Oggi vi propongo il mio tema, e quindi non proprio una delle mie solite recensioni, dato che il 4 Aprile uscirà in tutti i cinema il film, esattamente come un pò di tempo fa l'ho proposto allo scrittore stesso, mandandoglielo per email -e modificando a posta il finale per fargli sapere il voto che avevo preso!!- e ottenendo anche una bella risposta da parte sua :)
Bianca come il latte rossa come il sangue
Alessandro D'Avenia
Mondadori
254 pagine
Uscito il 26 Gennaio 2010
13,00€
Voto: 4 Stelle e ½!
Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori "una specie protetta che speri si estingua definitivamente". Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c'è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l'assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell'amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l'ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.
La mia Recensione.
Caro Alessandro D'Avenia,
Del suo libro ho molto apprezzato anche il fatto che abbia usato i
colori come mezzo di narrazione della storia di Leo, perché penso che
usare cose semplici, come i colori appunto, per introdurre concetti più
difficili quali la morte, la paura, l'amore, sia un metodo efficace per
farsi comprendere al meglio.
mi ritrovo a scriverle questa e-mail come
compito in classe di italiano e ho pensato, alla fine, di inviargliela
davvero, così da approfittarne e parlarle delle mie impressioni in
seguito alla lettura di uno dei suoi libri, "Bianca come il latte rossa
come il sangue". La traccia del test diceva "Scrivi una e-mail ad
Alessandro D'Avenia, autore del romanzo "Bianca come il latte rossa come
il sangue" per comunicargli riflessioni, emozioni, valutazioni scandite
dalla lettura del suo romanzo". Non sapendo come rivolgermi a lei,
all'inizio, ho fissato la copertina del romanzo davanti a me, sul banco,
sotto lo sguardo attento della prof che scandagliava l'aula in cerca di
bocche così poco furbe da essere scoperte mentre bisbigliavano parole
sottovoce fra di loro, per trovare l'ispirazione. Si sa che la parte
iniziale di un compito di italiano, o di una storia e forse anche di un
libro sono quelle più complicate, perchè devono saper attirare
l'attenzione di chi legge e invogliarlo a continuare (per questo spero
che la mia professoressa di italiano non si sia annoiata a leggere il
mio compito). Poi però mi sono detta che la parte difficile sarebbe
arrivata dopo, scrivendo il resto, quindi ho optato per il modo più
tradizionale, partendo da "Caro...".
Chi le scrive è una ragazza che frequenta -e spera di superare
indenne!- il secondo anno al liceo scientifico, in procinto di compiere
sedici anni -fra un mese e due giorni, per essere precisi-. E' la stessa
età di Leo, lo so, e questo mi ha fatta sentire un pò più vicina a lui,
non importa che sia un ragazzo. Voglio partire dalla frase che ho
trovato nel retro copertina del libro, dove il personaggio di Leo dice:
"Sono nato il primo giorno di scuola, cresciuto e invecchiato in soli
duecento giorni". Non potrei essere più d'accordo! Sono sempre stata
convinta del fatto che la scuola rappresentasse la vita in miniatura, è
quel periodo che inizi con la convinzione che sarà diverso, che
l'impegno sarà maggiore rispetto all'anno precedente, ma poi ti rendi
conto che è tutto uguale a prima, che in fondo le cose ti sembrano
diverse solo se queste differenze sono radicali e ben visibili, magari
per qualcosa che riguardi la tua classe, la scuola o le materie di
studio. Sul momento non riesci a capire che invece qualcosa di diverso
c'è, e che quel qualcosa sei tu. Cominci un nuovo anno scolastico, lo
vivi con tutti i suoi successi e i suoi ostacoli -sperando fino
all'ultimo di essere promosso senza debiti, come sto facendo io!- per
poi arrivare al traguardo e renderti conto che hai un anno in più, che
il tuo modo di pensare è diverso, che anche le cose e le persone che ti
stanno attorno sono differenti, ma che ci sono comunque quei punti
fissi, quei valori, che nel tempo restano immutati.
Per questo leggere il suo libro è stato quasi come venire a conoscenza della vita di un compagno di viaggio -perché la vita è un
viaggio-, o addirittura di una parte nascosta di me stessa, dei
pensieri e delle emozioni che non riuscivo mai a decifrare e che ho
trovato trascritti in modo semplice e comprensibile. Per essere precisa,
è stato come leggere di qualcuno che ha preso nota di questi
cambiamenti, mettendo nero su bianco una sequenza di pensieri che, a
volte, ad essere sincera, ho trovato un pò strani per un ragazzo di
quest'età -penso che potrà facilmente comprendere tale dubbio se le
confido che, nella mia scuola, nonché in questi sedici anni di vita, non
ho mai incontrato un ragazzo profondo e pensieroso come Leo-, ma
che mi hanno permesso di vedere da fuori qualcosa in cui sentivo di
rispecchiarmi molto e che sono sono riuscita a comprendere solo grazie a
questa nuova prospettiva. Un pò come è successo a Leo in ospedale,
mentre osservava il suo compagno di stanza accerchiato dalla sua
famiglia, e ha visto altri aspetti dell'avere qualcuno che ti ama
vicino, andando al di là del complesso rapporto che a volte aveva con i
genitori. Finché non vedi qualcosa con i tuoi occhi non lo capisci e di
conseguenza ne ignori l'esistenza.
