mucchio di cose, ma ho tempo e... si, mi ridurrò all'ultimo minuto, come ogni anno. Come sono iniziate le vostre vacanze? Le mie con gli ultimi capitoli di The Retribution of Mara Dyer di Michelle Hodkin, capitolo conclusivo della trilogia e... finale spaventosamente figo e un pochino deludente. Capirete leggendo, se vi va. Per tutti quelli che hanno letto il libro... GENTE. DISCUTIAMONE, VA.

The Retribution of Mara Dyer
Michelle Hodkin
472 pagine
Uscito il 4 novembre 2014 in America, inedito in Italia
13,49€ - 7,16€ ebook
Acquista qui in inglese: hardback, paperback e ebook

Trama (tradotta da me, citate se prendete):

Mara Dyer vuole credere che c'è più delle bugie che le hanno raccontato.
E' così.
Non smette di pensare al luogo in cui potrebbe portarla la ricerca della sua verità.
Ma dovrebbe.
Non ha mai pensato a quanto lontano sarebbe arrivata per vendetta.
Lo scoprirà.
I leali vengono traditi, senso di colpa e innocenza s'ingarbugliano, e destino e possibilità si scontrano in questa scioccante conclusione per la storia di Mara Dyer.
La punizione è arrivata.

Lasciando perdere il fatto che mi c'è voluta una vita per finirlo, perché fra scuola e il resto... beh, non c'è nemmeno bisogno che lo precisi tutte le volte, no?
Ho ripreso i primi due libri, scorrendone le pagine, riepilogando la storia, i dettagli e i profili dei vari personaggi nella mia testa, per poi avventurarmi fra le pagine di The Retribution of Mara Dyer. E' come se non fosse passato nemmeno un giorno dall'ultima parola letta. Ho preso in mano questo libro ed ero già lì, con Mara, accanto a lei, stesa e completamente drogata, in balia della Dottoressa Kells e Wayne e dei loro folli, logicissimi esperimenti sul cervello di Mara. Un partenza agghiacciante e decisamente d'impatto, che ha impiegato poco tempo nel trascinarmi nel suo ritmo folle e irregolare.
Poi l'evasione. La prima parte del libro si connota in eventi che, personalmente, sono stati difficili da prevedere (evade o no? uccide o no? lo fa, lo pensa, lo dirà o no?). Eravamo arrivati ad un punto in cui poteva succedere di tutto; eppure, semplicemente, Mara trova Stella e Jamie e i tre scappano, dopo che la nostra protagonista ha un po' sfogato la sua... mh, mania compulsiva. Indovinate su chi?
Il loro viaggio alla ricerca di risposte -e di Noah- li farà spostare dall'Horizon alle loro case a New York, e accadranno moltissime cose che si daranno svariate quantità di pezzi da aggiungere al puzzle che compone la figura finale, quella che ci permetterà finalmente di comprendere il disegno dell'intera serie per come è stato visto dall'autrice.
La trama si snoda in maniera chiara e abbastanza uniforme, è priva di salti improvvisi e segue i diretti pensieri e ragionamenti dei personaggi -e, di conseguenza, quelli del lettore. Oh, non vi perderete nulla, tranquilli. Sarà tutto nero su bianco, ogni scena bilanciata perfettamente secondo il target a cui appartiene il libro... più o meno. Perché, preparatevi, certe scene fanno davvero fremere il sangue e venire la pelle d'oca. Eccome.

mercoledì 10 settembre 2014

Recensione The Iron Trial di Cassandra Clare e Holly Black (NO SPOILER).

Finito due giorni fa. E quanto mi manca questo libro! Anche se l'ho appena finito sento un'incredibile nostalgia di tutti i personaggi, ma soprattutto dei luoghi che fanno di The Iron Trial un libro così magnetico, particolare. Ancora una volta, come se ne avessero bisogno, Cassandra Clare e Holly Black ci sbattono in faccia il loro incredibile talento, che si tratti di YA o libri per bambini. In qualche modo, ciò che scrivono ha della magia in sé.

The Iron Trail
Cassandra Clare e Holly Black
In Italia edito da Mondadori Chrysalide per novembre
295 pagine
In uscita 9 Settembre 2014 (America)
Acquista qui: cartaceo e ebook (entrambi in lingua)

Trama (tradotta da me, citate se prendete): Dalle autrici bestseller del Nw York Times Holly Black e Cassandra Clare, arriva un'avvincente nuova serie che sfida ciò che pensate di sapere sul mondo della magia.Dalle due creatrici di bestseller superstar, una collaborazione abbagliante e magica centrata sugli studenti del Magisterium, un'accademia per quelli con una propensione verso la magia. In questo primo libro, un nuovo studente arriva al Magisterium contro la sua volontà -perché è destinato ad essere un potente mago, o la verità è più contorta di così? E 'un viaggio che vi farà rabbrividire, vi sorprenderà, e vi farà fare domande sulla netta distinzione di solito fatta tra il bene e il male.

Oh, cavolo! Non ci credo che sto recensendo questo libro! Attendevo con impazienza la sua uscita dal momento in cui ho scoperto che era solo un progetto! Sto letteralmente andando a fuoco per l'entusiasmo!!
*cerca di prendere respiri profondi*
*non riesce a smettere di ridere come una scema*
Quando si tratta della Clare sono sempre emotivamente instabile, non me ne vogliate. Tanto ormai lo sapete! Ma oggi non sono qui per parlarvi di Shadowhunters, nossignore. Sono qui per parlarvi di The Iron Trial, romanzo scritto in collaborazione con quell'altra sadica meravigliosa della Black. Non sarei mai riuscita ad attendere l'uscita italiana, anche se di un paio di mesi più lontana, perciò mi sono fiondata sulla versione inglese (qui potete leggere prologo e primo capitolo).
Non mi ha fermata il target, perché anche se indirizzato a lettori più giovani, è stato detto più e più volte dalle autrici che chiunque avrebbe potuto leggerlo, con un po' di spirito d'avventura; né le ovvie similitudini con Harry Potter, per cui molti probabilmente saranno preoccupati. In qualche modo, sapevo sarebbe stato diverso -più adulto, almeno nello stile. Ho letto solo il primo libro della Rowling e so per certo che, in quanto a modo di scrivere, sono lontane anni luce. Quello della Clare e della Black è certamente più dettagliato, elegante e ricco di sfumature, e forse per questo un po' più difficile da digerire per lettori troppo giovani. Ciò non significa che non lo si possa leggere, piuttosto il contrario. L'inizio accompagna nella storia e invoglia la lettura, attira l'attenzione in maniera inevitabile. Il mondo di Magisterium non è fatto di soffitti magici, illusioni o altro; è oscuro, entusiasmante, intrigante. E inizia con una convocazione, a cui molti bambini rispondono credendo di poter entrare a scuola di danza, musica, equitazione, per poi ritrovarsi in cavarne sotterranee con libri dalle domande assurde, penne con litri d'inchiostro, adulti dall'aria attempata -pardon, Master. Eppure, tutto ciò che Callum deve fare è fallire. Non è difficile, per uno come lui, un po' rozzo, combina guai, iperattivo e incapace di tenere a freno l'orgoglio, e non può permettersi di sbagliare, perché è lì -nel Magisterium- che accadono le cose più terribili, lì dove anche i suoi genitori hanno studiato. Ma sua madre è morta, e suo padre è ben deciso a tenerlo lontano da quel posto per ragioni un po' caotiche agli occhi di Call. In qualche modo, però, indipendentemente dal suo pessimo risultato, Callum viene scelto da Master Rufus, uno dei maghi più potenti della scuola, insieme a quelli che diventeranno i suoi compagni e amici, Tamara e Aaron, per entrare nel Magisterium. E da qui, ovviamente, l'avventura ha inizio.

