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martedì 31 marzo 2015

Recensione in anteprima, Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven.

Hey buddies!
Come saprete, o forse no, il 28 c'è stata la conferenza con la Niven -autrice di Raccontami di un giorno perfetto uscente oggi nelle librerie!-, a cui alcune blogger fortunate hanno partecipato. Avrei dovuto essere fra quelle, ma abitando al sud e non potendo permettermi un viaggio fino a Milano con uno schiocco di dita come avrei voluto, tutto ciò che ho fatto è stato seguire l'intervista da casa -e tramite infiltrati, lo ammetto.
Motivo per cui ho alcune sorprese per voi! Non snobbatemi e tenete il link del blog a portata di clic!

Raccontami di un giorno perfetto
Jennifer Niven
DeAgostini
427 pagine
In uscita 31 Marzo 2015
14,90€
Acquista qui: cartaceo e ebook

Trama: È una gelida mattina d’inverno quella in cui Theodore Finch decide di salire sul tetto della scuola solo per capire che cosa si prova a guardare di sotto. L’ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due animi fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d’auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi iniziano a provare la vertigine che li legherà nei mesi successivi. Una vertigine che per lei potrebbe essere un nuovo inizio, e per lui l’inizio della fine… Un romanzo straordinariamente toccante. Una storia che spezza il cuore in tutti i modi possibili.
~
"Trascurabile senso di ineluttabile catastrofe."
"You make me lovely, and it's so lovely to be lovely to the one I love."
Erano mesi che non leggevo un libro con tanta foga. La Niven è riuscita a regalarmi questa possibilità in 427 pagine di pure parole, e nessun libro merita di essere letto in questo momento come Raccontami di un giorno perfetto.
Di cosa parlare? Della storia, di Finch, di Violet, di entrambi? Sono un po' in difficoltà, lo ammetto, fresca di lettura e con qualche scia di lacrime ancora fastidiosamente pizzicante sulla guancia.
Non farò spoiler, e allora mi limiterò a dire quanto bello sia il titolo originale, All the bright places, e ora che ho finito mi riempie di malinconia; o quanto altrettanto evocativo sia quello italiano, calzante e poetico come lo stile dell'autrice, una melodia senza parole che parla da sé.
(credo sia la prima volta che la la traduzione italiana mi sembri meritevole, ma il pensiero di rileggerlo in lingua rimarrà fisso finché non ci riuscirò).
E dunque.
All the bright places non è una storia d'amore nella più immediata delle definizioni che la nostra mente ci propone. Sa di sole, di pioggia, di aria, di libertà e claustrofobia, di gioia e di dolore, sa di vita. Non importa quanto meglio o peggio approfonditi siano i temi, perché è un romanzo che vibra di energia!
Ha il gusto dolce-amaro delle parole nero su bianco, la marcia dell'avventura fra le righe, e in macchina, a piedi, in bicicletta o fra quattro mura che sia, si tratta di una storia on the road tanto nel buio di un armadio quanto nei posti più improbabili, che supera tutti i limiti di velocità e poi sterza, rallenta, frena.
E' un romanzo che non ha una trama, ma dei personaggi. Sono loro a raccontare la storia, e non la storia a comprenderli in essa. E non ne ho mai incontrati di così amabili e sfaccettati.
Finch è un ossimoro: non lo sfigato che trova redenzione sociale, né il badboy che fa perdere la testa al dolce agnellino di turno, ma un ragazzaccio dal cuore giocosamente astioso, che salta sul suo piedistallo da fenomeno da baraccone ed è una sorta di leggenda tenuta a distanza da tutti. Finge di essere stupido, le sue trovate sono strambe e apparentemente privo di senso, ma è furbo, abbacinante, nonostante il suo temperamento focoso e sostenuto gli impedisce di andare d'accordo con chiunque, persino se stesso. Ciò lo rende strano, ma complesso e, prima che ci si possa accorgere della cosa, interessante.
Adoro l'occhio critico e alternativo con cui Finch guarda il mondo -soprattutto il sarcasmo tagliente con cui fa affondare la scuola, il mondo e tutto ciò che ci sa dentro-, e credo sia questo il motivo per cui mi c'è voluto un po' per intrecciare la mia mente a quella di questo personaggio; una volta fatto, non c'è stato verso di staccarmene. Lentamente, e poi tutto di colpo, senza dare nulla di lui per scontato, Finch ha iniziato a piacermi.

mercoledì 25 marzo 2015

Recensione Io, Romeo e Giulietta di Rebecca Serle.

Eccomi qui con un'altra recensione! Ne ho, tipo, altre quattro in arretrato, ma anziché dedicarmici preferisco fiondarmi su una nuova lettura -si, tanto per recuperare tutto quello che non ho letto fino ad ora... e dovrei anche studiare! Ma dato che ogni tanto sono in grado di concedermi delle pause... chi può farmene una colpa?
Stavolta tocca a Io, Romeo e Giulietta di Rebecca Serle, un romanzo si e no, dai toni trash e di una dolcezza un pò snob che all'inizio proprio non potevo sopportare, ma che poi si è rivelata una vera fonte di originalità!

Io, Romeo e Giulietta (When You Where Mine)
Rebecca Serle
DeAgostini
320 pagine
In uscita 28 Febbraio 2015
14,90€
Acquista qui: ebook e cartaceo

Trama: Rosie e Rob sono innamorati. Profondamente innamorati. O almeno così sembra fino al giorno in cui arriva in città la cugina di lei, Juliet. Bella, spregiudicata e volitiva, Juliet cova nei confronti di Rosie un vecchio rancore. Decide così di portarle via Rob e ben presto ci riesce. E’ la sera del ballo della scuola, e Rob cade ai piedi di Juliet come per incanto. Come se fosse destinato a lei da sempre... Ma per i due sventurati amanti ci potrà mai essere un lieto fine?
I diritti cinematografici sono stati venduti a Fox.


All'inizio pensavo non fosse nulla di che. Stile imprecisato, alla scrivi come parli, dai toni confidenziali e sdegnati che si possono riservare ad un diario segreto, Io, Romeo e Giulietta mi era apparso come una dei soliti romanzetti senza capo ne coda, personaggi privi di alcuno spessore e una trama dai risvolti banalmente prevedibili.
Come si può intuire dal titolo, la tragedia romantica shakespeariana più riadattata e famosa viene qui riproposta dall'autrice in una variante decisamente curiosa e stimolante. Non si tratta solo di Juliet e Rob, rispettivamente gli attoria che interpretano Giulietta e Romeo, ma di una voce fuori dal coro che normalmente nessuno si preoccupa di considerare. Conosciamo tutti il punto di vista dei due, in milioni delle sue varianti, fedeli o meno all'originale; gli amanti sventurati che il destino vuole divisi, incapaci di amarsi alla luce del sole come vorrebbero.
Siamo sempre stati tutti così concentrati sulla loro tragedia che il pov alternativo offertoci dalla Serle, quello di Rosaline -il primo amore di Romeo-, è apparso ai miei occhi come una boccata d'aria fresca e, al contempo, come un fastidioso terzo incomodo in una delle storie d'amore più belle e sdolcinate mai scritte.
E allora, che trama dovrei argomentare? Rob ha una cotta per Rosie, lei è innamorata di lui, ma finge che non sia così; si conoscono da una vita e temono di rovinare quel che c'è tra loro uscendo insieme, ma quando accade è tutto come dovrebbe essere. Eccetto per il momento in cui la cugina di Rosie, Juliet, torna in città e spezza tutti i sogni di Rosie.
La banalità e prevedibilità del romanzo finisce qui, e lascia spazio ad una storia d'amore imprevista, che ho finito per desiderare con tutta me stessa.
Finché osserviamo la celebre coppia da fuori, criticandola e/o desiderando di vederla più da vicino, non ci rendiamo conto dell'esatto momento in cui Rosie smette di essere miserabile e inizia a rubare l'affetto del lettore, dirottandolo verso di sè. Se le cose non fossero cambiate in questo modo, probabilmente avrei continuato ad odiarla. Non sopportavo la passività di Rosie e il modo in cui si nascondeva dietro quelle eccentriche delle sue migliore amiche e la cotta per un ragazzo che avrebbe dovuto prendere l'iniziativa con lei solo perché Rosie aveva deciso così nella sua testa; poi il romanzo ha smesso di essere Romeo e Giulietta ed è diventato Io, Romeo e Giulietta.

martedì 17 marzo 2015

Recensione Rimani con me (#3) di J. Lynn.

Wow. Beh, questa recensione è troppo lunga me ne rendo conto e chiedo perdono, perdoono!!. Davvero, dovrei darmi una calmata, ma lo sapete come sono quando inizio a parlare (scrivere, cioè): non mi fermo più. E avevo più di un paio di lamentele da elaborare su Rimani con me di J. Lynn, una serie che se non fosse per i recenti cambiamenti apportati dall'autrice, avrei abbandonato dopo poco. E dire che questo è già il terzo libro.
Okay okay, buona lettura, se ce la fate. Se siete indignati e intrigati quanto me, ci sentiamo nei commenti!