Ci sono altri aspetti da considerare, come le figure di Silvia,
Niko e Beatrice, ma in particolare anche quella del professore. Chiunque
abbia letta il suo libro avrà pensato di volere un docente come il
Sognatore nella propria scuola. L'ho fatto anche io, però credo che sia
difficile trovare una persona del genere. Non voglio pensare che sia
così perché non esiste, solo che... ha presente l'idea della ragazza
romantica alla ricerca del principe azzurro, quello perfetto? Ecco,
credo che trovare un professore -o una professoressa- in grado di farti
studiare una materia con la stessa passione -sempre che passione ne
abbia, dato che oggi molti professori sembrano adempiere al loro compito
solo per abitudine- con cui la insegna sia proprio come andare alla
ricerca del ragazzo dei propri sogni. Inizi a cercare senza sapere quale sarà la
meta e nel frattempo devi accontentarti di vedere sempre le solite
facce. La penso proprio come Leo: "Mai un professore è riuscito a farmi
credere che ne valeva la pena. E se non ci riesce uno che ci dedica la
vita perché lo dovrei fare io?". Però fa parte della crescita e in
questa hanno la loro parte anche i rapporti con gli altri.
Nella vita di Leo ci sono gli amici, i genitori, un professore
nuovo, persone con ruoli e caratteri differenti, ma che lo aiutano a
determinare quello che diventerà. Se la famiglia è sinonimo di
protezione e calore, gli amici, Niko in particolare, sono il prototipo
ideale dell'amicizia, del divertimento, l'identificazione più realistica
della figura dell'adolescenza spensierata del romanzo. Con
questo non voglio dirle che gli altri personaggi non sono realistici, ma
che in certe parti ritengono eccessivamente intensi i loro pensieri,
soprattutto i dialoghi, forse perché personalmente non riuscirei a
parlare con i miei amici, con i miei genitori o il mio insegnante allo
stesso modo in cui lo fa Leo. Per quanto questi punti possano risultare
quasi inverosimili ai miei occhi sono comunque quelli che alla fine ho
preferito di più, perché in fondo si tratta di un libro e come tale è
automatico assimilare le riflessioni nell'insieme del romanzo. Il nuovo
professore, poi, col soprannome di Sognatore, è il "saggio" della
situazione, colui che per ogni problema trova una citazione o un pensiero su cui riflettere -come un bibliotecario!-, ma è anche un uomo e, come tale, facendo il maestro, ha trovato un alunno che è riuscito ad insegnargli qualcosa.
Poi ci sono Silvia e Beatrice. Per loro non c'è una vera e propria definizione, sono il fulcro delle emozioni e delle riflessioni più forti suscitatemi dal libro. In poche pagine c'è un racconto di amore e paure, di amicizia e rispetto, di ostacoli e prove da superare, tutti quegli ingredienti principali su cui si fonda il mondo degli adolescenti e che, presenti in un libro, lo aiutano ad attrarre facilmente l'interesse di un lettore di quella specifica fascia d'età.
situazione, colui che per ogni problema trova una citazione o un pensiero su cui riflettere -come un bibliotecario!-, ma è anche un uomo e, come tale, facendo il maestro, ha trovato un alunno che è riuscito ad insegnargli qualcosa.
Poi ci sono Silvia e Beatrice. Per loro non c'è una vera e propria definizione, sono il fulcro delle emozioni e delle riflessioni più forti suscitatemi dal libro. In poche pagine c'è un racconto di amore e paure, di amicizia e rispetto, di ostacoli e prove da superare, tutti quegli ingredienti principali su cui si fonda il mondo degli adolescenti e che, presenti in un libro, lo aiutano ad attrarre facilmente l'interesse di un lettore di quella specifica fascia d'età.
Io, per esempio, da piccola leggevo spesso. Niente di che, libri
per bambini del Battello a vapore o di Geronimo Stilton, più che altro.
Poi, circa tre anni fa, ho iniziato ad interessarmi alla lettura in modo
diverso. Sono una persona che vive nei sogni e nella fantasia, ma che
riesce comunque a mantenere il contatto con la realtà. Leggo tantissimo
urban fantasy, un genere che oggi va molto fra i giovani -non che io
legga secondo la moda, ma questo genere riesce ad appassionarmi come
nient'altro!- e credo che non ci sia niente di più bello della lettura,
perché puoi staccare la presa dalla realtà e immergerti in mondi che
esistono solo nella tua mente e che si costruiscono attorno a te come
mattoni, uno sopra e accanto all'altro ad ogni parola, ad ogni capitolo,
fino a creare una fortezza talmente stabile da impedirti di sentire
qualsiasi altra cosa che non siano i rumori e i dialoghi di quel mondo. Ogni
volta che leggo un libro ne sento l'assenza sulla lingua, si adagia
come un velo sulla mia testa e per ore, anche giorni dopo averlo finito
rimane lì, come una lente di ingrandimento che mi fa vedere le cose di
tutti i giorni in modo diverso. Il suo libro mi ha fatto provare proprio
questo, ma in modo più intenso del solito, perché la vita di Leo si
snoda fra i banchi di scuola, gli amici e i genitori, perciò
immedesimarsi è stato più facile. Riesco a riflettere in modo diverso,
dopo che una storia rimane imprigionata in me, e mi piace pensare che
tutti i libri che leggo mi lascino qualcosa che varia da lettura a
lettura.