lunedì 25 agosto 2014

Recensioni: Jennifer Armentrout in short stories - Bitter Sweet Love vs. Believe in Me.

Oggi doppia recensione! Siccome tirerò in causa la stessa autrice, Jennifer Armentrout, e siccome si tratta di due novelle, ho pensato di raccoglierle in un unico post. Quiiiiindi... quelle che vedete qui sono Bitter Sweet Love, novella #0.5 della serie The Dark Elements, e Believe in Me, #... beh... una sorta di #2.1, perché vi consiglierei di leggerla dopo Be with Me e una novella #2.5 esiste già (la proposta di Cam!).

Bitter Seewt Love
Jennifer L. Armentrout
inedita in Italia
105 pagine
2,05€ -ora con lo sconto a 1,49€ su amazon!
Acquista qui: ebook

Trama: Dez non era solo una cotta per Jasmine. Un gargoyle Custode, come Jas, che l'ha aiutato a venire a patti con il suo destino -respingere i demoni e mantenere l'equilibrio tra il bene e il male. Lui era il suo tutto... fino al momento in cui scomparve senza lasciare traccia. Non era stato certo d'aiuto il fatto che il padre di Jas avesse appena annunciato che lei e Dez un giorno si sarebbero accoppiati. Difficile non prendere sul personale. 
E ora è tornato, tre anni più grande, dieci volte più attraente, pronto a riprendere esattamente da dove avevano lasciato. Ma Jas non correrà ancora una volta il rischio. Dez ha sette giorni di tempo per soddisfare tutte le sue condizioni e guadagnare di nuovo la sua fiducia. Sette giorni pieni di pericolo terrificante e dolce tentazione. Sette giorni per vincere il suo cuore -o frantumano tutto da capo...

E' stata una lettura abbastanza improvvisata. Non avevo programmato di iniziare questa serie, ma la Armentrout pare essere diventata il centro di ogni mio pensiero ultimamente, perciò... The Dark Elements è ora in wishlist. Sono rovinata! Come se non ci fossero già abbastanza libri da leggere... anyway, sappiate che Caldo come il fuoco -altrimenti chiamato White Hot Kiss-, in uscita a settembre qui da noi, non è esattamente il primo volume della serie. Okay, lo è, ma come è ormai uso delle autrici che ben conosciamo, prima di questo c'è una novella. Una novella davvero carina. E' con Bitter Sweet Love, appunto, che mi sono nuovamente catapultata tra le braccia della Armentrout.
Ah, non ci voleva.

mercoledì 20 agosto 2014

Recensione Opposition di Jennifer L. Armentrout.

Chi mi stalkera su goodreads sa che ieri ho finalmente finito Opposition di Jennifer Armentrout. Ora come ora sono, tipo, mentalmente distrutta dal semplice fatto che la serie sia finita, cosa che mi mette sempre un'assurda tristezza addosso, perciò non sono cosa verrà fuori da questa recensione ma amatemi lo stesso, okay?
*è uno spoiler di Origin, però l'ho oscurato comunque -che brava persona che sono!

Opposition
Jennifer L. Armentrout
534 pagine
5 Agosto 2014

Trama: Katy sa che il mondo è cambiato la notte in cui i Luxen sono arrivati.
Non riesce a credere che Daemon abbia accolto la sua razza o stia con loro mentre quelli minacciano di cancellare ogni umano e ibrido sulla Terra. Ma i confini tra bene e male sono offuscati, e l'amore è diventato un sentimento che potrebbe distruggere lei -potrebbe distruggerli tutti loro.
Daemon farà di tutto per salvare quelli che ama, anche se questo significa tradimento.
Devono fare squadra con un nemico improbabile se esiste una qualche possibilità di sopravvivere all'invasione. Ma quando diventa rapidamente impossibile distinguere l'amico dal nemico, e il mondo si sta sgretolando intorno a loro, rischiano di perdere tutto -anche quello che hanno più a cuore- per garantire la sopravvivenza dei loro amici ... e dell'umanità.
La guerra è arrivata sulla Terra. E non importa il risultato, il futuro non sarà più lo stesso per chi è rimasto in piedi.


Ci sono cascata subito.
Mi sono data un giorno di tempo, e poi ero lì a sbranare Opposition come una morta di fame. Senza nemmeno volerlo, sono arrivata alle prime cento pagine ed ero come intorpidita. Cosa diamine stavo leggendo e quale marcia hanno messo li dentro? La decima? Perché, davvero, non ho avuto nemmeno il tempo di riprendere questa serie che mi sembrava di andare alla velocità della luce, bombardata da informazioni inafferrabili e frustranti. Dopo l'orda di Luxen accesi come micce intravista alla fine del libro precedente, e nel momento in cui il trio D si è illuminato come un albero di Natale, di loro non si è più avuta alcuna notizia. Partire già da uno scenario del genere è stato uno shock bello e buono, perché nello stramaledetto finale di Origin Dee, Dawson e Daemon, sebbene nella loro forma originale e in uno stato mentale alquanto dubbio, erano ancora là. Katy è più che in ansia e le parole del Sergente Dashner, facente parte del progetto Daedalus, circa l'imminente arrivo di un gran numero di Luxen e da quale lato del campo di battaglia si troveranno lei e Daemon, le ritornano in mente. Niente però ora è più urgente di capire cosa fare e come trovare gli altri... e Bethany. Perché, oh si, Bethany è incinta!* Scusate, dovevo dirlo, la cosa mi elettrizza troppo!
Fortuna per noi che il doppio pov è ancora attivo. E dopo uno spaventoso e agghiacciante attacco di massa ad un supermercato, in cui Katy rivede finalmente Daemon, ma viene colpita da Dawson e portata nel provvisorio centro di raccolta dei neo-arrivati Luxen locali, ci ritroviamo nella mente del nostro alieno preferito. Da lì, lentamente, le cose sembrano diventare più chiare, e quella donna calcolatrice e subdola che è la Armentrout ci fornisce le meritate spiegazioni. Così Dee è impazzita e ricorda tantissimo la Ash degli inizi, mentre Dawson e Daemon vanno in giro a distruggere tutto con la loro "famiglia" -una specie di lavaggio del cervello. Una partenza davvero assurda e piena di punti interrogativi, soprattutto perché non capivo se anche Daemon fosse diventato un freddo blocco di ghiaccio e la cosa mi stava mandando in paranoia.
Più che in paranoia, ero fuori di testa. Non riuscivo a fare altro che stare lì e balbettare perché?, perchè?, perchè? finché le cose non hanno iniziato a prendere una strana piega... se è possibile, ancora più inquietante. Mi sembrava di essere circondata da persone che si divertivano a fare risate malefiche, di quelle chiare, forti e che fanno venire i brividi, ed ero tipo sul punto di urla- okay, non è vero. Ho URLATO tipo una volta per ogni capitolo, almeno. Ci vuole fegato per scrivere un libro del genere, pubblicarlo e non aspettarsi i fan sotto casa a lanciare uova contro la finestra.

