domenica 26 maggio 2013

Recensione Ogni Giorno di David Levithan.

Mi c'è voluto un po' per smaltire le lacrime, venire qui, trovare le parole giuste e il giusto stile per affrontare la recensione di Ogni Giorno di David Levithan. Le aspettative erano tante, ma quando ti ritrovi davanti ad un romanzo che non le rispetta come immaginavi e al contempo le supera oltre ogni supposizione, lasciandoti senza parole, di certo serve più di qualche momento per mettere insieme le idee e ricostruire il quadro. Ogni Giorno è un'insieme di momenti troppo soggettivi per essere racchiusi in una recensione, condivisi e spiegati. Si devono sentire sulla pelle; chi l'ha letto, capirà cosa intendo dire.


Ogni Giorno
David Levithan

Rizzoli
370 pagine 
24 Aprile 2013
15,00€
Voto: 4 Stelle e ½!

Ogni giorno un corpo diverso.
Ogni giorno una vita diversa.
Ogni giorno innamorato della stessa ragazza.
Da quando è nato, A si sveglia ogni giorno in un corpo diverso. Per ventiquattr’ore abita il corpo di un suo coetaneo, che poi è costretto ad abbandonare quando il giorno finisce. Affezionarsi alle esistenze che sfiora è un lusso che non può permettersi, influenzarle un peccato di cui non vuole macchiarsi. Quando però conosce Rhiannon, chiudere gli occhi e riprendere il cammino da nomade è impossibile. Per la prima volta si innamora e cerca di stabilire un contatto, di spiegare la sua maledizione. E Rhiannon s’innamora a sua volta dell’anima di A. Ma dimenticare il suo involucro, ogni giorno diverso, è difficile, e pian piano la loro relazione si fa più delicata di un vetro fragile. Nel disperato tentativo di non perderla, A tradisce le sue regole, prende a lasciare nelle esistenze quotidiane strascichi del suo passaggio, e qualcuno se ne accorge…

La mia Recensione.                                         

Oh, si, finalmente anch'io ho potuto sospirare di felicità e buttarmi a capofitto nella mia copia di Ogni Giorno. Di solito cerco di non creare troppe aspettative attorno all'uscita di un libro, ma capita che fallisca, soprattutto quando le recensioni sono entusiaste tanto da invogliare ancora di più la lettura. Ebbene, la libreria a cui mi sono rivolta sembrava non essere dalla mia parte, ma citando una certa pubblicità, sembrava impossibile, ma ce l'ho fatta! Okay, parliamo di questo romanzo tanto particolare.
Chi è A? In effetti non è semplice rispondere a questa domanda. Fin da quando è nato, A è molte persone e nessuna di esse, ma al contempo è anche una voce che parla, pensa e sente il modo in cui la vita gli scorre intorno senza che lui possa afferrarla. Certo, vive, sostituisce completamente la volontà del suo ospite, diventando lui, o lei -e il giorno dopo quello non ricorderà nulla, se non una spiacevole sensazione di vuoto-, ma che vita è se passi ogni giorno in un corpo diverso, dovendoti attenere alle abitudini dell'ospite, ai suoi comportamenti e alle sue relazioni-tipo con gli altri, senza dover cambiare una virgola? E certo, il non voler modificare nulla, non è un dovere, ma una necessità. Cosa succederebbe se A si affezionasse a qualcuno che dovrebbe poi lasciare il giorno dopo? E' una delle prime cose di cui si rende conto, una delle poche amare verità quando ogni giorno hai una vita diversa da affrontare.