Rimani con me
J. Lynn
Editrice Nord
424 pagine
12 Febbraio 2015
16,40€ - 9,99€ ebook
Acquista qui: cartaceo e ebook

Trama: Calla ha dovuto crescere in fretta e, per scappare da un passato doloroso, si è trasferita in West Virginia, usando i suoi risparmi per pagarsi gli studi. Almeno fino al giorno in cui scopre che la madre – con cui lei non parla da anni – le ha prosciugato il conto, costringendola a tornare a casa. Solo che, quando arriva nel bar in cui lavora, al posto della madre trova Jackson James. Ammalianti occhi azzurri e sorriso mozzafiato, Jackson è il genere di «distrazione» che Calla non può permettersi in un momento come questo. Ma l'amore ti sorprende quando meno te lo aspetti…

Quando ho iniziato il libro, e dopo aver letto le prime pagine, mi sono detta: okay, diamo per scontata questa cosa della cicatrice. Se dovessi mettermi qui a fare un discorso sull'incapacità della Armentrout di dar voce ad una protagonista femminile normale (non che io stia giudicando tutte quelle ragazze che, nella realtà, abbiano subito violenze, non mi permetterei mai, ma voglio dire, questo tipo di dramma così ostentato all'interno di questo genere/target dopo un po' inizia a stufare, e diventa irrealistico oltre che vagamente offensivo), probabilmente dovrei scrivere una recensione e un articolo tutto dedicato alle "eroine" dei romanzi new adult che puntualmente hanno un tragico segreto.
Vaaaaa bene. E così ho fatto.
Odio generalizzare, so che ci sono libri che, su questa scia, sono ben fatti (ne ho letti alcuni anche io); ma il tratto distintivo di zia Jenny sembra ormai essere questo. Tutto sommato, con Avery e Teresa non mi sono trovata male, nonostante la loro vaga banalità, ma qui? Molto meglio e molto peggio.
Già dai primi capitoli abbiamo un quadro chiaro di tutto ciò che ha afflitto Calla nell'arco della sua vita, anche se, ovviamente, la parte più scottante emerge solo dopo. Ci mostra la sua personale classifica dei Ragazzi Fighi e quanto lei sia sfortunata in confronto (e ci credo!, quando sei il settimo incomodo di fronte a tre coppie idilliache come Cam e Avery, Teresa e Jase, Olly e Brittany). Voglio dire, le basterebbe non dirlo e aspettare qualche capitolo in più per far vedere a tutti come Jax rimedierà alla sua solitudine -ma, nel grande schema del romanzo, è un espediente necessario per far emergere in seguito il modo in cui l'amore può tutto.
Ma andiamo avanti.
Calla all'inizio sembra il prototipo della Ana Steele versione new adult (più o meno) e Jax parla con le sopracciglia, non con la bocca. Le inarca almeno dieci volte in ogni capitolo, e Calla si morde il labbro pensando a quanto siano fighi i ragazzi che la circondano -perché nei libri della Armentrout ci sono solo bei ragazzi e ragazze-modelle- e a come lei sia destinata ad essere solo loro amica. Ed è in questo contesto che ritorna a casa, dove aveva giurato di non mettere più piede, alla ricerca della madre che le ha svuotato i fondi per l'università. Sua madre ha grossi problemi di droga e altro, e sembra essere fuggita con un pollo un tipo di nome Rooster per aver fatto arrabbiare le persone sbagliate. Calla va allora nel bar di famiglia, per ora sotto il controllo dello "zio" Clyde, ed è lì che avviene questo scambio di battute divertenti, allusive, sopracciglia inarcate e labbra che, secondo me, non ne possono più di stare sulla faccia di persone così, insieme al fantomatico Jax.
Fermi un attimo.

giovedì 5 marzo 2015

Recensione Splintered, detto anche Il mio splendido migliore amico, di A.G. Howard.

Questo rientrerà nella classifica dei migliori libri dell'anno, me lo sento. Splintered (titolo originale) è il primo romanzo dell'omonima serie di A.G. Howard; si tratta di una trilogia prettamente young adult, di un fantasy che gioca col classico e lo rivoluziona, un remake di Alice nel Paese delle Meraviglie che stupisce e inquieta e che ho amato veramente fino a perdere la testa!

Il mio splendido migliore amico
A.G. Howard
Newton Compton
384 pagine
26 Febbraio 2015
4,99€
Acquista qui: ebook

Trama: Alyssa Gardner ha il dono di poter sentire i sussurri dei fiori e dei bruchi. Peccato che per lo stesso dono sua madre è finita in un ospedale psichiatrico. Questa maledizione affligge la famiglia di Alyssa fin dai tempi della sua antenata Alice Liddell, colei che ha ispirato a Lewis Carroll il suo Alice nel Paese delle Meraviglie. Chissà, forse anche Alyssa è pazza, ma niente sembra ancora compromesso, almeno per ora. Quando la malattia mentale della madre peggiora improvvisamente, Alyssa scopre che quello che lei pensava fosse solo finzione è un’incredibile verità: il Paese delle Meraviglie esiste davvero, è molto più oscuro di come l’abbia dipinto Carroll e quasi tutti i personaggi sono in realtà perfidi e mostruosi. Per sopravvivere, Alyssa deve superare una serie di prove, tra cui asciugare il lago di lacrime di Alice, rimanere sveglia all’ora del tè soporifero, domare un feroce Serpente. Di chi potrà fidarsi? Di Jeb, il suo migliore amico, di cui è segretamente innamorata? Oppure dell’ambiguo e attraente Morpheus, la sua guida nel Paese delle Meraviglie?
«Chi è alla ricerca di brividi, conditi da un pizzico di storia d’amore, troverà pane per i suoi denti.»
«Una visione decisamente oscura delle fantasie di Alice, resa ancora più avvincente da una sfida romantica, uno sfondo psichedelico e un tot di violenza in più rispetto all’originale di Carroll.»


Questo libro è un insieme di oh mio dio! e ma che diamine...?! e e quello cos'era?!?
E di tante altre cose, a dire la verità, perché Splintered (mi rifiuto di chiamarlo col suo nome italiano) contiene innumerevoli, affascinanti assurdità che necessitano ciascuna di una propria definizione per essere capite.
Non a caso, il libro di debutto di A.G. Howard è un efficacissimo remake di Alice nel Paese delle Meraviglie; e la prima cosa che posso sottolineare con certezza è il come questo romanzo sia capace di mostrarsi perfettamente coerente e al contempo opposto alla storia originale di Lewis Carroll. Se quella di Alice sembra una fiaba eccentrica, Splintered non è da meno. Ma ciò che lo rende un romanzo tanto riuscito è la sua capacità di evocazione, di fedeltà e insieme rinnovo rispetto al suo avo, di personalizzazione totale in tutto ciò che conta, fuorché per la trama principale- rimane pur sempre Alice, no?
La protagonista è una sua versione moderna, inquieta, sfacciata e inarrestabile; tutto ciò che l'Alice dell'immaginario comune ha vissuto nella sua paradossale avventura, nella vita di Alyssa si ripresenta sotto forma di allucinazioni, discussioni con piante e insetti e una madre "pazza" che ha forse tentato di ucciderla, o forse no. Quella di Splintered è una Alice che ha ancora lunghi capelli biondi e occhi di un ghiaccio celestiale, e nel contempo del tutto modernizzata, con spessi strati di eye liner nero, una passione smodata per le rampe da skateboard del Sottomondo e una fissazione morbosa per un'arte vagamente inquietante. Ed è così che la storia si apre, insetti morti e infilzati che, sotto le mani di Alyssa, diventano un nuovo quadro, un disegno evanescente di luoghi altrettanto indefiniti; un modo di fare arte per cui insolito è un aggettivo inefficace, ma che come si affretta a spiegare la stessa Alyssa, le è indispensabile per non impazzire. Gli insetti le parlano, e così fanno le piante, ma ammettere di esserne consapevole vorrebbe dire accettare che la follia della madre, Alison, è reale. Peggio, che le due condividono quel destino che ha segnato un'interna generazione di donne Liddell, a partire dalla sua quadrisavola, apparentemente l'Alice che ha ispirato Carroll.
Il Paese delle Meraviglie prende piede nel mondo di Alyssa, s'insinua nella sua vita, la mette in pericolo e la confonde; inoltre, qualcuno, da quel mondo in cui forse anche lei è stata, più di una volta, sta tentando di raggiungerla. E nel percorso che la porterà dritta verso questa misteriosa guida, Alyssa si ritroverà a camminare mano nella mano con il suo migliore amico, Jeb, fino alla tana del coniglio.

martedì 3 febbraio 2015

Recensione Il primo bacio a Parigi di Stephanie Perkins!

Vi ripropongo la mia recensione di questo splendido romance in occasione dell'uscita italiana del libro!

Passerò l'intera giornata a sognarti al mio fianco, pensa Bliss, immersa nelle emozioni che Anna and the french kiss - Il primo bacio a Parigi di Stephanie Perkins le ha dato, ricordando la perfezione di Etienne St. Clair.
Ho amato alla follia questo libro, perché nella sua semplicità e dolcezza mi ha colpita, travolta e abbagliata completamente, e adesso sto qui con i cuoricini volanti attorno alla testa e un sorriso sognante rivolto al ragazzo che ha conquistato il mio cuore. Cercatevi un altro Valentino, Etienne è mio!

Anna and the French kiss - Il primo bacio a Parigi
Stephanie Perkins
DeAgostini 
400 pagine
Uscito oggi 3 Febbraio 2015 in Italia
14,90€
Acquista qui: cartaceo

Anna è impaziente di iniziare il suo ultimo anno ad Atlanta, dove ha un buon lavoro, una migliore amica leale, e una cotta per un ragazzo sul punto di diventare qualcosa di più. È per questo che lei è meno che entusiasta di essere spedita in un collegio a Parigi -fino a quando non incontra Étienne St. Clair. Abbigliamento elegante, affascinante, bello, Étienne ha tutto... compresa una ragazza seria.
Ma nella Città delle Luci, i desideri hanno la possibilità di avverarsi. Potrà un anno di romantici quasi-incidenti terminare con il tanto-atteso bacio alla francese?


Desideravo leggere questo libro da quando mi ci sono scontrata per caso, su un blog di cui non ricordo il nome. Tutte le volte che lo sentivo nominare o ne leggevo il nome, mi ripetevo devo leggere, l'ho scritto in wl e non posso non farlo, la curiosità mi sta mangiando viiivaaa. E dopo che una carissima amica, molto insistentemente, mi ha ordinato minacciato costretto consigliato di leggerlo, mi sono decisa. Ho messo da parte le altre letture e ho iniziato questo benedetto Anna and the French kiss. Con un nome così, un po' strano da dare ad un libro, eppure simpatico e intrigante, non poteva non attirare l'attenzione della sottoscritta. E poi, andiamo, è San Valentino! La feste degli innamorati! Il mio onomastico! Non è che la cosa mi entusiasmi, anzi, sono troppo cinica per una festa simile, però l'atmosfera influenza anche me, che sotto sotto sono una romanticona, e questa era sicuramente la lettura perfetta per trattenere e stringere a me l'euforia dell'amourrrr. La Perkins, per fortuna, mi ha mandato una protagonista così... così timida, divertente, critica e di un drammatico da dare alla testa(!!) che non potevo resisterle! E questo fin da subito, dal primo rigo della prima pagina del primo capitolo! Nonostante stia andando in Francia, Anna non sa nulla su di essa. Nulla. A parte qualche inutile nozione generale studiata o sentita chissà dove, il nuovo percorso che sta per intraprendere sembra portare ad un vicolo cieco. Tutta colpa del padre, famosissimo scrittore di deprimenti bestseller diventati film, che l'ha iscritta in un collegio americano in Francia. Per un anno. Da sola. Con la scusa che questa rappresenterà per lei un'esperienza importante. E nel momento in cui si ritroverà nella camera vuota del dormitorio in cui vivrà, l'unica cosa in grado di soffocare il panico che affiora in lei è l'interruzione da parte di una ragazza, Meredith, la simpatica vicina di stanza con anelli su tutte le dita, e lo scontro con Etienne St. Clair, il Bellissimo Ragazzo del Corridoio che strega il suo cuore fin dal primo sguardo color nocciola -peccato che sia già impegnato, argh! Meredith farà conoscere ad Anna Rashmi e Josh -altra coppia!-, permettendole di instaurare degli pseudo legami in un luogo in cui non vorrebbe nemmeno rimanere. Da quel momento, Anna imparerà a conoscere la Francia e a rivedere la sua posizione in merito a quest'opportunità, ma soprattutto dovrà vedersela con i morsi della gelosia, dei sensi di colpa e dell'amore, che non le daranno tregua nel bene e nel male.