Quello che mi è sempre piaciuto della Armentrout è la sua indubbia capacità di racconta-storie. Non importa quanto scontati siano certi esiti o quanto stupidi siano alcuni personaggi, o ancora quanto semplice sia il suo stile. Ciò che racconta è avvincente, carismatico, magnetico, e allora siamo tutti lì, dietro i suoi libri, a immaginare un finale parzialmente ovvio godendo di tutte le decorazioni che arricchiscono la lettura. Non serve un genio per capire che, in un modo o nell'altro, i personaggi avranno il loro happy ending, ma in quali condizioni? A quale prezzo? Cosa hanno sacrificato, cosa guadagnato? Quali cambiamenti irreversibili ci sono stati? E' questo lo scopo del genere paranormal -è una questione di protagonisti, eroi, capaci di affrontare qualunque situazione e trionfare. La Armentrout riesce perfettamente a creare situazioni simili, e le sviluppa con idee incredibili, a un ritmo di narrazione serrato che lascia col fiato sospeso fino all'ultimo.
Andiamo a Katy e Daemon. Sono sublimi. Voglio dire, a parte dire cose senza senso e amarli alla follia, non so come altro esprimere la mia totale adorazione nei loro confronti. E questo finché parliamo di lealtà, romanticherie, frasi dolci che mi hanno fatta letteralmente sciogliere sul pavimento.
Tipo:

My mouth was everywhere. Our hands on the move. I found she was ready, and I blasted beyond that moment the second we kissed. We moved together, our hands joined tightly as I lifted up and stared into gray eyes speckled with white light.
I fell in love all over again.


La mia bocca era ovunque. Le nostre mani in movimento. Capii che lei era pronta, e feci saltare quel momento il secondo in cui ci baciammo. Ci muovemmo insieme, le nostre mani strettamente intrecciate mentre mi alzavo e fissavo quegli occhi grigi punteggiati di luce bianca.
Mi innamorai ancora una volta.

La cosa più strana è che Daemon, qui, mostra tutta una sorta di... vivacità. Di quelle che coinvolgono specifiche parti del corpo, non so se mi spiego. I suoi pensieri sono pieni di immagini pervertite il novanta percento dei capitoli dal suo punto di vista. La cosa fa morire dal ridere, perché con queste scene ci godiamo sempre una buona dose di sarcasmo che ci ricorda il Daemon dei primi tempi, quello irascibili, testardo, arrogante come non mai. D'altronde, tutti loro sono ancora quelli che abbiamo imparato a conoscere con i primi libri; questo non è cambiato, e non sarò mai abbastanza grata alla Armentrout. Le scene più sensuali, quelle dove Daemon si trasforma da perfetto pervertito ad amante incredibilmente passionale, sono piene di una dolcezza unica; arricchisce quei momenti così che non si tratti di semplice sesso gratuito buttato lì solo per fare scena (e che scena!), ma di attimi così meravigliosi da spezzare il cuore. Katy, d'altra parte, è magnifica, gloriosa direi. Riesce a tenere testa a tutto quello che le capita ed è semplicemente ammirabile. Zia Jen c'è andata giù pesante con lei, ma la bellezza e determinazione del suo personaggio non fa altro che risaltare ancora di più.
E ce ne sono, di personaggi da lodare in questo libro. O meglio, da sottolineare, perché come al solito anche quelli che consideriamo più secondari si ritrovano ad avere voce in capitoli particolarmente importanti. Mi spiace che Dawson e Beth si siano visti molto poco rispetto agli altri, perché con quello che succede avrei voluto sentirli ben presenti quasi come è stato in Shadows. Ad assumere invece una certa visualità è Dee, la grande bitch della storia. Ottimo intrattenimento, davvero, ha stuzzicato e scatenato gli istinti più malvagi sepolti in me per una buona parte della storia. Andiamo! Era così bossy bossy e malefica da fare veramente vacillare la pazienza di chiunque! E, oh Archer!, santo ragazzo, più che shipparlo con Dee lo metterei con Daemon! I loro discorsi mentali e non sono così spassosi che ridevo una pagina si e una si ogni volta che stavano nella stessa stanza -o dentro la stessa auto, cioè per il cinquanta percento del libro. Tiriamone fuori giusto una delle mie preferite:

venerdì 8 agosto 2014

Recensione Origin di Jennifer L. Armentrout.

Non ho dormito proprio per niente per finire questo libro, ma sono contenta di averlo fatto. Sono estasiata, e assolutamente impaziente di scoprire come Jennifer Armentrout metterà un punto a questa storia. Origin, quarto volume della serie Lux, è... penso che ve ne renderete conto dalla mia recensione, o leggendolo voi stessi. NON LEGGETE LA TRAMA, come al solito.
*Quanto mi piace questa cover?!?*

Origin
Jennifer L. Armntrout
364 pagine
Inedito in Italia, prossimamente per Giunti

Trama: Daemon farà di tutto per riavere Katy indietro.
Dopo l'incursione di successo, ma disastrosa sul Mount Wheater, si ritrova ad affrontare l'impossibile. Katy è andata. Rapita. Tutto ciò che importa diventa solo ritrovarla. Spostare chiunque si trovi sulla sua strada? Fatto. Bruciare tutto il mondo per salvare lei? Volentieri. Esporre la sua razza aliena al mondo? Con piacere.
Tutto ciò che Katy può fare è sopravvivere. Circondata dai nemici, l'unico modo in cui può venirne fuori è di adattarsi. Dopo tutto, ci sono lati di Daedalus che non sembrano del tutto folli, ma gli obiettivi del gruppo sono spaventosi e le verità di cui parla ancora più inquietanti. Chi sono i veri cattivi? Daedalus? L'umanità? O i Luxen?
Insieme, possono affrontare qualsiasi cosa. Ma il nemico più pericoloso è stato lì tutto il tempo, e quando le verità verranno esposte e le bugie si sgretoleranno, da che parte staranno Daemon e Katy?
E soprattutto, saranno insieme?