Ma poi A si sveglia nel corpo di Justin, fidanzato ingrato e menefreghista, e incontra Rhiannon. E' quando entrano in gioco certe emozioni, sue e di nessun altro, quando un attimo sembra contenerne mille per intensità, che A sente il bisogno di essere A e basta, di gettare un'ancora e fermarsi. Vuole, ma non sa come. Rhiannon gli da uno scopo. Gli fa desiderare di appartenere a qualcosa, per una volta, anche se nella sua condizione desiderare è un verbo pericoloso, specie se è seguito da appartenere. Improvvisamente lei diventa il centro del suo mondo, il suo punto di riferimento, l'unità di misura con cui calcola la scorrere del tempo o la distanza fra i luoghi.
Non dovrei. Invece di guarire una ferita, la sto allargando. Non potrò mai avere un futuro insieme a Rhiannon. 
Tutto ciò che faccio è prolungare il passato ancora per un giorno.
Ma poi la storia prende una piega inaspettata, dinamica, che risveglia A e il lettore insieme, proiettandolo in una serie di eventi e riflessioni che ci pongono davanti personalità inevitabilmente diverse. Non si può parlare di un'unica persona, piuttosto di una sola mentalità che diventa parte integrante di personaggi differenti, ma mai come semplici comparse. Ognuno di questi è un pezzo di puzzle in più da sistemare in un disegno infinitamente più grande, che dobbiamo prima completare per comprendere appieno.

A inizia a fissare delle costanti, improvvise, inaspettate per un nomade come lui, ma che emergono in modo naturale. Ad esempio ci sono i libri, semplicemente perché ci sono sempre stati. C'è Rhiannon e la sua infinita capacità di adattarsi, comprendere, andare oltre l'apparenza, ma essere troppo timorosa per farlo fino infondo. C'è Nathan, e da quel momento in poi ogni corpo abitato da A, così che ogni giorno diventi sempre meno passivo, quasi A avesse finalmente trovato la voglia di allontanarsi da un ciclo che si era ripromesso di mantenere, avere nuove possibilità, dare uno scopo a ciò che credeva non avrebbe mai potuto averne uno. Non c'è più solo il concetto generale delle cose, ci sono casi e casi e un'infinità di complicazioni. Il bisogno di farsi capire, di affermare un'identità che non cambi al variare dei giorni, di avere dei contatti con la gente anche solo per qualche istante, provando che ciò che si prova ad essere normali, sono tutte sensazioni che A sperimenta pienamente per la prima volta, con una consapevolezza nuova. Si mette in gioco, si rende conto di come la sua condizione possa apparire all'esterno, che prima, quando non aveva desideri a cui anelare, tutto era più semplice. Mentre fino ad allora si era limitato a vivere la vita di altri, adesso vuole tracciare un percorso, lasciare un segno del suo passaggio. E' così che iniziamo a capire come la vita di A interferisca con quelle dei suoi ospiti.

Ed è pazzesco come tutto questo, nel paradossale mondo di A, possa specchiarsi e tradursi nel nostro in una parola: crescere. E' un processo che implica a grandezza di tutto questo, e il fascino che questo romanzo esercita su di me, di colpo si tramuta in paura, emozione, in lacrime che tenevo chiuse in me e di cui non ho percepito la presenza finché non sono venute fuori. E' la consapevolezza che quelle di A, di Ogni Giorno, non siano solo parole a renderlo tanto bello, nel senso più puro e meno banale del termine. I suoi pensieri sono una sorta di botta e risposta con la vita, contro ciò che questa è per lui -un continuo e incosciente viaggio nelle menti di persone a lui estranee, e che poi conosce semplicemente prendendone il posto. Rapidi ma profondi, arrivano subito al punto, e quella che potrebbe sembrare una situazione surreale, diventa poi vicinissima a noi, ai nostri ragionamenti, anche quelli sfuggenti, quotidiani, che passano in un attimo, o altri più assidui e consistenti, che magari ci fanno paura, o a cui cerchiamo di non dare ulteriore peso. Il punto è che Ogni giorno è una di quelle storie scritte per raccontare qualcos'altro, qualcosa che sulla superficie non si vede, che pretende che il lettore scavi più affondo, sempre di più, fino a trovarla. E' una storia universale, che spinge non proprio all'immedesimazione, ma alla riflessione.

