giovedì 7 marzo 2013

Recensione Chaos di Lauren Oliver.

Quando mi è arrivato Chaos, atteso seguito del Delirum di Lauren Oliver, ho fatto i salti di gioia, e inevitabilmente mi ci sono tuffata su come se mi mancasse l'aria e avessi appena trovato una bombola d'ossigeno! Letto, divorato, amato e odiato così intensamente da sembrare impossibile che si tratti di pagine macchiate d'inchiostro, non c'è mai emozione più grande che trovarsi a metà di un percorso tanto incredibile e lasciare che l'immaginazione faccia il resto.
Per chi ha il cartaceo, avete letto le frasi del contest Epidemia D'amore, indetto dalla Piemme qualche mese fa? C'è anche al mia!


Chaos
Lauren Oliver

Piemme Freeway
317 pagine 
5 Marzo 2013
17,00€
Voto: 5 Stelle!

Nel mondo di Lena l’amore è bollato come delirium, una terribile malattia che va estirpata da ogni ragazzo prima che raggiunga i sedici anni. Lena non vede l’ora di ricevere la cura, perché ha paura di innamorarsi ed essere emarginata dalla società, ma proprio il giorno dell’esame conosce Alex, un ragazzo bellissimo e ribelle che ha votato la sua vita a combattere contro chi vuole renderli privi di emozioni. L’amore tra Lena e Alex comincia tumultuoso e cresce ogni giorno di più, fino a che i due innamorati non decidono di scappare nelle Terre Selvagge per unirsi definitivamente alla ribellione, ma purtroppo i piani non vanno come previsto… Ora Lena è da sola nelle Terre Selavagge, senza Alex, che ha visto cadere dall’altra parte della rete, senza la sua amica Hana, con cui ha litigato prima della fuga, e senza la vita che conosceva. E vuole dimenticare quello che è successo, perché ricordare fa troppo male.
Adesso è il tempo di farsi nuovi amici ed è il tempo di unirsi alla ribellione: contro chi vuole estirpare la possibilità di amare dal cuore di tutti gli uomini e contro chi le ha portato via Alex…


                                         La mia Recensione.

In Delirium, affezionarsi di Lena, Alex, Hana e gli altri personaggi è stato un pò come respirare la storia stessa. Bellissimo, inevitabile, emozionante e straziante, intenso e indimenticabile. Accade in un mondo in cui l'amore, peggio detto delirium amoris nervosum, è la malattia per eccellenza e va curata, come quando si contrae un virus. Per comprendere quale grande errore stesse compiendo la società, Lena ha prima dovuto sentire su di sé cosa volesse dire essere malati. Innamorati. Ed è vero tutto ciò che dicono, sull'amore, è difficile contestare gli insegnamenti di una vita. Ma per sentirsi in quel modo, provare la libertà di scegliere, ma soprattutto solo sentire, Lena farebbe di tutto. L'abbiamo vista combattere contro sé stessa, lasciarsi andare a quel sentimento tanto intenso. L'abbiamo vista correre, mentre il ragazzo che amava la guardava andare via sotto i suoi occhi.

Ora, Lena deve abituarsi ad un nuovo stile di vita, dopo le Terre Selvagge verso cui è fuggita. E' lì che ha conosciuto Raven, "capo" dell'insediamento in cui venne curata e rimessa in sesto, e che ben presto diventa una guida per la ragazza. Con lei, anche Sarah, Blu, Hunter, Tack, Bram e altri fanno parte di quegli sprazzi di tempo passati lì, e che ben presto diventano ricordi, rievocati alternatamente alla sua permanenza a New York, centro dell'ALD. Lena, infatti, è tornata nella società che odia per fare il suo dovere in quanto membro della Resistenza, insieme a Raven e Tack. Prima, la società negava l'esistenza degli Invalidi, ogni voce di rivolta veniva soppressa. Dagli Incidenti -i bombardamenti del confine recintato che divide le città abitate dalle Terre Selvagge-, fra Resistenza e ALD è guerra aperta. Le viene detto di studiare le mosse del figlio del capo dell'ALD -America Libera dal Delirium... in pratica, è un'infiltrata!-, Thomas Fineman, che dopo gravi problemi di salute subirà la cura a suo rischio e pericolo. E' così che facciamo la conoscenza di Julian. Lena fa parte di un piano molto più grande, ma in questo disegno i suoi sentimenti per Julian non erano previsti, soprattutto non quando il suo viso e quello di Alex sono tanto vividi nella sua mente da confonderla.