Dunque. Qualche giorno fa è uscito Opposition, ultimo libro della serie Lux. I più ricorderanno che ero completamente andata fuori di testa leggendo Opal (qui la mia recensione), e che non ero assolutamente riuscita a dedicarmi al suo sequel, Origin, fino ad adesso. Il finale di quel libro me lo sento ancora gorgogliare nello stomaco insieme ai bisonti, le falene, le farfalle e le mille lacrime che mi salgono ancora agli occhi al solo pensiero.
I love you, Kat. Always have. Always will.
Da una cosa del genere non ci si riprende. Dico sul serio. La Armentrout aveva scritto qualcosa di talmente perfetto con quell'ultimo libro che, ecco, avevo paura di continuare e scoprire che i sequel non sarebbe stati all'altezza. Ma, ecco, alla vigilia dell'uscita del capitolo conclusivo ho capito di dover andare oltre il mio cuore spezzato e iniziare finalmente a leggere un libro che mi spaventava, ma mi attraeva incredibilmente ogni giorni di più. Ed eccomi qua. In crisi di astinenza. Col cervello in panne, confuso. Se volete farvi due risate, o piangere con me, potete andare a rileggere la mia recensione di Opal. In ogni caso, la situazione è più o meno questa: cercando di salvare Beth, prigioniera del DOD, quella branca del governo che si occupa degli alieni sbarcati sulla Terra, il nostro gruppo di alieni e ibridi si trova in estrema difficoltà a causa dell'alleanza fra il governo e gli Arum, eterni nemici dei Luxen. Pur riuscendo a salvare la ragazza di Dawson, Katy rimane intrappolata all'interno della struttura, e la vediamo separarsi dolorosamente dal gruppo e da Daemon -che le urla una dichiarazione spappola-stomaco ultra-emozionante che mi ha fatta piangere per giorni-, per poi essere catturata dai nemici.
Ora, Katy si trova da qualche parte in Nevada (nell'Area 51!! Non è una figata?!), e il DOD vuole testare la sua instabilità (tsk!), in quanto ibrida. Ma fra le tante cose che potrebbero farle perdere il controllo, la mutazione è l'ultima della lista -capitanata, invece, dall'apparizione di Blake. Nel frattempo, Daemon scappa dalla cella in cui Dee e il gemello l'avevano rinchiuso, all'interno di una colonia di Luxen, per impedirgli di correre dietro Katy. Conscio di ciò che lei starà passando sotto il controllo del governo, il suo unico desiderio è riaverla indietro e farà di tutto perché ciò accada. Figuriamoci se Daemon non riesce nel suo intento. Grazie al doppio pov, avremo modo di conoscere più lati del Daedalus, del suo modo di agire, i suoi segreti e i suoi intenti, giungendo alla comprensione di molte delle cose che, concentrati com'eravamo sulla storia d'amore fra Katy e Daemon, non avevamo notato. Incontreremo ogni genere di personaggi, ognuno pericoloso e coinvolto in modo diverso, e sarà un continuo da-ora-in-poi-non-si-torna-indietro che fa un po' film d'azione. Siccome sono ossessionata con questa storia delle trame spoiler, mi rifiuto di dire altro in merito -sappiate solo che accadono tante di quelle cose che il vostro cervello non reggerà.
La guardai fino a quando non riuscì più a tenere gli occhi aperti. Poi contai ogni respiro che lei fece fino a quando non riuscì più a ricordare qual era stato l'ultimo numero. E quando successe, ripetei il suo nome, più e più volte, fino a quando fu l'ultima cosa a cui pensai prima di scivolare nell'oblio. - Daemon 
Fece scivolare la mano sul mio braccio, inclinando la testa di lato mentre il suo sguardo vagava su di me. La mia luce si rifletteva sulle sue guance, dandole un bagliore roseo. Era bellissima, e io ero così, così disperatamente innamorato di lei.
Il suo mento fece uno scatto, e lei ispirò profondamente, gli occhi spalancati.
Okay, potrei aver accidentalmente pensato l'ultima parte ad alta voce.
L'hai fatto. Un piccolo sorriso divise le sue labbra. Mi è piaciuto sentirtelo dire. Un sacco.
Inginocchiandomi così che i nostri occhi fossero allo stesso livello, le misi una mano a coppa sulla guancia. Ti prometto che questo non sarà il nostro futuro, Kitten. Ti darò esattamente quello -una vita normale.
I suoi occhi brillavano. Non mi aspetto una vita normale. Mi aspetto solo una vita con te. - Daemon
 