In questo libro ho ritrovato parti di me stessa e ho conosciuto
aspetti della vita che prima ignoravo.
Leo ha un sogno, e quel sogno si chiama Beatrice. Poi però apre gli occhio, e capisce che quella che l'ha guardato dormire per tutto il tempo è stata Silvia. E non credo esiste una cosa più reale di questa, nel corso dell'adolescenza, quando ti rendi conto che sognare e vivere sono due cose diverse e devi essere tu, a farle coincidere.
Ho riso delle giornate tipo fra Leo e Niko, ho provato irritazione per l'incapacità di Leo di comprendere i sentimenti di Silvia -molto realistico, a volte i ragazzi della mia età sono così stupidi!-, accecato com'era dal suo amore per Beatrice. Ho pensato e riflettuto su quei pensieri a volte più contorti di altri, mi piaceva come suonavano le parole una accanto all'altra e spesso dovevo leggerle più volte per capirne appieno il significato. E da inguaribile romantica quale sono ho pianto per la morte di Beatrice e ho esultato quando Leo ha capito di amare Silvia.
Leo ha un sogno, e quel sogno si chiama Beatrice. Poi però apre gli occhio, e capisce che quella che l'ha guardato dormire per tutto il tempo è stata Silvia. E non credo esiste una cosa più reale di questa, nel corso dell'adolescenza, quando ti rendi conto che sognare e vivere sono due cose diverse e devi essere tu, a farle coincidere.
Ho riso delle giornate tipo fra Leo e Niko, ho provato irritazione per l'incapacità di Leo di comprendere i sentimenti di Silvia -molto realistico, a volte i ragazzi della mia età sono così stupidi!-, accecato com'era dal suo amore per Beatrice. Ho pensato e riflettuto su quei pensieri a volte più contorti di altri, mi piaceva come suonavano le parole una accanto all'altra e spesso dovevo leggerle più volte per capirne appieno il significato. E da inguaribile romantica quale sono ho pianto per la morte di Beatrice e ho esultato quando Leo ha capito di amare Silvia.
Con questo libro ho sognato, anche, e probabilmente, mentre
leggevo, i miei occhi brillavano come quelli di Leo, perché anche io ho
imparato qualcosa di nuovo.
Quindi grazie -anche perché, grazie a questo tema, la prof mi ha messo 8!!-.
Cordiali saluti,
un'affezionata lettrice.
Uno SPLENDIDISSIMO post :D
RispondiEliminaGrazie :D
Eliminabellissima lettera- email :) bella veramente!
RispondiEliminami sono emozionata nel leggerla :D
Oddio, grazie, è tutto merito del libro :'D
Eliminabellissimo!!
RispondiEliminaGrazie Ari :)
EliminaMa questa e-mail/tema è stupenda** sono rimasta incantata dalle tue parole. Meravigliosa davvero.
RispondiEliminaGrazie En *_*
EliminaRipeto, tutto merito del libro, è un'ispirazione! :D
Grandissima recensione! Complimenti!!!! Anche io ho adorato il libro e non ho più 16 anni ma condivido appieno le tue riflessioni sui coetanei u.u"
RispondiEliminaGrazie per le belle parole Sorairo :D
EliminaCerti libri mi sono tanto vicini da coinvolgermi in modo particolarmente forte, e questo è sicuramente uno di quelli :)
Secondo me il tuo tema era da più di 8 visto che in secondo superiore nessuno è in grado di articolare un tema in questo modo! Complimenti!
RispondiEliminaSecondo me il tuo tema era da più di 8 visto che in secondo superiore nessuno è in grado di articolare un tema in questo modo! Complimenti!
RispondiEliminaTi rispondo solo adesso, ma grazie infinite! *-*
EliminaLo dirò alla prof ;P
Ti faccio i miei complimenti hai fatto una recensione bellissima ,hai davvero talento nello scrivere ,ti dò un consiglio...continua ,continua e continua a scrivere, non fermarti alle recensioni ,prova a improvvisare,buttare giù pensieri ,riflessioni ,lavora con la fantasia...penso che potresti toglierti delle belle soddisfazioni
RispondiEliminaTi faccio i miei complimenti hai fatto una recensione bellissima ,hai davvero talento nello scrivere ,ti dò un consiglio...continua ,continua e continua a scrivere, non fermarti alle recensioni ,prova a improvvisare,buttare giù pensieri ,riflessioni ,lavora con la fantasia...penso che potresti toglierti delle belle soddisfazioni
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