Anna mi è piaciuta immediatamente, fin dalla prima risata che ha suscitato in me. Nonostante la condizione impostale dal padre non le vada proprio giù, non passa tutto il suo tempo a lamentarsene o a deprimersi. Si alza ogni giorno parlando con chi le rivolge l'attenzione e navigando nei suoi pensieri, fra la nostalgia di casa e l'iniziare a conoscere la cerchia di compagni che l'hanno accolta con sé. Ci vuole un po' perché leghino davvero, e l'impalpabile diffidenza dei primi giorni via via si assottiglia sempre di più fino a sparire. L'ironia che la contraddistingue è frizzante e spassosa, smorza la lieve rassegnazione con cui si abbandona alla nuova routine francese senza celare la malinconia e le incertezze che ogni tanto bussano alla sua porta. Nei suoi momenti di maggior ilarità appare risoluta e un tantino melodrammatica, che è sicuramente il tratto del suo carattere che ho preferito di più. A volte era così assurda! Con le sue frasi piene di congiunzioni, parole dette di fretta o rinchiuse a forza nella sua testa, Anna è un vero peperino, dolcissima e irresistibile, titubante e determinata, strana ma divertente, e conoscere la storia con lei è sta un piacere per me -e il mio cervello e il mio cuoricino, che non la smetteva proprio di far comunella con quello di Anna e partire al galoppo. Sarà per questo che il meraviglioso Etienne le scocca più di un'occhiata furtiva? Al posto suo mi sarei liquefatta sul terreno. St. Clair è perfettamente consapevole degli sguardi delle altre ragazze su di lui, ma è incredibile il modo in cui nemmeno ci fa caso, mostrandosi gentile e neutrale con tutti, tranne che con i suoi amici. Non è il tipo di ragazzo che definiresti arrogante o vanitoso per questo, piuttosto indifferentemente conscio di sé, carismatico, educatissimo; e ancora, tremendamente tenero e giocoso, simpatico e ammiccante, intenso e accorto. La mia infatuazione per lui è stata immediata, si che ne sentivo parlare ininterrottamente da giorni vero, Frannie?!?!.
E insieme... o buon dio dei libri, cosa sono questi due insieme! Ridono e parlano e si guardano e imparano a conoscersi e sono così adorabili e appassionanti e perfetti che l'euforia ha letteralmente mandato in tilt qualsiasi mia parvenza di calma e compostezza! Imprecavo, invocavo e speravo e sospiravo, piangevo e sorridevo come un'idiota! Si affezionano l'un l'altra nonostante Etienne abbia la ragazza e Meredith abbia un'evidente cotta per lui -cose che, potrete immaginare, dovrebbero renderlo off-limits per Anna. Quando lui mostra i primi segni di gelosia, quasi non stavo più nella pelle mentre di nuovo l'euforia totale annebbiava ogni altro pensiero!
Per cena, avrei programmato un incontro con il distributore automatico del dormitorio. Non è ben fornito, ma posso far funzionare la cosa. 
"Questo è ciò che pensavo," dice St. Clair quando non rispondo. Scuote la testa. Tra i suoi capelli scuri e disordinati ci sono alcuni riccioli oggi. E 'abbastanza mozzafiato, davvero. Se ci fosse un concorso olimpico di capelli, St. Clair vincerebbe totalmente, a mani basse. Dieci-punti-oh. Medaglia d'oro.

Scrollo le spalle. "E' stata solo una settimana. Non è un grosso problema."

"Sorvoliamo i fatti ancora una volta", dice Josh. "Questo è il tuo primo week-end lontano da casa?" 

"Sì." 

"Il tuo primo fine settimana senza la supervisione dei tuoi genitori?" 

"Sì." 

"Il tuo primo fine settimana senza la supervisione dei tuoi genitori a Parigi? E lo vuoi trascorrere nella tua camera da letto? Da sola?" Lui e Rashmi si scambiano sguardi impietositi. Guardo St. Clair in cerca d'aiuto, ma lo trovo che mi fissa con la testa inclinata di lato. 

"Cosa?" chiedo, irritata. "Minestra sul mento? Fagioli verdi tra i denti?" 

St. Clair sorride a se stesso. "Mi piace la tua striscia," dice infine. Si sporge e la tocca con leggerezza. "Hai dei capelli perfetti."
L'atmosfera magica di Parigi rende il legame fra loro qualcosa di altrettanto incredibile e magnetico, come se ad un certo punto non se ne potesse più fare a meno. C'è qualcosa in loro -forse l'educata dolcezza ed esuberanza di Etienne o l'ironia e la riservatezza di Anna- che incastra perfettamente le loro essenze e li fa brillare come le ammalianti luci della città. I brevi ma intensi momenti che passano insieme, sorridendosi e guardandosi, coscienti che qualcosa nella loro già meravigliosa amicizia sta cambiando -o che forse è sempre stato così-, hanno un solo problema. Il fantasma incombente di Ellie, la ragazza di St. Clair, che proprio non riuscivo a sopportare, finché non l'ho incontrata. A quel punto la odiavo irrimediabilmente. Etienne scherza con Anna, flirta con lei, e la loro intesa è palpabile e profonda, motivo per cui più di una volta avrei voluto strozzarlo, troppo frustrata per capire le sue motivazioni. Insomma, è ovvio che Anna ti piace, e che tu piaci a lei. Ergo, molla Ellie! Mi piace moltissimo il modo in cui l'autrice contrappone la fugacità degli istanti che condividono, piccole perle incorruttibili ed emozionanti, con la calma e il disincanto con cui Etienne affronta la faccenda. E' come se lui tentasse di tener separate le due cose, anche se pian piano si accorge di non potersi più permettere di farlo, e allo stesso tempo, per entrambe, maturasse una certa incertezza che porta poi allo scoperto i suoi sentimenti. Lentamente, ho avuto modo di scoprire un altro lato di Etienne, più sensibile e insicuro, così delicato e commovente da spezzare il cuore e contemporaneamente farlo battere più veloce. La difficile situazione familiare che si ritrova ad affrontare lo avvicinerà ad Anna molto più che come amico, e più quest'affinità si faceva evidente, più il modo in cui continuavano a nasconderla, con frustrante dolcezza, mi faceva uscire fuori di testa.
Fa un passo sulla stella rame-bronzo dopo di me e chiude gli occhi. Capisco che deve star esprimendo un desiderio su sua madre, e mi sento in colpa per non aver pensato anch'io a lei. I miei pensieri sono solo per St. Clair.
Perché è impegnato? Le cose sarebbero state diverse se l'avessi incontrato prima di Ellie? Le cose sarebbero differente se sua madre non fosse malata?

Ha detto che sono bellissima, ma non so se stava flirtando, il suo modo di essere amico-con-tutti, o se ciò veniva da un qualche luogo più personale. Vedo lo stesso St. Clair con cui tutti hanno a che fare? No. Non penso sia così. Ma potrei sbagliarmi sulla nostra amicizia per qualcosa di più, perché io voglio che sia qualcosa di più.

lunedì 22 dicembre 2014

Recensione The Retribution of Mara Dyer di Michelle Hodkin.

Non ci sono spoiler per quasi tutta la recensione, e quelli presenti sono stati nascosti.
FINITO. Gente, sono in vacanza da oggi, preparatevi ai post di fine anno. YUPPI. Vacanze di Natale! Evviva! Peccato debba comunque studiare un mucchio di cose, ma ho tempo e... si, mi ridurrò all'ultimo minuto, come ogni anno. Come sono iniziate le vostre vacanze? Le mie con gli ultimi capitoli di The Retribution of Mara Dyer di Michelle Hodkin, capitolo conclusivo della trilogia e... finale spaventosamente figo e un pochino deludente. Capirete leggendo, se vi va. Per tutti quelli che hanno letto il libro... GENTE. DISCUTIAMONE, VA.

The Retribution of Mara Dyer
Michelle Hodkin
472 pagine
Uscito il 4 novembre 2014 in America, inedito in Italia
13,49€ - 7,16€ ebook
Acquista qui in inglese: hardback, paperback e ebook

Trama (tradotta da me, citate se prendete):

Mara Dyer vuole credere che c'è più delle bugie che le hanno raccontato.
E' così.
Non smette di pensare al luogo in cui potrebbe portarla la ricerca della sua verità.
Ma dovrebbe.
Non ha mai pensato a quanto lontano sarebbe arrivata per vendetta.
Lo scoprirà.
I leali vengono traditi, senso di colpa e innocenza s'ingarbugliano, e destino e possibilità si scontrano in questa scioccante conclusione per la storia di Mara Dyer.
La punizione è arrivata.