C'è da dire che sono senza parole.
Ma al contempo ho tante di quelle cose da dire che si accavallano nella mia testa e me la mandano in tilt. Questo libro è una bomba. Ora. Opal ha avuto un impatto emotivamente devastante su di me, per via del finale struggente e, beh, del fatto che l'intero libro mi aveva reso sentimentalmente instabile.
Qui le cose sono un tantino diverse.
Se pensavamo alla serie Lux come ad una dolce e commovente storiella su alieni che s'innamorano di umani, mettiamo un punto a questa cosa. Origin è un'invasione di rivelazioni ed eventi shockanti in larga scala che hanno fatto esplodere il mio cervello circa ad ogni capitolo. C'è una certa differenza fra questo e i libri precedenti, in quanto ci distanziamo dalla componente puramente romantica della storia, nonostante questa sia comunque sempre presente (diamine se lo è!), entrando in un'ottica più tecnica e legata ai dettagli di tutto quello che di vero e determinante c'è da sapere sul mondo creato dall'autrice. Parallelamente iniziamo a vedere come fazioni precedentemente definite con i termini di 'buoni' e 'cattivi' si confondano agli occhi di Katy e Daemon, che si ritrovano così a mettere in dubbio ciò che sapevano e abbracciare una nuova realtà. 
Andiamo per punti, perché giuro che altrimenti perdo il controllo.
Punto uno. MA QUANTO SONO BADASS KATY E DAEMON IN QUESTO DANNATO LIBRO? Li avrei baciati solo per certe frasi che gli escono dalla bocca nei momenti di tensione o suspance maggiori, roba tipo“Did you think you could stop me? .. I’ll burn the world down to save her.” o “I’m going to kill you one day,” I promised. Non vi fanno salire i brividi? Tutte le volte in cui mi avvicino al finale di una serie che ho particolarmente apprezzato, cerco di capire quali sono i progressi che, secondo me, i personaggi hanno fatto lungo la storia. E il modo in cui questi due sono assurdamente sincronizzati fa venire la pelle d'oca e la sindrome da fangirl sale a mille!Caratterialmente parlando, pur mantenendo la loro arroganza, la testardaggine e l'orgoglio, entrambi hanno perso la spregiudicatezza e la diffidenza che li teneva lontani. Daemon è stato capace di confessare i suoi sentimenti, Katy di fidarsi completamente di lui, ed ora sono un punto fisso l'uno per l'altra. Il loro legame è cresciuto incredibilmente ad ogni difficoltà, ma quello che si ritrovano ad affrontare ora è diverso. Non riguarda la sfiducia o la gelosia, la paura o l'intimità di una relazione. Riguarda il mondo su cui poggiano i piedi, le sue origini. Qui, tutti i dubbi e le domande che potevamo porci sul mondo dei Luxen avranno delucidazioni e risposte, molte delle quali inaspettate. Non sono solo i personaggi quelli che avranno da ricredersi sulle loro certezze, ma anche il lettore, che come loro aveva acquisito una certa familiarità con la storia, scoprirà molto altro. E' il classico trucco da non tutto è come sembra che gli scrittori usano per mantenere alto l'interesse, e anche se è ormai risaputo devo dire che la Armentrout è particolarmente capace nell'usarlo.
Entrambi la affrontano alla grande, in modo più o meno spericolato, non facendo altro che donarmi la possibilità di immaginare parecchie scene dolcissime e altre da brividi per cui ho letteralmente perso la testa. A fronte di tutta l'incertezza che ha attraversato il loro rapporto, non li ho mai amati tanto come qui, così sicuri e pronti a tutti.
Punto due.

giovedì 7 agosto 2014

Chi ben comincia... #18


Chi ben comincia è una rubrica a cadenza settimanale -anche se io sono un po' lunatica e a volte salto sorvolo la questione ordine- ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri, e consiste nel condividere con voi lettori le prime righe dell'incipit di un romanzo che ho letto/sto leggendo/leggerò per indirizzarvi positivamente o meno verso la lettura in questione.

Okay, non sono agitata. Neanche un po'. E sono stata assente perché si, sono uscita e mi sono goduta un poco di estate, ma non è solo questo. Ieri ho iniziato un certo libro e vorrei tanto dire non ci sono per nessuno, ma diamine, chi ci pensa al blog? Perciò sono uscita dalla mia bara e sono venuta qui per pubblicare questo e, veramente, godetevelo perché ci risentiremo quando avrò finito il libro. E quando poi passerò al sequel. Sto mmmmmorendo. Sappiatelo. Siete testimoni della mia disfatta. Okay.

Origin
di Jennifer L. Armentrout

Capitolo 1
Katy

Stavo andando di nuovo a fuoco. Peggio di quando mi ero ammalata a causa della mutazione o quando l'onice mi era stato spruzzato in faccia. Le cellule mutate nel mio corpo rimbalzavano in giro come se stessero cercando di aprirsi la strada attraverso la mia pelle a forza di unghiate. Forse lo stavano facendo. Mi sentivo come se mi stessero aprendo in due. C'era dell'umidità raccolta sulle mie guance.
Erano lacrime, mi resi conto lentamente.
Lacrime di dolore e rabbia, una rabbia così potente che sapeva di sangue nella parte posteriore della gola. O forse era davvero sangue. Forse stavo annegando nel mio sangue.
I miei ricordi dopo che le porte si erano chiuse erano nebulosi. Le parole di Daemon prima che ci separassimo ossessionavano ogni momento in cui ero cosciente. Ti amo, Kat. Ti ho sempre amata. Lo farò sempre. C'era stato un sibilo mentre le porte si chiudevano, e sono stata lasciata sola con l'Arum.
Penso che abbiano cercato di mangiarmi.
Tutto era diventato nero, e mi sono svegliata in questo mondo dove fa male respirare. Ricordare la sua voce, le sue parole, placava parte del tormento. Ma poi ricordavo il sorriso di Blake, prima che questo sparisse, mentre teneva la collana -la collana di opale; quella che Daemon mi aveva dato poco prima che le sirene scattassero e le porte iniziassero a scendere- e la mia rabbia avvampava nuovamente. Ero stata catturato, e non sapevo se Daemon era riuscito a scappare con gli altri.
Non sapevo nulla.

Daemon
31 ore, 42 minuti e 20 secondi erano passati da quando le porte si erano chiuse, separando Kat da me. 31 ore, 42 minuti e 10 secondi dall'ultima volta che l'ho vista. Per 31 ore e 41 minuti Kat è rimasta nelle mani del Daedalus.
Ogni secondo, ogni minuto e ora che passavano mi stavano rendendo fottutamente folle.
Sono stato rinchiuso in una baracca di una sola stanza, che era una cella addobbata di tutto ciò che potrebbe davvero far incazzare un Luxen, ma non mi avevano fermato. Avevo fatto saltare quella porta e il Luxen di guardia in un altra maledetta galassia. Rabbia amara era risalita attraverso di me, rivestendomi internamente di acido mentre ho preso velocità, volando oltre la fila di cabine, evitando il gruppo di case, e puntando dritto verso gli alberi che circondano la comunità di Luxen nascosta sotto le ombre di Seneca Rocks. Nemmeno a metà strada, ho visto una macchia di striature bianche venire dritte contro me.
Stavano cercando di fermarmi? Già, beh, non succederà.

Sapete che vi voglio bene, ve lo ripeto sempre, perciò vi ho postato un pezzetto del primo capitolo di Origin dal punto di vista di Katy, e un pezzetto da quello di Daemon. Pov doppio. CAPITE QUANTO IO STIA ANDANDO FUORI DI TESTA? Sono nella mente di Daemon!! *occhi a cuoricino* A parte questo, mi sto godendo un libro della Armentrout, come al solito, riesce a coinvolgermi incredibilmente tanto e con tanta intensità, ma sa anche strapparmi risate e riflessioni. Amo questa donna! Leggendo qui sopra vi rendete conto voi stessi quanto sia critica la situazione che abbiamo lasciato in Opal. E siccome in questo momento il mio cervello non riesce a pensare ad altro che torna a leggere, vi saluto con questo piccolo post e mi farò risentire presto -se non vado in coma alla fine. Chi non vede l'ora di arrivare a questo libro?

sabato 19 luglio 2014

Recensione Ignite Me + about Fracture Me di Tahereh Mafi.