Ripensare all'ingarbugliato gomitolo di emozioni che mi si è bloccato in gola leggendo questo libro sfiora la disperazione. E credo proprio di poterlo dire perchè se Delirium è stato un pugno nello stomaco, con Chaos posso considerarmi fortunata se sono ancora capace di articolare un discorso. Lena è un personaggio che amo, e che non mi ha deluso nemmeno qui. La sua fuga verso le Terre Selvagge è disperata, e dove dovrebbero esserci pensieri che, inevitabilmente, la abbatterebbero senza pietà, lei sceglie di metterli a tacere e continuare a correre fino a non avere più fiato.
Le persone che incontra e che la aiutano a ritornare in vita sono le stesse che la accompagneranno nella sua lotta contro l'ALD. All'inizio, però, la vita nelle Terre Selvagge è dura. Tutto ciò che c'è va organizzato e riutilizzato, diviso con gli altri. Il modo in cui è stata educata dalla società che ha sempre conosciuto come unica e giusta, incide ancora sui suoi gesti e i suoi pensieri. Scrollare via le vecchie abitudini, per quanto, alla luce delle scoperte fatte nel volume precedente, si siano rivelate sbagliate, non è un processo immediato. E il ricordo di Alex è lì, che vibra sotto la superficie, pronto a gettarla nel baratro del dubbio e del dolore, perchè il prima è la sola certezza mai avuta, e adesso Lena non ha più nulla.

In Chaos, vediamo come due vite che sembrano essere tanto diverse in realtà sono le stesse, che si fanno strada per trovare la propria strada. E questo grazie al contrasto fra il prima e l'adesso, come la vecchia Lena diventa la nuova Lena, che io ho trovato incredibilmente geniale. Smarrimento e sicurezza si alternano nello stile impeccabile della Oliver, ed è un percorso toccante e profondo, che penetra con impeto sotto pelle, lascia cicatrici e conquista, la voglia di dimostrare tenacia, forza e coraggio, per non dover mai più essere deboli. Sono immagini di prima che scivolano via, linee di adesso che creano nuovi disegni, dando vita ad altre vite.
La Lena spaesata e quella controllata, in missione.
I capitoli si alternano e si completano, spiegando e chiarendo dubbi quando qualcosa dell'adesso si rifà al prima, e viceversa.

E' tutto caotico, persino la freddezza calcolata dei capitoli dell'adesso, ma in quel modo controllato e vibrante che ti fa tremare, in vita di qualcosa di più che senti sia lì lì per accadere. Sentimenti burrascosi, domande e pensieri che sembrano infiniti e già consumati allo stesso tempo, si muovono senza ordine nel prima, rispecchiando a pieno il disorientamento che prende tanto Lena quanto il lettore, per cui servono più riflessioni e immedesimazione rispetto all'altro lato del romanzo. Come se bianco e nero fossero in continuo contrasto, ma anziché rappresentare disordine e calma, sono entrambi emozionanti per il divario interno della protagonista, due Lena uguali con rivestimenti differenti che si muovono in ambienti diversi e si proteggono in modo diverso, prima insicura, sulla difensiva, poi con una sorta di calma raffinata che abbatte l'incertezza e la rende più matura. A volte mi sembrava di leggere due storie separate, eppure in una Lena si scorgeva comunque qualcosa dell'altra. Ed era una cosa pazzesca, non riuscivo a togliermi dalla testa la sensazione di orgoglio e paura che provavo per lei mentre ciò che era inevitabile accadeva.