E' lì, sulla copertina, la domanda incriminata, quella che hai mai sognato di essere un'altra persona? e in pochi secondi fa diventare il romanzo uno specchio perfettamente riflettente. Si, certo che l'ho sognato, un'infinità di volte, in un'infinità di vita, per ogni libro che ho letto, per ogni film mentale le cui immagini hanno colorato i miei pensieri nei momenti di noia o ispirazione. Vorrei essere una persona diversa per provare quell'aspetto imprevedibile della vita che non ho mai sperimentato, un viaggio dalla meta ignota che mi coinvolga e che mi lasci qualcosa di altrettanto intenso. E tutto questo lo sapevo da sempre, ma A l'ha reso certezza, perché ha messo me davanti alla domanda e ha voluto una risposta immediata.
Non mi sono accorta di quanto in profondità A, e tutto ciò che essere lui comporta, fosse affondato nel mio cuore. E non per i soliti motivi, quelli prevedibili -per il ragazzo dolce e autentico che è, per un aspetto fisico piacente che cambia ogni ventiquattro ore, la verità che si cela dietro tutte le sue parole, come se fossero contemporaneamente leggi morali e pensieri fin troppo personali-, ma per il modo in cui è riuscito ad emozionarmi, portando la mia mente in quello stato prospettico ampio e ristretto che vede racchiuso il mondo e ogni suo abitante in generale. Qui non troverete un storia d'amore travolgente o un romanzo YA o un distopico o un paranormal o un libro di fantascienza o un evolversi di misteri che si concludono nell'happy ending che tutto sistema. Mi sono scontrata con ognuna di queste cose, amalgamate con maestria e analizzate con questo zoom lunatico che prima entra nel dettaglio e poi si distacca da tutto, e ancora e ancora, finché ho capito di avere fra le mani un libro unico, una storia trascendentale che usa elementi che in superficie incuriosiscono, ammaliano, spingono a porsi delle domande e incrementare il livello d'attenzione, e poi trascinano verso il fondale con un'agilità studiata e ponderata, grazie allo stile schietto, diretto, alle frasi concise ma che vanno dritte al punto, con la precisione di una spada.

12 commenti:

  1. sempre più curiosa di leggerlo!!! sarà di certo tra i miei prossimi acquisti!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ci ho messo un pò, fra studio e altro, ma ne vale assolutamente la pena <3

      Elimina
  2. Bellissima questa recensione! Io non l'ho ancora letto, è ancora lì, nella mia WL, a contendersi il posto per i prossimi acquisti, però il fattore lacrime mi sta frenando un po'. è davvero così triste il finale? =(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Valy! :D
      No no, non è tanto un fattore di tristezza, il finale è meraviglioso, però mi ha commossa un sacco :')
      Anzi, ti consiglio di leggerlo quanto prima!

      Elimina
  3. Mi sa che è arrivata l'ora di leggerlo anche per me! Non so perchè, ma è una vita che mi riprometto di leggerlo e non lo faccio mai...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sa proprio di si, leggilo assolutamente :D

      Elimina
  4. Lo inizio oggi..Mi fai tremare! Di paura ed impazienza...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Goditi la lettura, io in pochi capitoli ho ingranato la marcia e non mi ha fermata più nessuno :D

      Elimina
  5. Ooh, sono contentissima ti sia piaciuto cosí tanto((: È un romanzo meraviglioso, che mi ha fatto riflettere molto [e quante lacrime che ho versato per quel dannato finale!xD].
    Cmq, stupenda recensione^^ [e bellissima anche la nuova grafica -l'hai cambiata da un po' peró questo è il primo commento che lascio da quando l'ho vista, e ci tenevo a dirti che mi piace molto(:].

    RispondiElimina
    Risposte
    1. So esattamente cosa intendi, l'ho proprio adorato *w*
      Grazie infinite En :D Si, aveva bisogno di una "rinfrescata" e sono felice del risultato, grazie per i complimenti :'D

      Elimina
  6. ho amato anch'io ogni giorno,bel libro,scritto bene(il che non guasta)è pieno di riflessioni. Non importa chi è A, se maschio o femmina l'importante è andare alla sua anima,perchè è lì che risiedono i sentimenti.
    ho anch'io un blog, se ti va di passare mi farebbe piacere:
    http://libricheamore.blogspot.it/
    ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ben detto, ogni riflessione sorta dalla lettura di questo libro è stata preziosa, per me :)
      Certo, grazie per aver espresso il tuo parere :D

      Elimina

Ti è piaciuto il mio post? Daaaai, lascia un commento, sarei davvero contenta di sapere che ne pensi! *^*