Lasciando perdere il fatto che mi c'è voluta una vita per finirlo, perché fra scuola e il resto... beh, non c'è nemmeno bisogno che lo precisi tutte le volte, no?
Ho ripreso i primi due libri, scorrendone le pagine, riepilogando la storia, i dettagli e i profili dei vari personaggi nella mia testa, per poi avventurarmi fra le pagine di The Retribution of Mara Dyer. E' come se non fosse passato nemmeno un giorno dall'ultima parola letta. Ho preso in mano questo libro ed ero già lì, con Mara, accanto a lei, stesa e completamente drogata, in balia della Dottoressa Kells e Wayne e dei loro folli, logicissimi esperimenti sul cervello di Mara. Un partenza agghiacciante e decisamente d'impatto, che ha impiegato poco tempo nel trascinarmi nel suo ritmo folle e irregolare.
Poi l'evasione. La prima parte del libro si connota in eventi che, personalmente, sono stati difficili da prevedere (evade o no? uccide o no? lo fa, lo pensa, lo dirà o no?). Eravamo arrivati ad un punto in cui poteva succedere di tutto; eppure, semplicemente, Mara trova Stella e Jamie e i tre scappano, dopo che la nostra protagonista ha un po' sfogato la sua... mh, mania compulsiva. Indovinate su chi?
Il loro viaggio alla ricerca di risposte -e di Noah- li farà spostare dall'Horizon alle loro case a New York, e accadranno moltissime cose che si daranno svariate quantità di pezzi da aggiungere al puzzle che compone la figura finale, quella che ci permetterà finalmente di comprendere il disegno dell'intera serie per come è stato visto dall'autrice.
La trama si snoda in maniera chiara e abbastanza uniforme, è priva di salti improvvisi e segue i diretti pensieri e ragionamenti dei personaggi -e, di conseguenza, quelli del lettore. Oh, non vi perderete nulla, tranquilli. Sarà tutto nero su bianco, ogni scena bilanciata perfettamente secondo il target a cui appartiene il libro... più o meno. Perché, preparatevi, certe scene fanno davvero fremere il sangue e venire la pelle d'oca. Eccome.

domenica 23 novembre 2014

Recensione Silver - La porta di Liv di Kerstin Gier.

Ce l'ho faaaattaaa! La scuola non mi impedirà di leggere e postare! *Si attacca al blog come una cozza* E così ho da poco finito Silver - La porta di Liv di Kerstin Gier, secondo capitolo della Trilogia dei sogni iniziata lo scorso anno con il primo Silver. Beh, che dire... per certi aspetti mi è piaciuto di più, per altri meno, e il mio giudizio è molto frustrato -si colloca non nei meandri del mio criticismo sadico e nemmeno nella mie più vivaci capacità di esprimere la mia esuberante approvazione.

Silver - La porta di Liv
Kerstin Gier
Corbaccio
380 pagine - ebook
Novembre 2014
9,99€ (ebook)
Acquista qui: ebook

Trama: Liv è sconvolta: Secrecy, la misteriosa autrice del blog più frequentato della scuola, conosce i suoi segreti più intimi. Come è possibile? E cosa le nasconde Hanry, il suo «fratellastro» da quando la mamma di Liv è andata a vivere con il padre di lui, trascinando anche Liv e la sorellina Mia in questa nuova avventura? Ma soprattutto, quale presenza oscura si aggira nottetempo negli infiniti corridoi del mondo dei sogni di Liv, un mondo che incredibilmente condivide con altre persone? E cosa significano gli improvvisi episodi di sonnambulismo di Mia? Incubi, misteriose apparizioni, cacce notturne, non favoriscono certo i sonni di Liv che di giorno, inoltre, è alle prese con una nuova famiglia decisamente complicata anche se con personaggi molto intriganti a partire da Henry per arrivare alla vecchia nonna. E con il fatto che ci siano in giro parecchie persone che hanno ancora dei conti in sospeso con lei, di giorno e di notte…


E anche il secondo capitolo della serie Silver si è concluso. Purtroppo non poso dire di aver riscontrato miglioramenti in quei piccoli dettagli contro cui mi ero scontrata nel primo libro; il mio stesso atteggiamento nei confronti di questa nuova trilogia è piuttosto differente da quello che aver tenuto nei tre anni in cui aspettavo di poter ultimare la splendida Trilogia delle Gemme. Se in quella, ogni libro era una rivelazione, ogni azione sembrava ben studiata, piena di secondi fini, divertente e drammatica allo stesso tempo, non posso fare a meno di continuare a pensare a questo secondo lavoro dell'autrice coma ad una parodia/copia mal riuscita della prima. E mi dispiace tanto doverlo dire.
In generale, i libri presentano contenuti esilaranti, personaggi ben studiati, una trama che si delinea con chiarezza e qualche furbata che danno quel rinfrescante tocco di novità alla narrativa per ragazzi. Ritroviamo Liv, che ormai si destreggia fra porte, corridoi e sogni davvero bizzarri, alle prese con la stanchezza continua per le frequenti incursioni notturne, la sua famiglia fin troppo problematica, la gossip-blogger Secrecy, che non smette di dire ogni singola e sorprendentemente precisa cattiveria su di lei e i suoi compagni di scuola; e Arthur, che dopo il tradimento del primo libro viene tenuto a distanza da lei, Grayson e Henry, nonché Henry stesso, il ragazzo con cui Liv ha una relazione, ma che le sta chiaramente nascondendo qualcosa.
Gli ostacoli sono tanti, la frequenza con cui si abbattono su di lei sempre più alta, e beh... non posso dirvi molto altro senza calarmi nella versione andiam-andiam-andiamo-a-fare-SPOILER, perciò passiamo alla fase successiva della recensione.
Lascerò la parte divertente per dopo -dico solo HENRY-, perciò annoiamoci un po' con qualche considerazione intelligente (?)

sabato 8 novembre 2014

Recensione Die for Me di Amy Plum.

Cavolo se mi mancava scrivere qualche recensione... peccato che si tratti di un abbastanza negativa. Ho finito Die for Me di Amy Plum dopo settimane che me lo portavo dietro fra compiti, compiti, COMPITI esasperanti, e se da un lato ammetto che sia stato utilissimo per staccare un po' dal mondo scolastico, dall'altro avrei preferito si trattasse di una lettura un po' più... stimolante? Capita che un libro non rispecchi i personali bisogni di un lettore, e questo sicuramente non rientrava nei miei, nonostante la trama interessante.

Die for me (Revenants #1)
Amy Plum
DeAgostini
416 pagine
14 Ottobre 2014
14,90€
Acquista qui: cartaceo

Trama: Quando i genitori di Kate e Georgia muoiono in un incidente stradale, la vita delle due sorelle viene stravolta e le ragazze sono costrette a trasferirsi a Parigi dai nonni. L’unico modo che ha Kate per soffocare il dolore è rifugiarsi tra le pagine dei libri che ama di più. Fin quando non incontra Vincent.
Bello, misterioso e affascinante, Vincent scioglie a poco a poco il ghiaccio attorno al cuore di Kate che si innamora perdutamente di lui. Ma Vincent non è un ragazzo come gli altri: è un Revenant, un vero e proprio angelo custode, destinato a sacrificare la propria vita per salvare le anime in pericolo, e a risvegliarsi tre giorni dopo la morte, in un circolo senza fine.
Kate si ritrova quindi davanti a una scelta difficilissima: proteggere ciò che rimane della sua esistenza e della sua famiglia... oppure rischiare tutto per un amore impossibile?



Questo libro è stata una vera sofferenza. Non esattamente dall'inizio alla fine, perché c'erano punti in cui la lettura scorreva nei minimi dell'accettabile, ma per buona parte mi sono davvero dovuta sforzare di non chiudere il libro e lasciarlo a un quarto, metà, tre quarti. Prima che me ne accorgessi, sono arrivata alla fine. Die for Me è un po' il prototipo perfetto della non-letteratura di cui parla spesso la mia prof, quella che rovina le menti dei giovani perché fatta solo per puri scopi commerciali e di svago, senza alcun significato. Ma lei è una rognosa donna di mezz'età, e non c'è molto che potrebbe dire capace di attirare la mia attenzione si vede che ce l'ho a morte con lei?. Insomma, la letteratura può essere solo d'alta classe? Il fantasy odierno non va mica buttato nella spazzatura solo perché non è I Promessi Sposi o Il fu Mattia Pascal.
Indubbiamente, però, ci sono storie piuttosto banali che sbarcano sul mercato e conferma questa tesi. E dato che il mercato comanda...
Personalmente, però, questo libro non è riuscito a soddisfarmi. Perché costringersi a leggere un romanzo che non sta evidentemente soddisfando i requisiti?, vi chiederete. Diciamo che mi lasciavo trascinare da quei momenti in cui le cose mi facevano provare una certa curiosità verso i capitoli successivi, tenendo duro in quelli privi di senso e di logica in modo esagerato. E' una cosa molto comune, no?: trovare un libro che presenta una trama interessante, per cui vale anche un po' di fatica iniziale, ma sviluppata in maniera inesperta, inefficace.
Il problema di Die for Me è proprio questo.
In breve, i genitori di Kate e Georgia sono morti, e le due vivono con i nonni a Parigi. Se la seconda combatte il dolore andando in giro a spassarsela con gli amici, Kate è molto più riservata, introversa, preferisce rifugiarsi nei libri, nella sua camera o nei piccoli cafe all'angolo della strada. Ed è in uno di questi che incontra lo sguardo del bellissimo Vincent, per il quale prova immediatamente uno strano fascino, un impulso, e a seguire i suoi amici Ambrose e Jules. Pochi giorni dopo, dopo occasionali incontri ed eventi -per esempio, quando stava per restarci secca a causa del crollo di un cornicione-, fa un'inquietante scoperta sul mondo di Vincent e su quello degli altri Revenant, non-morti che, grazie al loro sacrificio nel dare la propria vita per quella di qualcun'altro, hanno ottenuto una sorta di immortalità che devono scontare continuando a salvare vite.

giovedì 16 ottobre 2014

Recensione Attraverso il fuoco di Josephine Angelini.

Si, amen, sono riuscita a scrivere una recensione dopo settimane. Sappiate che non leggere fa fisicamente male. Tanto male. Ma, ecco, sto cercando di rifarmi piano piano, perciò abbiate pazienza, non vi abbandonerò -voi non abbandonate me, okay?
Insomma, quella che vedete qua sotto è la mia personale opinione di Attraverso il fuoco della Angelini, un libro che fra se e ma mi è piaciuto davvero moltissimo!

Attraverso il Fuoco
Josephine Angelini
Giunti
416 pagine
In uscita 17 Settembre 2014
16,50€
Acquista qui: cartaceo


Trama: L'amore brucia, i mondi si scontrano, la magia regna.
Finalmente è arrivato il momento che Lily aspettava da una vita: Tristan, il ragazzo più bello e corteggiato di Salem, l’ha invitata alla festa del liceo. Proprio lei, timida e impacciata, che non ha mai partecipato a un party a causa delle devastanti crisi allergiche di cui soffre. Ma quando alla festa Tristan bacia un’altra ragazza, Lily viene scossa da violente convulsioni proprio di fronte a tutti i suoi compagni di scuola. Dopo questa insopportabile umiliazione vorrebbe solo sparire… E se il suo desiderio si avverasse? Improvvisamente risucchiata in un mondo parallelo, dominato da creature spietate, Lily si ritrova faccia a faccia con la perfida Lillian, la Strega di Salem, identica a lei, solo diabolica. Con l’aiuto dell’affascinante Rowan, scoprirà a poco a poco di possedere poteri straordinari e mentre l’attrazione fra lei e il ragazzo diventa innegabile, la furia di Lillian esplode come un tornado e lo scontro con la potentissima gemella non può più essere rimandato: riuscirà Lily a sconfiggere le forze del Male visto che la sua acerrima nemica è proprio... lei stessa? MAGIA, AVVENTURA, INTRIGHI E PASSIONE: TUTTI GLI INGREDIENTI CHE HANNO RESO CELEBRE JOSEPHINE ANGELINI IN UN NUOVO, IMPERDIBILE ROMANZO.