Temevo che non ce l'avrei fatta a leggere Chaos. Il pensiero di Alex mi tormentava, e ad ogni accenno di Lena su di lui, giuro, scoppiavo in lacrime. Delirium mi ha davvero marchiata e ho dovuto dar fondo a tutti i miei pensieri positivi e buoni propositi per andare avanti. Lena non si sfoga. Mai, nemmeno per un istante, con gli stessi singhiozzi o lacrime impossibili da fermare che tante volte ci commuovono nei libri. Quelle cadute per loro sono lacrime silenziose, quelle che fanno più male. Anche nelle Terre Selvagge, Lena cerca di non pensare a lei con sua zia, sua cugina, a lei con Hana, a lei con Alex. Ma la nostalgia era una pesante cappa di calore che non riuscivo a scacciare, stavo male per me e per lei, e tanto bastava a impedirmi di pensare a qualsiasi altra cosa che non fosse la storia.
Poi però arriva Julian. Arriva come un'automobile in un incidente stradale, quando te la vedi slittare addosso e non riesci a muoverti. Era come se ognuna delle cose fatte con Alex tornasse a galla, ripetendosi fra lei e Julian. E' stato questo uno degli aspetti più spiazzanti, frustranti e difficili da accettare, perchè mi sembrava di tradire Alex. Mi ripetevo di non potermi innamorare anche di lui, che non avrebbe dovuto farlo neppure Lena, che Alex sarebbe tornato. E vagavamo entrambe nell'illusione, e chiedevamo perdono ad Alex perchè Julian era... beh, Julian. Inutile elencarvi pregi e difetti, parlarvi di lui. E' una cosa personale, non c'è modo di rendere assoluto un personaggio per tutti, mai.

Quello che mi ha sempre affascinato del suddetto distopico è questa legge assoluta dell'amore come la più mortale fra le malattie mortali. Sembra scontato, no? Ricordo di aver pensato quanto fosse assurda una trama così, e allo stesso tempo abbastanza intrigante da impedirmi di lasciarlo in libreria. Delirium mi ha spezzato il cuore. E' rimasto un'ombra addensata nel mio cuore, e più l'uscita del sequel si avvicinava, più tremavo per ciò che temevo vi avrei trovato.
Poi, riflettendoci, il fatto che in questo mondo parallelo abbiano preso tanti provvedimenti contro il delirium non era poi un pensiero così lontano e astruso come credevo. Quante persone fanno pazzie, in nome dell'amore? Quanto, a volte, ci sentiamo incompresi, devastati, tormentati, dilaniati nel profondo da un sentimento che, anche quando c'è, sembra non essere mai abbastanza? Una tortura continua, a volte dolce e altre amara, che parte dal centro del petto e lentamente si estende attraverso il resto del corpo, come spire di nebbia, come se volesse abbracciarci e paralizzarci. E quando l'amore ci abbandona ci sembra di impazzire, e allora a chi non passerebbe per la testa di considerarla alla stregua di una malattia?
Ciò che non avevo mai razionalizzato era la possibilità di una cura concreta, cosa che invece, nel mondo di Delirium, è una procedura regolare e compiuta all'età dei diciotto anni. La cura è una rassicurazione, ma è anche morte, e scegliere la strada più facile è sempre meglio che lottare, ma non per Lena. Per questo, al contrario di ciò che la società si impegna tanto a promulgare, io mi sono innamorata totalmente di questa storia.

La crudezza e l'intensità delle parole era proprio quella che ricordavo, se non ancora più forte, il ritmo spezzato e ansimante, così travolgente da non lasciare scampo. Lauren Oliver, fino ad ora, non mi ha mai delusa. Spiega con efficacia ogni azione, ogni emozione, e nel momento in cui accade è una semplice descrizione che nasconde molto di più, fra rabbia e ribellione, fra speranza e bisogno di liberarsi da qualcosa di sbagliato.
L'introspezione psicologica è forte, profonda, intensa tanto che è come sbattere contro un muro, e il dolore lascia spesso senza fiato in gola. Nel mondo racchiuso in Chaos, ogni cosa è in rovina, ma si respira un'aria di autentica libertà, come se a Portland, lì dove viveva Lena, persino l'ossigeno fosse diventato finto, artificiale. Anche a New York, Invalida fra Curati, le catene che Lena aveva addosso nella sua vecchia vita hanno un peso diverso, una consistenza mutevole, indefinita. Qualcosa che lei può controllare. La nuova Lena si forgia da sola, ferita e scagliata contro mille e più muri, imparando dalla fuga, dalle ferite, dalla morte, dalla paura, dalla disperazione, dall'odio, dalla voglia di vendetta. E, soprattutto, dall'amore. Le Terre Selvagge la cambiano, avvolgono la furia del suo essere e la preparano per il dopo, per essere resistente, per far parte della Resistenza.
E' un processo lacerante, lo è stato tanto per Lena quanto per me, e se il finale del primo libro è stato devastante per voi come lo è stato per me, allora non avete idea di come Chaos vi lascerà senza via di scampo.

