Il Sogno della Bella Addormentata
Luca Centi
Piemme Freeway
252 pagine
In uscita 12 Febbraio 2013
16,50€
Voto: 4 Stelle!
Nella Londra di fine Ottocento, Talia si muove silenziosa come un gatto e scaltra come una volpe. È molto giovane e molto bella, il che è un indubbio vantaggio nell’esercizio della sua professione, la ladra. Talia però non ruba di tutto, si impossessa solo di quello che la porta più vicino alla soluzione del mistero che avvolge la sua vita. La scomparsa di suo padre. La risposta che troverà, però, fra nebbie e vapori, ingranaggi e corsetti, sarà una scoperta tanto sconvolgente quanto raccapricciante, nascosta gelosamente dentro una teca di cristallo.
La mia Recensione.
Per quanto io adori i romanzi ambientati nei contesti urbani più attuali, un salto nella Londra di fine Ottocento non poteva levarmelo nessuno. Il fatto che sia stata una come Talia, protagonista di questa storia, ad accompagnarmi in questo viaggio, l'ha reso in qualche modo diverso da come me lo aspettavo. Figurarsi una dama composta e civettuola, come si addiceva maggiormente all'epoca, non era certo ciò che mi aspettavo, dopo aver letto la trama, e constatare che Talia non era così non mi ha sorpresa. Tuttavia, la sua indole perspicace e determinata mi ha affascinata e condotta docilmente a Windsor, in un'abitazione per bene in cui si nascondono meccanismi e invenzioni particolari, che Talia ha ereditato dal padre, morto undici anni prima. Per realizzare l'ultimo desiderio del padre, ora Talia ha una missione. Recuperare i Sette Peccati, ciascuno associato ad un metallo diverso, per capire cosa si nasconde dietro l'oscurità tessuta attorno alla sua vita. E Londra, teatro di misteri e nebbie a volte troppo fitte per essere diradate, è sicuramente l'ambientazione migliore che potessi desiderare.
Sembra che fare la ladra le riesca tanto naturale da impedirle di incappare in facili ostacoli, e la sua missione procede senza intoppi finché qualcuno le rivela di essere a conoscenza della sua missione e di sapere dove si trova l'ultimo peccato. Una notizia che la turba e fa nascere in lei un certo numero di domande che la portano, in mancanza di alternative, ad incontrare l'uomo che risponde al nome di Cornelius Cobbald. Le rivelerà di aver conosciuto suo padre nel periodo in cui vivevano ancora in Francia, quando Talia aveva più o meno cinque anni, e che lui l'aveva messo al corrente del suo lavoro. Con il luogo in cui si trova l'ultimo Peccato ben impresso in mente, Talia decide di assecondare l'uomo e andare a Londra. Lì, incontra una vecchia amica di suo padre, Miss Chantal, attraverso la quale spera di poter giungere a Irene Cavendish, che a quanto pare possiede il Tramonto d'Oro. Ma a Londra, andare oltre il coprifuoco significa scontrarsi sicuramente con gli Epuratori, uomini mandati dagli alti piani di Scotland Yard che usano strane pistole a vapore, al ché inalarne troppo rischierebbe la paralisi. Talia lo scopre a sue spese, ma ciò le permette di trovare in un possibile nemico qualcuno in grado aiutarla a scoprire cosa suo padre cercava di nascondere nel fitto enigma dei Peccati da lui costruiti. Qualcosa che, forse, ha a che vedere con i Nubilanti -per Talia solo una stupida leggenda.
Talia è un'anima ribelle, con gli occhi di due colori diversi -verde e ambra, capaci di lasciare interdetti chi si ritrova a fissarli-, stretta in abiti da feste e fronzoli inutili che non vorrebbe nemmeno vedere, eppure ogni piccolo, fastidioso sacrificio va ad unico beneficio della sua missione. I brevi ma intensi flash di un'infanzia bruciata dalla malattia appaiono fugaci nei momenti meno calcolati, tracciando nella mente del lettore, e della stessa protagonista, un percorso di ipotesi e domande che troveranno risposta solo alla fine. Le interessa solo chiudersi nello studio di suo padre, china su nuove invenzioni e particolari marchingegni, facendo così impazzire Madame Vivienne, la sua governante, un personaggio che ho trovato davvero divertente poiché in perenne stato d'agitazione per l'avventatezza della ragazza, con le sue urla e le sue storiche scenate. Quando poi Talia si trova costretta ad andare a Londra, alla ricerca dell'ultimo pezzo che metterà fino allo scopo di quel viaggio, scopre un mondo caotico e rumoroso, completamente diverso dalla pace di casa. Incontra questa donna eccentrica e suo modo sospetta, Irene Cavendish, ma s'imbatte in qualcosa, anzi qualcuno, che non aveva previsto. Talia non crede nelle coincidenze e se anche l'affascinante e arrogante Nicholas Gray si trovava lì doveva esserci un motivo. E quel motivo li legherà, in questioni d'affari che evolveranno in qualcosa di più profondo, un sentimento che si chiuderà con lacrime e sorrisi velati di dolore.
La particolarità del romanzo sta tanto nella sua trama, quanto nei brevi sogni ad occhi aperti che bloccano Talia e le regalano spezzoni annebbiati del suo passato, in quegli anni di malattia che stenta a ricordare, un passato che ha portato ciò che rimaneva della sua famiglia di nuovo in Inghilterra, che l'ha vista guarire e, poi, perdere il padre all'età di otto anni. Sogni accompagnati da un affascinante quanto inquietante poesia dai toni profetici, e i ricorrenti riferimenti alla storia della bella addormentata permettono al lettore di formulare idee e ipotesi per ogni sfumatura, senza mai una certezza precisa. Qualcosa che ha a che vedere con i Sette Peccati, quelle invenzioni create dal padre il quale, successivamente, aveva tentato inspiegabilmente di disfarsene. Gli stessi oggetti protagonisti della missione di Talia. La domanda sorge spontanea, no? Cosa succederà nel momento in cui tutti e sette i Peccati verranno radunati?