Durante il mio soggiorno a Roma non ho mica oziato! Ho ultimato una delle serie distopiche meglio scritte ed emozionanti in cui mi sia mai imbattuta (tutto merito della mia amica Frannie, tra l'altro). Ebbene, oggi sono qui con la duplice recensione di Fracture Me, novella dal punto di vista di Adam, e Ignite Me, ultimo volume della serie Shatter Me. Tahereh Mafi si riconferma come una delle autrici YA migliori lette in questi anni!

Ignite Me
Tahereh Mafi
HarperCollins (ancora inedito in Italia)
409 pagine
4 Febbraio 2014

Trama: Con il Punto Omega distrutto, Juliette non sa se i ribelli, i suoi amici, o Adam stesso, sono vivi. Ma questo non le impedirà di cercare di abbattere la Restaurazione una volta per tutte. Ora deve fare affidamento su Warner, il bel comandante del Settore 45. L'unica persona di cui lei non avrebbe mai pensato di potersi fidare. La stessa persona che le ha salvato la vita. Warner promette di aiutare Juliette a padroneggiare i suoi poteri e salvare il loro mondo morente... ma non è tutto quello che vuole da lei.
La serie
Shatter Me è perfetta per i fans che bramano romanzi per giovani adulti ricchi di azione con del romanticismo stuzzicante come in Divergent di Veronica Roth, The Hunger Games di Suzanne Collins, e Legend di Marie Lu. Tahereh Mafi ha creato una storia accattivante e originale che combina il meglio della distopica e del paranormale, ed è stato lodato da Publishers Weekly come "una lettura coinvolgente scritta da un'autrice che non ha paura di correre dei rischi". Ora quest'ultimo libro porterà la serie ad uno scioccante e soddisfacente finale.


About Fracture Me...

Non so se ricordate, ma vi avevo detto, nell'ultimo post di In My Mailbox, che avrei finalmente ultimato la serie della Mafi. Amen. Quello che farò qui è parlarvi brevemente delle mie impressioni riguardo la seconda novella compresa nel mini-libro Unite Me -che contiene anche Destroy Me, storia breve dal punto di vista di Warner-, Fracture Me, che racconta gli avvenimenti finali di Unravel Me attraverso gli occhi di Adam. Sinceramente, trattandosi solo di sedici capitoli -sedici capitoli alla Mafi, a tratti brevi e ad altri più lunghi-, non c'è molto di più da dire sullo stile o sulla trama di quanto non farò in seguito parlando dell'ultimo volume della serie. Credo di voler semplicemente esprimere il mio parere riguardo al personaggio centrale, Adam appunto, e al modo assurdo in cui è cambiato dal primo libro ad ora. Che sia merito (o colpa?) dello spirito santo disceso su di lui proprio non lo so, né m'interessa. Il fatto è che l'ardente, innamorato Adam, più che essere sparito, si è rivelato per quello che è. Sospiravamo tutte alla sua cavalleria, al modo in cui voleva sempre tenere la fragile Juliette al sicuro da chi voleva farle del male, eppure al contempo era capace di assalirla con una passione cieca così prorompente che ci si domandava come non facessero le pagine a bruciare alle sole parole scritte sopra. Anche io ero assolutamente innamorata di lui, non consideravo affatto Warner un suo rivale in amore -solo un povero folle. Ora che però Juliette inizia a prendere consapevolezza del bisogno, suo come del lettore, che lei stessa diventi più forte e capace di difendersi da sola, di uscire dall'angolo buio della sua testa in cui i suoi pensieri opprimenti le facevano da prigione contro chi tentava di ferirla, questa insana mania di Adam di volerla segregare dietro di sé, al sicuro, mi ha un po' stufata. Non si tratta più di capire chi è più romantico, dolce o figo rispetto a lui o Warner, ma chi dei due sia più adatto alla persone che Juliette deve e vuole diventare.
Con i suoi atteggiamenti, ho avuto l'impressione che Adam le voltasse alle spalle e si ostinasse capricciosamente a marcare comunque il territorio, solo in nome di ciò che c'è stato fra di loro. In più, il suo amore incondizionato per il fratellino James, per quanto tenero e nobile, diventa la sua prima necessità contro quella di salvare Juliette, che poi scopre essere stata uccisa dal padre che condivide con Warner. O almeno, così lui, Kenji e tutti gli altri credono.
Detto ciò, sebbene la novella mi sia piaciuta perché chiarisce al lettore il terzo punto di vista principale della storia, sono rimasta incredibilmente delusa da Adam. Che sia questa la "vocazione" del personaggio è indubbio, e il ruolo, questo suo essere a metà fra il codardo e il fratello modello, gli calza finalmente a pennello per quello che è. Sta di fatto che da ora non tiferò certo per lui, e spero che anche Juliette capisca ciò di cui ha davvero bisogno -e non è Adam.

Dopo aver letto anche Ignite Me...

Ed eccomi qua. Senza fiato, piena di brividi, (soddisfatta).
Ancora una volta l'autrice ha dato vita ad un romanzo capace di tutto, tridimensionale, scritto al meglio. Si tratta sempre dello stesso modus operandi, capace di elevare la narrazione fino all'esasperazione con una serie di proposizioni coordinate allacciate fra loro, un sospiro lungo e prolungato che logora il lettore fino allo stremo. E grazie a questo che riusciamo ad avvertire pienamente la disperazione dei personaggi, la loro ossessione e determinazione, i loro sentimenti in genere. E' come immergervisi completamente dentro, un'abilità della Mafi che ho sempre ammirato.
Ignite Me è il libro delle conseguenze. Vengono tirate le somme, non si cercano più nascondigli, si esce allo scoperto piano piano.
Lentamente, però, anche questo inizia a cambiare. Lo stile si fa meno caoticamente struggente, più adulto, rispecchiando la maturità che Juliette raggiunge nell'intero arco narrativo. Abbandonare la particolarità dei suoi pensieri disperati, ma incredibilmente concreti e vividi, mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca. Mi ero innamorata di quell'impeto narrativo, di quella protagonista così rara e fragile, e pur comprendendo che nel contesto in cui si trova un'evoluzione è indispensabile, amerò sempre maggiormente quei momenti in cui Juliette era completamente vulnerabile, aperta al lettore in ogni suo pensiero.

giovedì 17 luglio 2014

Chi ben comincia... #16


Chi ben comincia è una rubrica a cadenza settimanale -anche se io sono un po' lunatica e a volte salto sorvolo la questione ordine- ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri, e consiste nel condividere con voi lettori le prime righe dell'incipit di un romanzo che ho letto/sto leggendo/leggerò per indirizzarvi positivamente o meno verso la lettura in questione.