20 commenti:

  1. Bellissima recensione! Non vedo l'ora di leggerlo *-*

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    1. Grazie Arianna :D
      Spero tu possa leggerlo presto *-*

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  2. Lo voglioooo!!!*-* e complimenti per la scelta della tua frase!!!;)

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    1. Grazie Mariki *-*
      Leggerlo è qualcosa di meraviglioso *-*

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  3. Vorrei leggerlo anche se Delirium è stata una grande delusione. Lena non è la mia protagonista ideale però se, come dici, in Chaos impara dalle esperienze e diventa più forte e combattiva quasi quasi mi ributto nel mondo della Oliver!
    -Ale :)

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    1. Dovresti proprio provare, magari non ne rimarrai delusa stavolta :)

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  4. non leggo la recensione perchè ancora devo leggere Delirium ma penso si prospettino fuochi d'artificio!!!

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    1. Puoi scommetterci Lara! Fammi sapere che ne pensi, poi :)

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  5. Meravigliosa questa recensione*____*

    Sono contenta che Pandemonium ti sia piaciuto[: io purtroppo non l'ho amato molto... Ormai è passato tanto da quando l'ho letto ma ricordo che c'erano state tante cose che mi avevano fatto storcene il naso, specialmente il triangolo): cmq confido in Requiem, anche se mi è abbastanza passata la voglia di leggerlo):

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    1. Oh En, grazie *-*

      A me piace tantissimo, anche se anche io ho pensato un pò male al triangolo amoroso, però voglio assolutamente sapere cosa ne farà l'autrice in Requiem!

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  6. Complimenti per la frase! *-*
    Recensione bellissima! Questo libro sarà uno dei miei prossimi acquisti! Non vedo l'ora di leggerlo. Delirium mi è piaciuto tantissimo e adoro il modo di scrivere dell'autrice.

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    1. Grazie Laura :D
      E grazie anche dei complimenti! Brava, io non me ne sono pentita affatto e non vedo l'ora di poter leggere Requiem!

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  7. Recensione stupenda!Concordo pienamente!
    Se Delirium mi aveva spezzato il cuore, Chaos con quel finale me l'ha completamente distrutto!
    Ora ho paura di iniziare Requiem XD

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    1. Grazie Juliette! Felice che anche tu la pensi così! :D
      Paura condivisa, tremo al pensiero di ciò che la Oliver ci farà patire nell'ultimo!

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  8. Amo la tua recensione *___________*
    Ho letto Chaos un anno fa e l'ho semplicemente adorato (anche se totalmente diverso da Delirium)! Quel finale mi ha spezzato il cuore in due :'(
    Al momento sto leggendo Requiem... già ho versato qualche lacrimuccia!

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    1. Grazie Aria *-*
      Io li ho adorati entrambi, perciò spero di poter leggere presto requiem... Beata te! *-*

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  9. Wow... wow... wow! Sarà la mia prossima lettura. E' lì che mi aspetta sul comodino *-*

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    1. Voglio assolutamente sapere che ne pensi, poi :D

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    2. Anche se un po' tardi, finalmente l'ho letto anch'io: alla Oliver le cinque stelline sono sempre assicurate :)

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    3. Quasi a occhi chiusi, quest'autrice è una garanzia!
      Sono contenta che ti sia piaciuto :D

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