Buongiorno. Cioè, buonasera.
Ecco, sono appena tornata dal cinema e ho ancora immagini ed emozioni un po' confuse nella mente; mi sono ripromessa di ordinare tutto quando fossi tornata a casa, proprio qui, su questo foglio bianco che dovrebbe diventare una recensione del film.
Per l'Angelo, da dove comincio?
Come dicevo su facebook, l'unica parola adeguata che mi è venuta in mente per dare lamia prima impressione è stata
mango. Mango perché, beh, c'è Jace. E il nostro Jace, così simile al Jace del film, mi ha ricordato perché ami tanto questo personaggio.
Jamie Campbell Bower era -
é- Jace in ogni espressione, sfumatura del viso, sguardo, capello, posa, modo di lottare e di parlare e di atteggiarsi tanto con Clary così come con Izzy e Simon e Alec -diamine, mi viene di chiamarli tutti con i nomi degli attori! Per non parlare di
Robert Sheehan. Non avremmo potuto avere un Simon più incredibile ed
mondano di lui, con il suo balbettio e le occhiate confuse da dietro le lenti degli occhiali. Per non parlare di
Lily Collins, fiera e coraggiosa, intrepida e passionale nel suo ruolo di Clary, così in sintonia con ogni personaggio.
Jemima West è andata alla grande -anche se Izzy è un po' più passionale- e
Kevin Zegers -oh,
Kevin!- un Alec meraviglioso davvero! Oh, e
Godfrey Gao, nei panni di Magnus Bane? Una visione! Il cast è andato alla grande, e se proprio devo citare altri attori non ho alcuna intenzione di tralasciare
Lena Headey, impagabile, fantastica nel ruolo di Jocelyn, e
Aidan Turner per Luke, protettivo e
lupesco come nel libro! E poi
Jonathan Rhys Meyers, forse un po' troppo infervorato in certi punti, ma comunque un buon Valentine.
Jared Harris, per Hodge, è andato discretamente bene -non sono sicura di cosa mi abbia fatta tentennare nel giudicare la sua performance, forse dipende dall'
impostazione del film.
Che è una delle cose che dovrei approfondire in questa recensione. Iniziamo da questo:
il film è bello. Davvero, davvero bello. Effetti speciali che sembrano usciti dritti dritti dalle mani di Magnus Bane, la trama che si dirama fra le strade di New York e i suoi angoli
nascosti come se fossi d'un tratto finita nel Mondo Invisibile. E' un'altra delle cose per cui ho pensato
mango. Perché quando pensiamo al mango, ci viene in mente Shadowhunters. Mango era anche le canzoni di sottofondo alle varie scene -l'arrivo all'Istituto, la battaglia al Dumort, la scena della serra, la parte finale in cui Jace e Clary vanno via in moto. C'è tanto materiale nel film, tanto da collegare al libro, tanto altro allo stile del regista e al modo in cui gli attori si sono relazionati fra loro.
Molto
mango è anche
la scena al Pandemonium, una delle mie preferite, girata benissimo e con grande pathos -lo sentivo travolgermi continuamente, un tumulto che mi riempiva d'emozioni e mi faceva ridere, rabbrividire, innamorarmi ancora e ancora di ogni elemento di questo mondo.
Nella prima parte del film, finché Clary entra all'Istituto senza sapere nulla di ciò a cui sta andando incontro, tutto è andato bene. Ero sinceramente soddisfatta, euforica persino. Mi è piaciuto il fatto che fosse Simon a spiegarle cosa fossero le rune, che Jace la guardasse con quella meraviglia mista a curiosità, che Alec l'abbia odiata fin dall'inizio.
Quando Clary inizia ad addentrarsi nel mondo delle ombre, è scattato l'allarme. Ho pensato,
non possono averlo fatto un sacco di volte, con gli occhi puntati sullo schermo. E non tanto perché fossi sconvolta o contrariata -un po' lo ero, entrambe-, ma perché il modo in cui hanno stravolto la trama ha reso davvero il film
più dark e drammatico di quanto non fosse nel libro. Cerco di spiegarmi meglio.
Non sono stati i piccoli cambiamenti a farmi quest'effetto -intendo, il lanciafiamme di Izzy, il Portale nell'Istituto per contenere, probabilmente, il numero di luoghi in cui girare, il fatto che Clary in realtà andasse da Magnus ogni due anni, e non una volta all'anno. Ovviamente servivano a legare fra loro punti della storia molto più omogenei nel romanzo.
E' stato il fatto che alcune delle cose che noi scopriamo solo nei volumi seguenti fossero già nel film. E sebbene diano un buon effetto a ripensarci alla fine -cosa che rende ogni aspetto, rivelazione, battaglia, emozione,
davvero dark e drammatico, e non il solito fantasy/fantascientifico che puoi trovare al cinema e che sa di già visto-, non ho potuto fare altro che pensare
mi hanno stravolto il libro, soprattutto poco prima del finale, quella che dovrebbe essere la disfatta di Hodge e l'intervento fisico di Valentine.
Io, che l'ho letto e riletto centinaia di volta, nel guardare il film ero un po' stordita.
Se dovessimo ancora parlare del finale, e mi riferisco alle ultime scene del film -dalla Rivelazione in poi, intendo... qualcuno forse sarebbe deluso. Altri arrabbiati. Io, invece, ho provato soddisfazione e un'infinità curiosità. E' vero, anche il finale è diverso. Non in modo sostanziale, qualcosa che il fandom potrebbe odiare, ma ci sono quelle piccole cose che la mia mente non ha potuto fare a meno di annotare e paragonare al libro, proprio mentre vedevo.
Volete sapere delle rune? Perfette, soprattutto nel modo in cui Clary riesce poi a usarle. Realistiche sotto ogni punto di vista, così come chi le porta. Volete sapere dei demoni? Disgustosi, spaventosi e orribili proprio come nel libro. O, che ne so, volete chiedermi della Città di Ossa? La sintonia che c'era fra quella parte nel film e nel libro era grande quanto quella che ho avvertito per quella al Pandemonium. Erano loro, era quello, tutti e tutto, in modo incredibile e inquietante.
Le scene d'azione sono impagabili. Le guardi e non vedi solo l'impegno di ogni singolo attore, ma anche secoli di guerre fra demoni e cacciatori, nascosti e creature d'ogni genere, proprio come in Shadowhunters. Eh, lo so che volevate che arrivassi a questo, il tanto discusso triangolo amoroso dai critici del film. Fatemi citare la Umbridge:
ora permettete che chiarisca. Una volta per tutte. NON C'E' NESSUN TRIANGOLO AMOROSO.
E non solo nel libro, ma anche nel film. Almeno, io non l'ho avvertito. Perché Clary, fedelmente al libro, non guarda mai,
mai, Simon come invece guarda Jace.