E quindi, parliamone.
Zia Josie è una delle mie autrici preferite. Dopo essermi completamente innamorata della serie Awakening, la consapevolezza che presto sarebbe uscito un altro suo libro, per di più primo di una trilogia, non mi lasciava molta scelta: dovevo averlo. Che è appunto il motivo per cui sto scrivendo questo post. Attraverso il fuoco è ovviamente un paranormal, ma è il mio genere di paranormal preferito. Essendo un tipo che spessissimo, circa 10-20 volte nell'arco di una giornata, rianalizza tutto quello che fa chiedendosi e se, ma, o anche, per esagerazione, cose come se abitassi in un altro mondo, sono molto attratta dal concetto di universo parallelo.
Però non mi sarei amalgamata tanto facilmente come invece è stato per Livy. La nostra protagonista, nel suo mondo, è gravemente malata. Sembra aver sviluppato una sorta di allergia a tutto ciò che le sta attorno, e le sue continue crisi e attacchi di febbre ne sono la manifestazione. I dottori non hanno idea di quale sia il problema, e la sua vita pericolante si dirama fra la scuola, l'interesse per la scienza, la *coff coff* forte *coff coff* amicizia con il suo migliore amico Tristan e il bel legame che ha con la sorella, Juliet. Del padre è rimasta solo un'ombra, quanto alla madre... la follia di Samantha è ben nota nella piccola cittadina di Salem, ed è anche il motivo alla base della disgregazione della famiglia. Proprio come per lei, nessuno è mai riuscito a capire quale fosse la vera causa dei deliri della madre, ma a Lily succede qualcosa di talmente incredibile da dare una vera motivazione a quella pazzia e una soluzione alla malattia che potrebbe ucciderla.
Finisce in un'altra Salem.
Una Salem particolarissima, maestosa e insieme sinistra, antica e al contempo moderna, in cui Juliet indossa abiti lussuosi, Tristan non è un donnaiolo insensibile (ma non proprio), sua madre si è suicidata e Lily... Lillan è una Strega. Cattiva, detestata e temuta, a quanto sembra, la stessa che l'ha rapita dal suo mondo in momento di debolezza, trascinandola in quella grande città moderno-medioevale in cui i palazzi sono a forma di spirale, svettanti verso l'alto, domati dalla natura che ne abita la superficie come rampicanti, e le persone usano strani ciondoli per amplificare la propria magia. E allora ho iniziato a chiedermi se Lily volesse ancora tornare a casa, dato che la sua "malattia", lì, la rende la più potente, al pari dell'altra se stessa.

sabato 20 settembre 2014

Recensione The One di Kiera Cass.

Aaah! Dovevo completare questa recensione e ci sono finalmente riuscita! Un po' sorridente, un po' delusa, ho finito il terzo volume della serie The Selection di Kiera Cass. Con The One dovevano concludersi le vicende relative a questo modo, ma l'autrice sembra non averne ancora abbastanza e potremo leggere prossimamente nuove storie. Curiosi di sapere quali? Andate QUI!

The One
Kiera Cass
Sperling & Kupfer
324 pagine
9 Settembre 2014
16,90€
Acquista qui: cartaceo

Trama: La Selezione che ha cambiato per sempre la vita di trentacinque ragazze sta per concludersi. E l’emozione e la confusione del primo giorno, quando America Singer ha percorso la scalinata del Palazzo, sono ormai solo un ricordo. Di certo America non avrebbe mai immaginato di arrivare così vicino alla corona, o al cuore del principe Maxon. Eppure per lei non è stato facile. Divisa tra i suoi sentimenti per Aspen, guardia a Palazzo e suo primo amore, e la crescente attrazione per Maxon, ha dovuto lottare con tutta se stessa per essere dov’è ora. A un passo dalla fine della Selezione, America però non può più permettersi incertezze. Deve scegliere. Prima che qualcuno lo faccia per lei.


Dopo il boom finale di The Elite che, sebbene non completamente degno di buoni commenti, aveva promosso un'America (si, la protagonista) capace di tirar fuori un po' di grinta al di fuori del penoso-ma-non-proprio triangolo amoroso con Aspen e il Principe Maxon, ero curiosissima di scoprire se finalmente l'aspetto distopico avrebbe acquistato un po' di rilievo rispetto al suo posto nelle retrovie. O meglio, nel lontano, remoto sfondo, come distorto da un caldo afoso che rende il lettore (rendeva me) impaziente di togliersi questo peso di dosso e scoprire che ne sarebbe stato di loro -e del mondo per com'è ora combinato nella serie.
Ed ecco che ho iniziato The One. America ha combinato uno dei suoi più celebri pasticci, ma così facendo ha anche dato il via ad un meccanismo a doppio taglio, un gioco fra corona e ribelli che chi lo sa come sarebbe finito. Ma ci sono ancora moltissime domande senza risposta, ed è a questo che serve l'ultimo libro. Il re la odia, la regina sembra una dolce marionetta, Maxon fa il Principe con tutte, ma guarda lei sola in quel modo tutto speciale che farebbe arricciare i piedi per essere le più penosa delle performance da eroe. Ma si, sono sempre stata team Maxon, non avrei cambiato idea adesso per favorire quell'Aspen. Mi viene la ridarella solo a nominarlo, povero ragazzo.
Sono rimaste in quattro, e questo fa di America un membro dell'Elite, ma con il re così ostile e la fiducia di tutti verso di lei appesa al filo di un rasoio, solo un intervento miracoloso potrebbe salvarla. Eppure, sono tutti così stupidi, lei compresa, da intravedere i semi di una vera principessa, per non dire regina, in lei.
Ah! La cieca sarò io, dunque, Così, fra un attacco dei ribelli Sudisti, un incontro con i Nordisti, piccoli moti di gelosia, rabbia, diffidenza e varie lavate di capo, le cose sembrano essere indecise se andare volutamente a rotoli (perché tanto nelle mani di America non starebbero tanto meglio), o provare a creare qualcosa di buono. C'è una buona percentuale di entrambe, e mentre America si dispera nell'indecisione, nell'incapacità di rivelare i suoi sentimenti e nel ritrovare il favore del pubblico, varie domande si agitano inquiete fra le pagine. Domande suoi ribelli, sul passato di Illéa e della famiglia reale. Sui Nordisti, in particolare, e la loro improvvisa proposta di sostegno, sulla reazione esageratamente irosa del re a tutto ciò che accade. E, ovviamente, su chi ricadrà la scelta di Maxon.

mercoledì 10 settembre 2014

Recensione The Iron Trial di Cassandra Clare e Holly Black (NO SPOILER).

Finito due giorni fa. E quanto mi manca questo libro! Anche se l'ho appena finito sento un'incredibile nostalgia di tutti i personaggi, ma soprattutto dei luoghi che fanno di The Iron Trial un libro così magnetico, particolare. Ancora una volta, come se ne avessero bisogno, Cassandra Clare e Holly Black ci sbattono in faccia il loro incredibile talento, che si tratti di YA o libri per bambini. In qualche modo, ciò che scrivono ha della magia in sé.

The Iron Trail
Cassandra Clare e Holly Black
In Italia edito da Mondadori Chrysalide per novembre
295 pagine
In uscita 9 Settembre 2014 (America)
Acquista qui: cartaceo e ebook (entrambi in lingua)

Trama (tradotta da me, citate se prendete): Dalle autrici bestseller del Nw York Times Holly Black e Cassandra Clare, arriva un'avvincente nuova serie che sfida ciò che pensate di sapere sul mondo della magia.Dalle due creatrici di bestseller superstar, una collaborazione abbagliante e magica centrata sugli studenti del Magisterium, un'accademia per quelli con una propensione verso la magia. In questo primo libro, un nuovo studente arriva al Magisterium contro la sua volontà -perché è destinato ad essere un potente mago, o la verità è più contorta di così? E 'un viaggio che vi farà rabbrividire, vi sorprenderà, e vi farà fare domande sulla netta distinzione di solito fatta tra il bene e il male.

Oh, cavolo! Non ci credo che sto recensendo questo libro! Attendevo con impazienza la sua uscita dal momento in cui ho scoperto che era solo un progetto! Sto letteralmente andando a fuoco per l'entusiasmo!!
*cerca di prendere respiri profondi*
*non riesce a smettere di ridere come una scema*
Quando si tratta della Clare sono sempre emotivamente instabile, non me ne vogliate. Tanto ormai lo sapete! Ma oggi non sono qui per parlarvi di Shadowhunters, nossignore. Sono qui per parlarvi di The Iron Trial, romanzo scritto in collaborazione con quell'altra sadica meravigliosa della Black. Non sarei mai riuscita ad attendere l'uscita italiana, anche se di un paio di mesi più lontana, perciò mi sono fiondata sulla versione inglese (qui potete leggere prologo e primo capitolo).
Non mi ha fermata il target, perché anche se indirizzato a lettori più giovani, è stato detto più e più volte dalle autrici che chiunque avrebbe potuto leggerlo, con un po' di spirito d'avventura; né le ovvie similitudini con Harry Potter, per cui molti probabilmente saranno preoccupati. In qualche modo, sapevo sarebbe stato diverso -più adulto, almeno nello stile. Ho letto solo il primo libro della Rowling e so per certo che, in quanto a modo di scrivere, sono lontane anni luce. Quello della Clare e della Black è certamente più dettagliato, elegante e ricco di sfumature, e forse per questo un po' più difficile da digerire per lettori troppo giovani. Ciò non significa che non lo si possa leggere, piuttosto il contrario. L'inizio accompagna nella storia e invoglia la lettura, attira l'attenzione in maniera inevitabile. Il mondo di Magisterium non è fatto di soffitti magici, illusioni o altro; è oscuro, entusiasmante, intrigante. E inizia con una convocazione, a cui molti bambini rispondono credendo di poter entrare a scuola di danza, musica, equitazione, per poi ritrovarsi in cavarne sotterranee con libri dalle domande assurde, penne con litri d'inchiostro, adulti dall'aria attempata -pardon, Master. Eppure, tutto ciò che Callum deve fare è fallire. Non è difficile, per uno come lui, un po' rozzo, combina guai, iperattivo e incapace di tenere a freno l'orgoglio, e non può permettersi di sbagliare, perché è lì -nel Magisterium- che accadono le cose più terribili, lì dove anche i suoi genitori hanno studiato. Ma sua madre è morta, e suo padre è ben deciso a tenerlo lontano da quel posto per ragioni un po' caotiche agli occhi di Call. In qualche modo, però, indipendentemente dal suo pessimo risultato, Callum viene scelto da Master Rufus, uno dei maghi più potenti della scuola, insieme a quelli che diventeranno i suoi compagni e amici, Tamara e Aaron, per entrare nel Magisterium. E da qui, ovviamente, l'avventura ha inizio.

martedì 9 settembre 2014

Recensione in anteprima: Scommessa d'amore di Katie McGarry.