Se state leggendo questo post, sappiatelo: sono a mare. FINALMENTE. La prima volta al mare quest'estate per la sottoscritta! MA! Questo non significa che vi ignorerò. Spero di riuscire a preparare i post per tutta la settimana ed ho a mia disposizione una sola ora di domani (più ieri notte!!). Comunque sia, in questo post regna la Mafi, non io al mare. Lei ed il suo bellissimo Ignite Me, che mi sta facendo dannare all'ennesima potenza. Bello? Quest'aggettivo è impotente di fronte a lei. Tradurla e rendere contemporaneamente la bellezza del suo stile è un po' complicato, ma ecco cos'è uscito fuori. Ovviamente, chi non ha letto Unravel Me sarà un po' confuso. Ma non ci sono spoiler grossissimi o intuibili.

Ignite Me
di Tahereh Mafi

Sono una clessidra.
I miei diciassette anni sono crollati su di me e mi hanno sepolta dall'interno. Le mie gambe sembrano piene di sabbia e cucite insieme, la mia mente straripante di granelli d'indecisione, scelte non fatte e impazienti mentre il tempo corre via dal mio corpo. La piccola mano di un orologio picchietta su di me all'una e due, tre e quattro, sussurrando ciao, alzati, in piedi, è tempo di
svegliarsi
svegliarsi
"Svegliati, " sussurra lui.
Una brusca immissione di respiro e sono sveglia ma non in piedi, stupita ma non spaventata, in qualche modo fissando dei disperati occhi verdi che sembrano fin troppo, troppo bene. Aaron Warner Anderson è piegato sopra di me, il suo sguardo preoccupato mi ispeziona, la sua mano sospesa in aria come se fosse stato sul punto di toccarmi.
Sobbalza indietro.
Rimane fermo, senza sbattere le palpebre, il petto si alza e si abbassa.
"Buongiorno" presumo. Non sono sicura della mia voce, dell'ora e di questo giorno, di queste parole che lasciano le mie labbra e di questo corpo che mi contiene.
Noto che lui indossa una maglietta bianca, per metà fuori dai pantaloni curiosamente non sgualciti. Le maniche sono ripiegate, spinte sopra i gomiti.
Il suo sorriso sembra come fare male.
Trascino me stessa fino a mettermi seduta e Warner si sposta per favorirmi. Sono costretta a chiudere gli occhi per fermare le vertigini improvvise, ma mi sforzo di rimanere immobile finché la sensazione passa.
Sono stanca e debole e affamata, ma oltre ad alcuni dolori generali, mi sembra di stare bene. Sono viva. Sto respirando e sbattendo le palpebre e sentendomi umana e so esattamente perché.
Incontro i suoi occhi. "Mi hai salvato la vita."

Eh, Juliette, lo vorremmo tutti un risveglio come il tuo. Questa scena, questo primo capitolo, è già così intensa che non hai nemmeno bisogno di ricordare com'era finito il libro precedente: ti c'immergi e basta, anche solo per il piacere di sentirla scorrere sotto pelle. Dimenticatevi di Adam. Un bel po' di cose stanno per cambiare, ma in primis è proprio Juliette quella che accoglierà un cambiamento irreversibile. Sto amando la lettura di questo libro iniziato da pochi giorni e quasi ultimato, non ci credo ancora che la serie sia già finita. E' un vero peccato che la Rizzoli l'abbia interrotta, impedendo a tutti quelli che leggono solo in italiano di godersi una splendida storia come questa. Non voglio dirvi di più perché a quello ci penserà la recensione. Solo, se ne avete la possibilità, leggete la serie in inglese, rende molto di più! Perdonatemi se la traduzione non è perfetta o bella come dovrebbe, ma parliamo pur sempre della Mafi, il suo è uno stile molto difficile da imitare. Che mi dite voi? So che questo non è molto, ma Warner e Juliette non sono carinissimi (e anche qualcosa di più)?

domenica 22 giugno 2014

Recensione All Lined Up di Cora Carmack.

Ennesima lettura in lingua -ci sto proprio prendendo gusto! Come vi avevo anticipato, ho letto e ultimato All Lined Up di Cora Carmack, autrice conosciuta in Italia per la precedente pubblicazione di Losing It. Credevo che il cielo fosse azzurro. Trovo che, rispetto a quest'ultimo, il romanzo di cui vi parlerò sia meglio piazzato in ogni suo aspetto -trama, stile, personaggi, evoluzione della storia ecc...- e quasi mi dispiace averlo finito, salvo che presto uscirà il secondo volume della serie, Rusk University, che non vedo già l'ora di conoscere!

All Lined Up
Cora Carmack
320 pagine
13 Maggio 2014

Trama: L'autrice di bestseller New York Times e USA Today Cora Carmack, dopo il suo trio di successi -Losing It, Faking It e Finding It-, continua con questo emozionante primo romanzo di una serie esplosiva, Rusk University.
In Texas, due cose sono amate sopra ogni altra cosa -il football e il gossip. La mia vita è sempre stata governata da entrambi.
Dallas Cole detesta il football. Ecco cosa succede quando spendi tutta la tua infanzia venendo sempre per seconda, dopo uno sport. Il college è la sua opportunità di uscire dalle gradinate, e mettere il campo di gioco (ed i giocatori) nel suo passato.
Ma la vita non va sempre come previsto. Come se andare alla stessa scuola come la sua ex stella del football non bastasse, suo padre, un coach del liceo del Texas famosissimo, ha deciso di fare il salto di qualità al college... come nuovo capo allenatore alla Rusk University. Dallas si ritrova di nuovo all'ombra del padre e del football.

Carson McClain è determinato ad passare da secondo quarterback a quello di prima linea. Ha bisogno della borsa di studio e del futuro che il football gli offre. Ma quando una bella rossa cade letteralmente nella sua vita, la sua attenzione è più che messa alla prova. E' distrutta.
Dallas non sa che Carson è nella squadra. Carson non sa che Dallas è la figlia del suo nuovo allenatore.
E nessuno dei due sanno come fuggire dall'attrazione che sentono.