Buongiorno genteeeeee! Notizia bomba: lunedì ricomincerà la scuola. Okay, fa veramente schifo come notizia, ma dovevo condividere il mio dolore con voi. Che qualcuno mi aiuti! ç__ç
A parte questo, come vedete sono una delle fortunate cinque blogger che hanno avuto l'opportunità di leggere Scommessa d'amore, secondo libro della serie Pushing the limits di Katie McGarry, durante l'ultimo periodo delle vacanze estive. E che lettura! Amo quest'autrice e le lettrici più accanite ricorderanno sicuramentissimamente Noah ed Echo. Quelli di cui leggerete di seguiti sono i loro eredi dalla testa dura e il cuore traboccante di sentimenti, per cui preparatevi. Ryan sarà un'altra pugnalata al cuore, della serie "ma perché diamine non sono un personaggio dei libri anch'io?!".

Scommesse d'amore
Katie McGarry
DeAgostini
464 pagine
In uscita 16 Settembre 2014
14,90€
Acquista qui: cartaceo - ebook

Trama: Se la verità su ciò che accade a casa di Beth Risk saltasse fuori, sua madre finirebbe in cella e lei chissà dove. Perciò, quando lo zio Scott ricompare dopo anni di silenzio e la costringe a scegliere tra la libertà di sua madre e la propria felicità, lei accetta di tornare nella sua città natale e abbandonare i suoi due migliori amici, Noah e Isaiah. Ryan Stone è una promessa del baseball e un brillante scrittore. La sua "perfetta" famiglia nasconde un segreto, qualcosa che non ha mai rivelato a nessuno, nemmeno al gruppo di amici con cui è solito divertirsi giocando a sfidarsi alle imprese più pazze. L'ultima scommessa riguarda la bellissima e scostante studentessa che si aggira come un pesce fuor d'acqua nei corridoi della scuola. A Ryan non piace perdere e ce la mette tutta per riuscire nell'impresa di portarla fuori... ma ciò che nasce per gioco si trasforma ben presto in un'attrazione a cui né lui né Beth sapranno resistere.

Dopo essermi innamorata pesantemente di Noah in Oltre i limiti, non ero sicura che sarei riuscita a leggere di altre coppie. Sentivo una specie di malessere, no?, come se in qualche modo stessi tradendo lui ed Echo per concentrarmi su un altro duo. La McGarry ha questo suo modo di scrivere che ti fa adattare alla lettura anche se ci sono aspetti dei personaggi che non apprezzi fino in fondo, e l'avevo già notato quando Echo faceva la stupida con Luke nella prima parte del libro.
Molte autrici ormai fanno così -presentano tutti i personaggi, o quasi, nel primo romanzo, esaltando la splendida storia d'amore, ma senza mettere da parte personaggi secondari che diventeranno protagonisti in seguito. E' così che abbiamo conosciuto Beth, amica di Noah e Isaiah, pungente, insensibile e inafferrabile -abbiamo fatto il tifo per Isaiah, innamorato cotto di lei, per poi leggere la trama di Scommessa d'amore e scoprire che il pairing non avrebbe compreso lui... ma tale Ryan.
Insomma, chi diavolo è questo tipo che sbuco fuori all'improvviso e vuole scombinare tutto?
Avendo potuto leggere il libro in anteprima, mi sono presa il mio tempo per entrare nella storia e capire se non sarei mai riuscita a fuggire dall'ombra di Echo e Noah, o se al contrario la nuova coppia mi avrebbe conquistata.
Tutto inizia con una scommessa. La situazione è tesa, l'atmosfera calda e ricca di aspettativa. Lei è lì, e lui deve solo ottenere il suo numero di telefono... per non perdere contro Chris, il suo amico. Scherzosamente, in una serata qualunque, Ryan e Chris si sfidano cercando di ottenere quanti più numeri di telefono possibili, reciprocamente e con quel ghigno d'orgoglio e sfrontatezza perennemente sulle labbra. Uno stupido gioco fra ragazzi, insomma. Poi Chris indica una ragazza tutta vestiti strappati e aria da dura, e Ryan deve per forza provare a far cedere anche lei. Ma Beth è un tipo tosto, e non cade in nessuna delle tattiche da lui messe in atto.
E' un incontro così casuale che nessuno lo indicherebbe come qualcosa di importante. Beth è abituata ai ragazzi che le fanno il filo per usarla e poi buttarla via, e Ryan non sa accettare la sconfitta. Caos e perfezione, due poli totalmente opposti che però finiranno nella stessa città, nella stessa scuola, a pochi chilometri l'uno dall'altra. Questo accade perché la madre alcolizzata di Beth ne combina un'altra delle sue, e per proteggerla si fa mettere in carcere al posto suo e dello stronzo che si ritrova come compagno -un manipolatore violento che ha distrutto le loro vite più di una volta. Beth viene accolta dallo zio, Scott, e portata contro la propria volontà a Groveton, e ai ricordi della dolorosa infanzia trascorsa lì. Ed è lì che lei e Ryan si incontreranno di nuovo.

lunedì 1 settembre 2014

Recensione Deep Blue di Jennifer Donnelly.

Buon primo settembre! Serve davvero un bell'incoraggiamento, perché vuoi o non vuoi le vacanze stanno per giungere al termine -per molti sono già finite- ed è tempo di rimettersi al lavoro. Su, tiriamoci le maniche e mettiamo da parte i cattivi pensieri con una bella lettura! Io ho da poco finito Deep Blue di Jennifer Donnelly, primo della serie Waterfire. Ed è stato un romanzo particolarmente... colorato.

Deep Blue (Waterfire Saga)
Jennifer Donnelly
Walt Disney Company Italia
368 pagine
22 Maggio 2014
12,90€
Acquista qui: cartaceo

Trama: Il primo volume di una serie di quattro racconti epici ambientati negli abissi oceanici, dove sei sirene cercano di salvare il loro mondo segreto. Quando Serafina, sirena del Mar Mediterraneo, si sveglia il giorno del suo fidanzamento ufficiale, la sua più grande preoccupazione avrebbe dovuto essere quella di conquistare l’amore del bel principe Mahdi. E invece Sera si ritrova in preda a strani sogni premonitori che le preannunciano l’arrivo di un’antica maledizione. Purtroppo le sue funeste premonizioni vengono presto confermate dalla morte di sua madre, uccisa da un dardo avvelenato. Serafina si ritrova così costretta a imbarcarsi nella ricerca del mandante dell’omicidio per sventare una guerra tra i mondi delle sirene. Ispirata unicamente dai suoi ombrosi e confusi sogni , Sera cerca di mettersi in contatto con altre cinque eroiche sirene, sparpagliate nei sei Mari del mondo. Insieme formeranno un indistruttibile legame di sorellanza e scopriranno una congiura che minaccia la loro stessa sopravvivenza. Il primo volume della Waterfire Saga è espansivo, misterioso e seducente come il mare stesso.

Quando ho iniziato, c'erano troppi tanti nomi da decifrare, che mi hanno infastidita un poco poiché non avevo idea a cosa o chi si riferissero, e ho faticato a prendere il ritmo giusto. Deep Blue ci trascina nelle profondità dell'oceano, da quelle più regali a quelle più infime. Si comporta come un libro per bambini, ma è tutto abbastanza suggestivo da rientrare nelle corde di tutti quelli che possono sopportare un po' di bazzecole. Con un passato glorioso e terribile alle spalle, i mari e gli oceani sono stati protetti per secoli dagli incantesimi delle sirene e dalle famiglie reali. Una di queste, a capo del trono di Miromara, sta per vedere affermarsi ufficialmente la propria Principessa di fronte a tutto il popolo del mare. Ma Serafina non crede di essere ancora pronta per un peso del genere. Quando a corte deve fingere di essere posata e padrona di sé, capace di effettuare il canta magus e di poter sostenere incarichi che presto o tardi saranno parte integrante della sua vita, come può dire di conoscere davvero se stessa? La sua migliore amica Neela è lontana, e Mahdi, il fratello di Neela nonché suo promesso compagno e sposo in quanto Principe ereditario, negli ultimi tempi si è comportato in modo strano -o almeno le voci dicono così.
Ora che il grande momento della sua incoronazione si avvicina, un evento spaventoso e degno di una vera, coraggiosa regnante, in cui dovrà dimostrare che il suo sangue è quello dei Merrow, la famiglia reale, e che il suo canta magus sia un incantesimo potente e perfetto abbastanza, Sera è nervosa e preoccupata, ma ben consapevole dei suoi doveri e decisa a compierli al meglio delle sue capacità. Ma ciò che di recente ha iniziato a muoversi nei suoi incubi è pronto per invadere il mondo che tanto le sta a cuore, e secondo una profezia -cantata, sinistra e rigorosamente in rima, perciò non può che essere vera- lei e altre cinque sirene saranno la chiave della salvezza di tutti i mari.

Ebbene, questa è più o meno la trama. Molto semplice, molto intuitiva, molto ovvia. Credo però che i libri apparentemente semplici, indirizzati ad un pubblico più giovane, non vadano mai messi da parte. I loro messaggi nascosti sono sempre più diretti, più evidenti, e forse per questo più difficili da ignorare una volta che la lettura riesce a conquistarti.
Non c'è molto da dire per Deep Blue in questo caso, se non che celebra la classica battaglia fra bene e male, fra doveri e libertà, fra chi dobbiamo essere e chi vogliamo essere. Come relazionarsi alla vita vera una volta fuori dalle pareti di casa propria, in un viaggio insito di pericoli, tradimenti, ostacoli e desideri. In un certo senso è una parabola molto romanzata e dolcificata della vita una volta lasciato il nido.

lunedì 25 agosto 2014

Recensioni: Jennifer Armentrout in short stories - Bitter Sweet Love vs. Believe in Me.

Oggi doppia recensione! Siccome tirerò in causa la stessa autrice, Jennifer Armentrout, e siccome si tratta di due novelle, ho pensato di raccoglierle in un unico post. Quiiiiindi... quelle che vedete qui sono Bitter Sweet Love, novella #0.5 della serie The Dark Elements, e Believe in Me, #... beh... una sorta di #2.1, perché vi consiglierei di leggerla dopo Be with Me e una novella #2.5 esiste già (la proposta di Cam!).

Bitter Seewt Love
Jennifer L. Armentrout
inedita in Italia
105 pagine
2,05€ -ora con lo sconto a 1,49€ su amazon!
Acquista qui: ebook

Trama: Dez non era solo una cotta per Jasmine. Un gargoyle Custode, come Jas, che l'ha aiutato a venire a patti con il suo destino -respingere i demoni e mantenere l'equilibrio tra il bene e il male. Lui era il suo tutto... fino al momento in cui scomparve senza lasciare traccia. Non era stato certo d'aiuto il fatto che il padre di Jas avesse appena annunciato che lei e Dez un giorno si sarebbero accoppiati. Difficile non prendere sul personale. 
E ora è tornato, tre anni più grande, dieci volte più attraente, pronto a riprendere esattamente da dove avevano lasciato. Ma Jas non correrà ancora una volta il rischio. Dez ha sette giorni di tempo per soddisfare tutte le sue condizioni e guadagnare di nuovo la sua fiducia. Sette giorni pieni di pericolo terrificante e dolce tentazione. Sette giorni per vincere il suo cuore -o frantumano tutto da capo...

E' stata una lettura abbastanza improvvisata. Non avevo programmato di iniziare questa serie, ma la Armentrout pare essere diventata il centro di ogni mio pensiero ultimamente, perciò... The Dark Elements è ora in wishlist. Sono rovinata! Come se non ci fossero già abbastanza libri da leggere... anyway, sappiate che Caldo come il fuoco -altrimenti chiamato White Hot Kiss-, in uscita a settembre qui da noi, non è esattamente il primo volume della serie. Okay, lo è, ma come è ormai uso delle autrici che ben conosciamo, prima di questo c'è una novella. Una novella davvero carina. E' con Bitter Sweet Love, appunto, che mi sono nuovamente catapultata tra le braccia della Armentrout.
Ah, non ci voleva.

mercoledì 20 agosto 2014

Recensione Opposition di Jennifer L. Armentrout.

Chi mi stalkera su goodreads sa che ieri ho finalmente finito Opposition di Jennifer Armentrout. Ora come ora sono, tipo, mentalmente distrutta dal semplice fatto che la serie sia finita, cosa che mi mette sempre un'assurda tristezza addosso, perciò non sono cosa verrà fuori da questa recensione ma amatemi lo stesso, okay?
*è uno spoiler di Origin, però l'ho oscurato comunque -che brava persona che sono!

Opposition
Jennifer L. Armentrout
534 pagine
5 Agosto 2014

Trama: Katy sa che il mondo è cambiato la notte in cui i Luxen sono arrivati.
Non riesce a credere che Daemon abbia accolto la sua razza o stia con loro mentre quelli minacciano di cancellare ogni umano e ibrido sulla Terra. Ma i confini tra bene e male sono offuscati, e l'amore è diventato un sentimento che potrebbe distruggere lei -potrebbe distruggerli tutti loro.
Daemon farà di tutto per salvare quelli che ama, anche se questo significa tradimento.
Devono fare squadra con un nemico improbabile se esiste una qualche possibilità di sopravvivere all'invasione. Ma quando diventa rapidamente impossibile distinguere l'amico dal nemico, e il mondo si sta sgretolando intorno a loro, rischiano di perdere tutto -anche quello che hanno più a cuore- per garantire la sopravvivenza dei loro amici ... e dell'umanità.
La guerra è arrivata sulla Terra. E non importa il risultato, il futuro non sarà più lo stesso per chi è rimasto in piedi.


Ci sono cascata subito.
Mi sono data un giorno di tempo, e poi ero lì a sbranare Opposition come una morta di fame. Senza nemmeno volerlo, sono arrivata alle prime cento pagine ed ero come intorpidita. Cosa diamine stavo leggendo e quale marcia hanno messo li dentro? La decima? Perché, davvero, non ho avuto nemmeno il tempo di riprendere questa serie che mi sembrava di andare alla velocità della luce, bombardata da informazioni inafferrabili e frustranti. Dopo l'orda di Luxen accesi come micce intravista alla fine del libro precedente, e nel momento in cui il trio D si è illuminato come un albero di Natale, di loro non si è più avuta alcuna notizia. Partire già da uno scenario del genere è stato uno shock bello e buono, perché nello stramaledetto finale di Origin Dee, Dawson e Daemon, sebbene nella loro forma originale e in uno stato mentale alquanto dubbio, erano ancora là. Katy è più che in ansia e le parole del Sergente Dashner, facente parte del progetto Daedalus, circa l'imminente arrivo di un gran numero di Luxen e da quale lato del campo di battaglia si troveranno lei e Daemon, le ritornano in mente. Niente però ora è più urgente di capire cosa fare e come trovare gli altri... e Bethany. Perché, oh si, Bethany è incinta!* Scusate, dovevo dirlo, la cosa mi elettrizza troppo!
Fortuna per noi che il doppio pov è ancora attivo. E dopo uno spaventoso e agghiacciante attacco di massa ad un supermercato, in cui Katy rivede finalmente Daemon, ma viene colpita da Dawson e portata nel provvisorio centro di raccolta dei neo-arrivati Luxen locali, ci ritroviamo nella mente del nostro alieno preferito. Da lì, lentamente, le cose sembrano diventare più chiare, e quella donna calcolatrice e subdola che è la Armentrout ci fornisce le meritate spiegazioni. Così Dee è impazzita e ricorda tantissimo la Ash degli inizi, mentre Dawson e Daemon vanno in giro a distruggere tutto con la loro "famiglia" -una specie di lavaggio del cervello. Una partenza davvero assurda e piena di punti interrogativi, soprattutto perché non capivo se anche Daemon fosse diventato un freddo blocco di ghiaccio e la cosa mi stava mandando in paranoia.
Più che in paranoia, ero fuori di testa. Non riuscivo a fare altro che stare lì e balbettare perché?, perchè?, perchè? finché le cose non hanno iniziato a prendere una strana piega... se è possibile, ancora più inquietante. Mi sembrava di essere circondata da persone che si divertivano a fare risate malefiche, di quelle chiare, forti e che fanno venire i brividi, ed ero tipo sul punto di urla- okay, non è vero. Ho URLATO tipo una volta per ogni capitolo, almeno. Ci vuole fegato per scrivere un libro del genere, pubblicarlo e non aspettarsi i fan sotto casa a lanciare uova contro la finestra.

Quello che mi è sempre piaciuto della Armentrout è la sua indubbia capacità di racconta-storie. Non importa quanto scontati siano certi esiti o quanto stupidi siano alcuni personaggi, o ancora quanto semplice sia il suo stile. Ciò che racconta è avvincente, carismatico, magnetico, e allora siamo tutti lì, dietro i suoi libri, a immaginare un finale parzialmente ovvio godendo di tutte le decorazioni che arricchiscono la lettura. Non serve un genio per capire che, in un modo o nell'altro, i personaggi avranno il loro happy ending, ma in quali condizioni? A quale prezzo? Cosa hanno sacrificato, cosa guadagnato? Quali cambiamenti irreversibili ci sono stati? E' questo lo scopo del genere paranormal -è una questione di protagonisti, eroi, capaci di affrontare qualunque situazione e trionfare. La Armentrout riesce perfettamente a creare situazioni simili, e le sviluppa con idee incredibili, a un ritmo di narrazione serrato che lascia col fiato sospeso fino all'ultimo.
Andiamo a Katy e Daemon. Sono sublimi. Voglio dire, a parte dire cose senza senso e amarli alla follia, non so come altro esprimere la mia totale adorazione nei loro confronti. E questo finché parliamo di lealtà, romanticherie, frasi dolci che mi hanno fatta letteralmente sciogliere sul pavimento.
Tipo:

My mouth was everywhere. Our hands on the move. I found she was ready, and I blasted beyond that moment the second we kissed. We moved together, our hands joined tightly as I lifted up and stared into gray eyes speckled with white light.
I fell in love all over again.


La mia bocca era ovunque. Le nostre mani in movimento. Capii che lei era pronta, e feci saltare quel momento il secondo in cui ci baciammo. Ci muovemmo insieme, le nostre mani strettamente intrecciate mentre mi alzavo e fissavo quegli occhi grigi punteggiati di luce bianca.
Mi innamorai ancora una volta.

La cosa più strana è che Daemon, qui, mostra tutta una sorta di... vivacità. Di quelle che coinvolgono specifiche parti del corpo, non so se mi spiego. I suoi pensieri sono pieni di immagini pervertite il novanta percento dei capitoli dal suo punto di vista. La cosa fa morire dal ridere, perché con queste scene ci godiamo sempre una buona dose di sarcasmo che ci ricorda il Daemon dei primi tempi, quello irascibili, testardo, arrogante come non mai. D'altronde, tutti loro sono ancora quelli che abbiamo imparato a conoscere con i primi libri; questo non è cambiato, e non sarò mai abbastanza grata alla Armentrout. Le scene più sensuali, quelle dove Daemon si trasforma da perfetto pervertito ad amante incredibilmente passionale, sono piene di una dolcezza unica; arricchisce quei momenti così che non si tratti di semplice sesso gratuito buttato lì solo per fare scena (e che scena!), ma di attimi così meravigliosi da spezzare il cuore. Katy, d'altra parte, è magnifica, gloriosa direi. Riesce a tenere testa a tutto quello che le capita ed è semplicemente ammirabile. Zia Jen c'è andata giù pesante con lei, ma la bellezza e determinazione del suo personaggio non fa altro che risaltare ancora di più.
E ce ne sono, di personaggi da lodare in questo libro. O meglio, da sottolineare, perché come al solito anche quelli che consideriamo più secondari si ritrovano ad avere voce in capitoli particolarmente importanti. Mi spiace che Dawson e Beth si siano visti molto poco rispetto agli altri, perché con quello che succede avrei voluto sentirli ben presenti quasi come è stato in Shadows. Ad assumere invece una certa visualità è Dee, la grande bitch della storia. Ottimo intrattenimento, davvero, ha stuzzicato e scatenato gli istinti più malvagi sepolti in me per una buona parte della storia. Andiamo! Era così bossy bossy e malefica da fare veramente vacillare la pazienza di chiunque! E, oh Archer!, santo ragazzo, più che shipparlo con Dee lo metterei con Daemon! I loro discorsi mentali e non sono così spassosi che ridevo una pagina si e una si ogni volta che stavano nella stessa stanza -o dentro la stessa auto, cioè per il cinquanta percento del libro. Tiriamone fuori giusto una delle mie preferite:

venerdì 8 agosto 2014

Recensione Origin di Jennifer L. Armentrout.