Mi pare sia stato a dicembre, o comunque alla fine dell'anno scorso, che qui in Italia abbiamo potuto leggere uno dei romanzi della Carmack. Avevo talmente amato Losing It da averlo nominato una delle letture migliori dell'anno. Quando non si incrocia più lo stesso scrittore -la stessa scrittrice, nel nostro caso- per un po', specie quando la prima volta era piaciuta così tanto, mi sembra di dimenticare perché mi fossi sentita tanto attratta da ciò che aveva scritto, cosa avesse reso speciale quella storia di preciso. Molti non ci fanno caso, non è solo quel che leggiamo che rende bello un romanzo, ma milioni di altre cose implicitamente racchiuse in quell'unico aggettivo, così implicite che nemmeno ci accorgiamo di averle considerate. Quando scrivo recensioni, cerco sempre di tener conto anche dei particolari.
Mi conoscete, sapete che quando sono nel mio elemento mi piace fare introduzioni filosofiche. Ma è più o meno la verità. E All Lined Up mi ha fatto venir voglia di fare attenzione ai suoi più piccoli dettagli, ad andare oltre le frasi, le parole, a scavare negli stessi personaggi che, ben delineati e perfettamente profondi, mostrano meno quella brutta tendenza alla superficialità verso cui l'autrice propendeva in Losing It -come se i personaggi fossero la continua parodia di se stessi, e all'inizio poteva essere divertente, ma alla lunga diventava fastidioso. Ho ritrovato lei ed il suo stile con l'impressione di star incontrando un'amica che non vedevo da anni, e con questo anche similitudini e differenze fra i due romanzi sono emerse a poco a poco.
Ho apprezzato molto di più Dallas e Carson, il loro scambio di pov e la loro capacità di non perdere se stessi nonostante la passionale storia d'amore. Sono entrambi calati nella loro complicata situazione, ma non perdono mai di vista il contesto generale per isolarsi in quella maniera spesso un po' antipatica e dagli esiti eccessivamente drammatici tipica nella maggior parte dei new adult -e addio originalità. Lo scenario è sempre lo stesso: due giovani ragazzi, ormai quasi adulti, che si interrogano sul loro futuro, su ciò che vogliono, su quanto in là possono spingere i loro limiti e le loro ambizioni. Su quanto coraggio ci vuole per combattere per questo, specie di fronte a chi, a differenza di te, non deve poi faticare tanto. Carson deve farci i conti tutti i giorni, con la sensazione di essere inferiore, di non avere la stessa disinvoltura dei suoi compagni di squadra quando vengono messe in gioco le loro abilità sul football. Deve farcela, però, se vuole diventare abbastanza bravo da ottenere una borsa di studio che gli permetterà di continuare la sua permanenza alla Rusk University giocando nella squadra e studiando. E l'unico modo consiste in allenamenti ferrei, corse lunghe chilometri e uno stile di gioco migliore rispetto a quello dell'attuale quarterback, Levi Adams, il tutto per impressionare il nuovo allenatore, il coach Cole.
Ciò che mai avrebbe pensato, a dispetto di tutte le sue raccomandazioni sul non soffermarsi in ciò che potrebbe costituire una distrazione, è che la splendida ragazza incontrata ad una festa gli si sarebbe impressa tanto in mente da distrarlo in ogni momento della giornata, spesso anche durante gli allenamenti. Passare il suo tempo con Dallas non è una mossa molto furba, e questo anche perché lei è la figlia del coach Cole.
E dopo Levi, Dallas aveva giurato che avrebbe girato alla larga dai giocatori di football, specie se quelli hanno a che fare con suo padre. Sono tutti come lui: non vedono altro che il gioco, l'aumentare le loro prestazioni, l'essere sempre migliori rispetto al giorno prima. Anni passati all'ombra dello sport e del padre hanno raffreddato i loro rapporti, e proprio quando credeva di poterle sfuggire andando alla Rusk University, ecco che lui viene accettato come coach alla stessa università.
Quando i due si incontrano, non conoscono la loro reciproca identità, e la scintilla che scocca fra loro è così palese da far venire i brividi. Nulla di invadente o proibito ai minori di diciotto anni, piuttosto una fiammata intensa fin da subito, trattata con la dolcezza e l'irruenza di un sentimento appena nato e indefinito.
Sono i miei occhi a scendere sulle sue labbra per primi, solo per mezzo secondo, ma quando guardo di nuovo su la sua vista è concentrata sulla mia bocca. Un tamburo risuona nelle mie orecchie, e la mia pelle sembra troppo stretta per potermi permettere di respirare correttamente. E' passato molto tempo da quando mi sono sentita in questo modo che avevo dimenticato quanto fosse totalizzante. Come fosse davvero avvertire attrazione fisica per qualcuno. Tutte le mie relazioni iniziano per prime nella mia testa, o almeno dopo Levi è stato così. Uscivo con i ragazzi perché aveva senso, perché spuntavano tutte le caselle, e l'attrazione veniva più tardi. A volte. 
Questo è diverso. Non so nulla di questo ragazzo, tranne che i suoi occhi rendono la mia mente confusa, e le sue braccia muscolose mi fanno venire l'acquolina in bocca, e le cose che lui continua a dire... bruciano -a partire dalle mie guance arrossate, in fiamme a causa del mio sangue, e arrivando tra le mie gambe fino a quando mi sento come se dovessi tenerle premute insieme solo per mantenere la combustione al suo posto.

-Dallas
 
Capiranno di essere chi sono in realtà, ovviamente. L'idilliaco e passionale incontro al party si sgretola in mille pezzi non appena entrambi ritornano alla vita reale, e ne rimane solo un vibrante e indimenticabile ricordo. Ma quando scoprono i rispettivi ruoli, non è come se stessimo assistendo alla più grande e sconvolgente rivelazione dell'intero libro: l'autrice riesce a tratteggiarla in modo che si, i lettori sentano il peso di ciò che comporta per i due personaggi, ma senza dare l'impressione che da quel momento in poi nessuno dei due riuscirà più a respirare, preferendo pensieri di morte e desolazione. Il fatto di essere la figlia del coach non rende Dallas la principessa intrappolata sulla torre più alta, ed essere un giocatore di football non fa di Carson il cattivo ragazzo -diamine, è dolcissimo e intrigante e assolutamente leale e sincero! Hanno i loro pregi e difetti, le loro passioni e due caratteri simili per alcuni aspetti, opposti per altri. Non c'è niente di speciale in Carson e Dallas, ma è il loro essere imperfetti ad avvicinarli al lettore, a permettere una migliore immedesimazione, e a renderli speciali in modo soggettivamente diverso per ciascuno di noi.
Avevo apprezzato quest'aspetto dell'autrice già dal suo precedente romanzo, ma qui è sicuramente migliorata. In Losing It, a predominare era l'aspetto più ironico della storia e dei personaggi, soprattutto per quanto riguarda la protagonista, e quest'aspetto, sebbene presente, non era forte come invece  lo è qui. Ho avvertito tutti gli alti e i bassi della storia dei due protagonisti, ho gioito e imprecato con loro, ho sognato ad occhi aperti e sorriso come un'idiota accorgendomene interi minuti dopo. Sono rimasta completamente avvolta nella storia -una di quelle storie che sai finirà bene, ma non quanto bene, che alla fine è quello che importa di più quando leggi- fino alla fine; anche mentre non l'avevo a portata di mano mi rimaneva in mente finché non riprendevo da dove avevo interrotto.