Non ho dormito proprio per niente per finire questo libro, ma sono contenta di averlo fatto. Sono estasiata, e assolutamente impaziente di scoprire come Jennifer Armentrout metterà un punto a questa storia. Origin, quarto volume della serie Lux, è... penso che ve ne renderete conto dalla mia recensione, o leggendolo voi stessi. NON LEGGETE LA TRAMA, come al solito.
*Quanto mi piace questa cover?!?*

Origin
Jennifer L. Armntrout
364 pagine
Inedito in Italia, prossimamente per Giunti

Trama: Daemon farà di tutto per riavere Katy indietro.
Dopo l'incursione di successo, ma disastrosa sul Mount Wheater, si ritrova ad affrontare l'impossibile. Katy è andata. Rapita. Tutto ciò che importa diventa solo ritrovarla. Spostare chiunque si trovi sulla sua strada? Fatto. Bruciare tutto il mondo per salvare lei? Volentieri. Esporre la sua razza aliena al mondo? Con piacere.
Tutto ciò che Katy può fare è sopravvivere. Circondata dai nemici, l'unico modo in cui può venirne fuori è di adattarsi. Dopo tutto, ci sono lati di Daedalus che non sembrano del tutto folli, ma gli obiettivi del gruppo sono spaventosi e le verità di cui parla ancora più inquietanti. Chi sono i veri cattivi? Daedalus? L'umanità? O i Luxen?
Insieme, possono affrontare qualsiasi cosa. Ma il nemico più pericoloso è stato lì tutto il tempo, e quando le verità verranno esposte e le bugie si sgretoleranno, da che parte staranno Daemon e Katy?
E soprattutto, saranno insieme?


Dunque. Qualche giorno fa è uscito Opposition, ultimo libro della serie Lux. I più ricorderanno che ero completamente andata fuori di testa leggendo Opal (qui la mia recensione), e che non ero assolutamente riuscita a dedicarmi al suo sequel, Origin, fino ad adesso. Il finale di quel libro me lo sento ancora gorgogliare nello stomaco insieme ai bisonti, le falene, le farfalle e le mille lacrime che mi salgono ancora agli occhi al solo pensiero.
I love you, Kat. Always have. Always will.
Da una cosa del genere non ci si riprende. Dico sul serio. La Armentrout aveva scritto qualcosa di talmente perfetto con quell'ultimo libro che, ecco, avevo paura di continuare e scoprire che i sequel non sarebbe stati all'altezza. Ma, ecco, alla vigilia dell'uscita del capitolo conclusivo ho capito di dover andare oltre il mio cuore spezzato e iniziare finalmente a leggere un libro che mi spaventava, ma mi attraeva incredibilmente ogni giorni di più. Ed eccomi qua. In crisi di astinenza. Col cervello in panne, confuso. Se volete farvi due risate, o piangere con me, potete andare a rileggere la mia recensione di Opal. In ogni caso, la situazione è più o meno questa: cercando di salvare Beth, prigioniera del DOD, quella branca del governo che si occupa degli alieni sbarcati sulla Terra, il nostro gruppo di alieni e ibridi si trova in estrema difficoltà a causa dell'alleanza fra il governo e gli Arum, eterni nemici dei Luxen. Pur riuscendo a salvare la ragazza di Dawson, Katy rimane intrappolata all'interno della struttura, e la vediamo separarsi dolorosamente dal gruppo e da Daemon -che le urla una dichiarazione spappola-stomaco ultra-emozionante che mi ha fatta piangere per giorni-, per poi essere catturata dai nemici.
Ora, Katy si trova da qualche parte in Nevada (nell'Area 51!! Non è una figata?!), e il DOD vuole testare la sua instabilità (tsk!), in quanto ibrida. Ma fra le tante cose che potrebbero farle perdere il controllo, la mutazione è l'ultima della lista -capitanata, invece, dall'apparizione di Blake. Nel frattempo, Daemon scappa dalla cella in cui Dee e il gemello l'avevano rinchiuso, all'interno di una colonia di Luxen, per impedirgli di correre dietro Katy. Conscio di ciò che lei starà passando sotto il controllo del governo, il suo unico desiderio è riaverla indietro e farà di tutto perché ciò accada. Figuriamoci se Daemon non riesce nel suo intento. Grazie al doppio pov, avremo modo di conoscere più lati del Daedalus, del suo modo di agire, i suoi segreti e i suoi intenti, giungendo alla comprensione di molte delle cose che, concentrati com'eravamo sulla storia d'amore fra Katy e Daemon, non avevamo notato. Incontreremo ogni genere di personaggi, ognuno pericoloso e coinvolto in modo diverso, e sarà un continuo da-ora-in-poi-non-si-torna-indietro che fa un po' film d'azione. Siccome sono ossessionata con questa storia delle trame spoiler, mi rifiuto di dire altro in merito -sappiate solo che accadono tante di quelle cose che il vostro cervello non reggerà.
La guardai fino a quando non riuscì più a tenere gli occhi aperti. Poi contai ogni respiro che lei fece fino a quando non riuscì più a ricordare qual era stato l'ultimo numero. E quando successe, ripetei il suo nome, più e più volte, fino a quando fu l'ultima cosa a cui pensai prima di scivolare nell'oblio. - Daemon 
Fece scivolare la mano sul mio braccio, inclinando la testa di lato mentre il suo sguardo vagava su di me. La mia luce si rifletteva sulle sue guance, dandole un bagliore roseo. Era bellissima, e io ero così, così disperatamente innamorato di lei.
Il suo mento fece uno scatto, e lei ispirò profondamente, gli occhi spalancati.
Okay, potrei aver accidentalmente pensato l'ultima parte ad alta voce.
L'hai fatto. Un piccolo sorriso divise le sue labbra. Mi è piaciuto sentirtelo dire. Un sacco.
Inginocchiandomi così che i nostri occhi fossero allo stesso livello, le misi una mano a coppa sulla guancia. Ti prometto che questo non sarà il nostro futuro, Kitten. Ti darò esattamente quello -una vita normale.
I suoi occhi brillavano. Non mi aspetto una vita normale. Mi aspetto solo una vita con te. - Daemon
 
C'è da dire che sono senza parole.
Ma al contempo ho tante di quelle cose da dire che si accavallano nella mia testa e me la mandano in tilt. Questo libro è una bomba. Ora. Opal ha avuto un impatto emotivamente devastante su di me, per via del finale struggente e, beh, del fatto che l'intero libro mi aveva reso sentimentalmente instabile.
Qui le cose sono un tantino diverse.
Se pensavamo alla serie Lux come ad una dolce e commovente storiella su alieni che s'innamorano di umani, mettiamo un punto a questa cosa. Origin è un'invasione di rivelazioni ed eventi shockanti in larga scala che hanno fatto esplodere il mio cervello circa ad ogni capitolo. C'è una certa differenza fra questo e i libri precedenti, in quanto ci distanziamo dalla componente puramente romantica della storia, nonostante questa sia comunque sempre presente (diamine se lo è!), entrando in un'ottica più tecnica e legata ai dettagli di tutto quello che di vero e determinante c'è da sapere sul mondo creato dall'autrice. Parallelamente iniziamo a vedere come fazioni precedentemente definite con i termini di 'buoni' e 'cattivi' si confondano agli occhi di Katy e Daemon, che si ritrovano così a mettere in dubbio ciò che sapevano e abbracciare una nuova realtà. 
Andiamo per punti, perché giuro che altrimenti perdo il controllo.
Punto uno. MA QUANTO SONO BADASS KATY E DAEMON IN QUESTO DANNATO LIBRO? Li avrei baciati solo per certe frasi che gli escono dalla bocca nei momenti di tensione o suspance maggiori, roba tipo“Did you think you could stop me? .. I’ll burn the world down to save her.” “I’m going to kill you one day,” I promised. Non vi fanno salire i brividi? Tutte le volte in cui mi avvicino al finale di una serie che ho particolarmente apprezzato, cerco di capire quali sono i progressi che, secondo me, i personaggi hanno fatto lungo la storia. E il modo in cui questi due sono assurdamente sincronizzati fa venire la pelle d'oca e la sindrome da fangirl sale a mille!Caratterialmente parlando, pur mantenendo la loro arroganza, la testardaggine e l'orgoglio, entrambi hanno perso la spregiudicatezza e la diffidenza che li teneva lontani. Daemon è stato capace di confessare i suoi sentimenti, Katy di fidarsi completamente di lui, ed ora sono un punto fisso l'uno per l'altra. Il loro legame è cresciuto incredibilmente ad ogni difficoltà, ma quello che si ritrovano ad affrontare ora è diverso. Non riguarda la sfiducia o la gelosia, la paura o l'intimità di una relazione. Riguarda il mondo su cui poggiano i piedi, le sue origini. Qui, tutti i dubbi e le domande che potevamo porci sul mondo dei Luxen avranno delucidazioni e risposte, molte delle quali inaspettate. Non sono solo i personaggi quelli che avranno da ricredersi sulle loro certezze, ma anche il lettore, che come loro aveva acquisito una certa familiarità con la storia, scoprirà molto altro. E' il classico trucco da non tutto è come sembra che gli scrittori usano per mantenere alto l'interesse, e anche se è ormai risaputo devo dire che la Armentrout è particolarmente capace nell'usarlo.
Entrambi la affrontano alla grande, in modo più o meno spericolato, non facendo altro che donarmi la possibilità di immaginare parecchie scene dolcissime e altre da brividi per cui ho letteralmente perso la testa. A fronte di tutta l'incertezza che ha attraversato il loro rapporto, non li ho mai amati tanto come qui, così sicuri e pronti a tutti.
Punto due.